Alla luce della sua tardiva ricollocazione (in origine doveva trovare posto dopo “Comfortably Numb”), il brano ha assunto il ruolo di spartiacque fra la vicenda fin qui narrata e l’isolamento di Pink dietro al muro.
Prigioniero, il protagonista compie un disperato tentativo di ristabilire un contatto con il mondo esterno ma la barriera è ormai invalicabile.
L’introduzione di chitarra di “Hey You” fu realizzata con un particolare tipo di accordatura chiamata Nashville, che prevedeva anche il cambio di posizione di alcune corde. Il giro di basso introduttivo sembra riproporre quello di “Pigs (Three Different Ones)” di “Animals”, mentre al minuto 3:23 è udibile il “ping” introduttivo di “Echoes”; nell’assolo, invece, Gilmour ripete il tema di “Another Brick In The Wall - Part 2”. I rumori ambientali in coda alla canzone furono registrati da Rick Hart alle tre del mattino sul tetto dei Producers Workshop di Los Angeles.
Domani scriveremo di “Is there anybody out there?”.
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I testi sono tratti dal libro di The Lunatics “Pink Floyd. Il fiume infinito”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione degli autori e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “The Wall”.