Chris Martin dice di aver costretto i suoi figli a cantare su "Orphans"

Il frontman dei Coldplay parla delle canzoni "Orphans" e "Daddy", incluse nell'album "Everyday Life".
Chris Martin dice di aver costretto i suoi figli a cantare su "Orphans"

Il frontman dei Coldplay Chris Martin ha scherzato sul fatto di aver 'costretto' i suoi figli – Apple di 15 anni e Moses di 13 – a partecipare alla canzone “Orphans”, inclusa nell'ultimo album della band inglese “Everyday Life” (leggi qui la nostra recensione).

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Parlando con Radio.com, il 42enne musicista ha dichiarato:

''Beh, abbiamo sempre costretto i nostri figli a lavorare. Apprezziamo davvero molto i bambini britannici dei tempi vittoriani che ricevevano una paga onesta per la loro giornata di lavoro. Tutte le volte che andremo in tour, i ragazzi che ci sono lì intorno, li trascineremo sul palco per fare questo o quello. È successo che mentre stavo facendo la demo della canzone "Orphans", ho chiesto ai miei figli e a un paio di loro amici se volevano cantare il ritornello. Sono stati gentili e, ovviamente, li  abbiamo pagati di conseguenza. E' normale che abbia dei pregiudizi, ma mi piace molto ascoltarli. Quindi, per me, hanno fatto suonare la canzone alla grande.''

In precedenza, sempre sulla partecipazione dei figli alla canzone “Orphans”, Martin aveva rivelato di aver chiesto ai suoi figli se volevano partecipare alla canzone:

''Gliel'ho chiesto. E gli pago commissioni adeguate, come a tutti. E sono autorizzati a dire di no.''

Chris Martin ha parlato anche di “Daddy”, altra canzone inclusa nell'ultimo album dei Coldplay:

“Ok. Non mi piace spiegare le canzoni. Comunque sia, quella è venuta da tre luoghi. Innanzitutto, molte persone che fanno parte della mia vita hanno avuto papà che se ne sono andati, il che è triste e confuso e, se ti immedesimi nel papà, ti chiedi, cosa pensava che sarebbe stato meglio? In secondo luogo, ho dei figli e devo andarmene per tutto il tempo. Terzo, e più importante, (quella canzone è stata) scritta dopo aver imparato cose del complesso industriale carcerario in America; il razzismo intessuto in tante leggi e i ragazzi che, di conseguenza, vengono negati ai loro padri. Il mondo è costruito in modo tale che non puoi più rilassarti con le comodità della tua creatura e ignorare il resto.”

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