Kirk Hammett: "Napster ci riportò all'età dei menestrelli"

Il chitarrista dei Metallica ricorda la battaglia legale che vide contrapposta la band al programma di file sharing che ha rivoluzionato il mondo della musica.
Kirk Hammett: "Napster ci riportò all'età dei menestrelli"

Il chitarrrista dei Metallica Kirk Hammett ha parlato, con Dean Delray per il podcast Let There Be Talk, della 'vecchia' questione 'Napster', che portò, nel 2000, la band californiana a denunciare e querelare l'illegalità del programma di file sharing creato da Shawn Fanning e Sean Parker.

Quella che pareva all'epoca, agli inizi del nuovo secolo, una questione di vita o di morte, ora è svuotata di significato, del resto sono anche trascorsi ben venti anni. Dice Hammett a Delray:

“Non abbiamo fatto la differenza, non abbiamo fatto la differenza. È successo, e non potevamo impedirlo, perché era solo più grande di tutti noi, questa tendenza ha affondato la fottuta industria musicale. Non potevamo fermarla. (...) E' accaduto all'improvviso, era più conveniente avere della musica ed era meno conveniente pagarla, e il gioco è fatto.”

I Metallica intentarono la causa a Napster, nel 2000, dopo aver scoperto che una demo trafugata di "I Disappear" circolava proprio su Napster. Napster rispose impegnandosi a chiudere gli account di chiunque condividesse canzoni senza permesso. Il suo compagno di band, il batterista Lars Ulrich, consegnò ai loro uffici un enorme elenco composto dagli username di oltre 335.000 persone che avevano scaricato MP3 non autorizzati utilizzando il servizio di condivisione di file.

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Il caso venne risolto in via stragiudiziale, ma non prima che centinaia di migliaia di persone fossero bandite da Napster, provocando una tempesta di polemiche. Alla fine, tuttavia, il modo in cui le persone ormai ascoltavano la musica era cambiato per sempre, così come il percorso professionale di generazioni di musicisti.

Ha detto ancora il membro dei Metallica:

“Per me, è stato un po' un fattore di livellamento. All'improvviso, tutti noi siamo stati riportati all'età del menestrello dove l'unica fonte di reddito dei musicisti è quella del suonare. Ed è così al giorno d'oggi, tranne per il fatto che molte di queste band non suonano davvero. Premono 'play' o qualcosa del genere. Ma ci sono molte band che suonano davvero i loro strumenti e devono suonare per essere ancora una band e sopravvivere.”

I Metallica alla fine si unirono alla rivoluzione digitale, pubblicando tutta la loro musica - compresi gli album, i singoli, i remix, il materiale dal vivo e le collaborazioni - su Spotify nel dicembre 2012. Tuttavia, Hammett rimane fiducioso che un giorno le cose possano ancora cambiare.

Chiude dicendo:

“Forse le cose potrebbero cambiare. Forse all'improvviso le persone inizieranno a preferire i CD o qualsiasi formato a ciò che è disponibile ora. Voglio dire, cambiò tutto così in fretta. Ora potrebbe cambiare altrettanto velocemente.”

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