Il primo palazzetto degli Ex-Otago è stato un evento unico: 'Come la recita di fine anno'

La band pop genovese chiude un anno di successi con un concerto nella propria città davanti a 5.000 persone. Sul palco ospiti come Coma_Cose, Jack Savoretti e Venerus. In scaletta non mancano brani con oltre quindici anni di storia

Il primo palazzetto degli Ex-Otago è stato un evento unico: 'Come la recita di fine anno'

Le luci dello Stadium di Genova si spengono, sul megaschermo inizia una carrellata di immagini che mischiano gli anni ’80 ai ’90. Gli Ex-Otago salgono sul palco e iniziano subito con il botto cantando “Questa notte”, una delle canzoni più amate dell’ultimo album, “Corochinato”. Si crea subito l’effetto karaoke, che contagia le 5.000 persone presenti. È la porta d’ingresso a un rito pop di oltre due ore in cui viene riavvolto il nastro della storia della band partita dall’asfalto del quartiere di Marassi nel 2002 e arrivata fino al palco del Festival di Sanremo nel 2019. “Belìn che bravi”, questo il titolo dell’evento, è aperto da Pasino, Nebbiolo e L’Ultimodeimieicani.

Un concerto evento, prodotto da Magellano Concerti, per festeggiare un lungo ciclo di soddisfazioni e traguardi. “È come la recita di fine anno – racconta Maurizio Carucci, voce della band – è uno di quegli eventi unici in cui devi far vedere quanta strada hai fatto, quanto sei bravo. E lo fai davanti ad amici e parenti, nella tua città. Dopo tour ricchissimi di date torniamo a casa, per questo le gambe tremano più del solito”. Una lettura che profuma di “Otagata”, neologismo che ama ripetere la band, ma che, con la semplicità che da sempre caratterizza il gruppo pop, fotografa un concerto sempre in bilico fra una dimensione acustica e un’altra più dance-elettronica. Non mancano coreografie naif, cambio di abiti, un countdown surreale in stile Capodanno come nelle più improbabili discoteche di provincia, il tutto amalgamato a momenti più intensi e romantici come la cover di “Amore che vieni amore che vai” di Fabrizio De André, presentata per la prima volta sul palco del Premio Tenco nel 2017 e colonna sonora di una delle scene più forti del docufilm “Ex-Otago – Siamo come Genova” in cui Carucci, Simone Bertuccini, Olmo Martellacci, Francesco Bacci e Rachid Bouchabla si ritrovano inermi al cospetto delle macerie di ponte Morandi. Le anime otaghe, quella più caciarona e quella più cantautorale, si abbracciano e si equilibrano attingendo a piene mani dagli album “Marassi” e “Corochinato”, nome di un tipico aperitivo genovese. Il primo ospite a sorpresa è The André che introduce, con una voce identica a quella di Faber, “I giovani d’oggi”.

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Poi è il turno dei Coma Cose, di Venerus, che purtroppo non riesce a causa di qualche problema tecnico a esprimere il meglio di sé, e Dutch Nazari, che rappa su “Foglie al vento”. Il legame fra il rap e gli Ex-Otago ha radici profonde e non si lega solo alle collaborazioni (Jake La Furia, Willie Peyote e Izi per citarne alcune), ma anche alla prima formazione della band che includeva Alberto “Pernazza” Argentesi. Sui primi pezzi si inseriva il suo flusso di coscienza in stile rap. “Quando nessuna band indipendente osava definirsi pop, noi lo facevamo, oltre quindici anni fa – ricorda Bertuccini – e mischiavamo la nostra musica al rap da cui abbiamo appreso anche quell’orgoglio per le radici, un amore per la nostra città che ci contraddistingue da sempre”. In scaletta scorrono anche delle vere chicche per i fan di vecchia data come “Jaguar gialla” e “Costa Rica”, la nuova “Ma se ghe penso”: una lettera d’amore per Genova. I fan possono ascoltare per la prima volta dal vivo anche Scusa” e “Tutto ciò che abbiamo”, i due singoli usciti prima del concertone, ma che per il momento non dovrebbero far parte di un nuovo album. “Non sappiamo che cosa ci riserva il futuro, di sicuro ci prenderemo del tempo per realizzare tutto quello che abbiamo costruito in questi anni”, confida Carucci poco prima di salire sul palco. L’entrata di Jack Savoretti, cantautore inglese di origini genovesi, sul bis, riscalda il cuore: insieme, come sul palco dell’Ariston, cantano “Solo una canzone”. La voce di Carucci, messa a dura prova da una scaletta mai così imponente, regge, ma in alcune parti del live, come nella proposizione di “Mare”, è stanca e fa un po’ fatica. Il finale, con “Cinghiali incazzati”, è tutto da ballare. E così, con quella sincerità e forza evocativa che li ha sempre contraddistinti, gli Ex-Otago chiudono un ciclo portando sul palco una grande fotografia in musica. Riscaldano e fanno sentire a casa tutti, nessuno escluso, come un buon bicchiere di vino rosso.

(Claudio Cabona)

Scaletta:
Questa Notte
Le macchine che passano
Bambini
I giovani d’oggi (intro eseguita da The André)
Occhi della luna
Jaguar Gialla
Tu non mi parli più
Torniamo a casa (feat Coma Cose)
Mancarsi (brano dei Coma Cose)
La Notte chiama
Tutto Bene (feat Venerus)
Sindrome (brano di Venerus)
The Rhythm of the Night (cover di Corona)
Questa Notte (piano e voce)
Scusa
Costa Rica
Stai Tranquillo
Amore che vieni amore che vai (cover di Fabrizio De André)
Mare
Foglie al vento (feat Dutch Nazari)
La nostra pelle
Tutto ciò che abbiamo
Quando sono con te

Bis:
Solo una canzone (feat Savoretti)
Ci vuole molto coraggio
Cinghiali incazzati
Non molto lontano remix

Dall'archivio di Rockol - Gli Ex-Otago raccontano "Corochinato"
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