Let’s dance! La storia di David Bowie (parte 7)

E' difficile scegliere un gruppo di titoli nell'ampia e variegata discografia di David Bowie. Abbiamo selezionato una sorta di percorso musicale, un viaggio verso il pianeta David, da integrare a piacere...
Let’s dance! La storia di David Bowie (parte 7)

[Continua da David Bowie, let’s dance – pt. 1 pt 2  pt. 3 pt. 4 pt. 5 e pt. 6]

1969, David Bowie / Space Oddity
È il secondo album di Bowie, poi ribattezzato nel 1972 dalla RCA con il titolo della sua canzone più famosa, Space Oddity, e ripubblicato con la famosa foto di Bowie con i capelli rossi in copertina. È già una summa all’ennesima potenza di tutto il suo talento con la musica folk,  prog e decadente che poi illuminerà tutte le sue migliori produzioni.

1970, The Man Who Sold The World
Acustico, hard rock, dark wave, ambient, visionario all’ennesima potenza, è da molti considerato l’album che ha dato inizio alle leggende extraterrestri di David Bowie. È stato forse il disco più citato e amato di Bowie da parte dei musicisti venuti dopo di lui, da Siouxsie Sioux a Robert Smith dei Cure, da Gary Numan a John Foxx degli Ultravox, fino a Kurt Cobain e Trent Reznor dei NIN.

1971, Hunky Dory
Contiene la famosa Queen Bitch, un omaggio ai Velvet Underground.  Nel disco suona anche Rick Wakeman.  Il brano The Bewlay Brothersè dedicato al suo mito di gioventù, il fratello Terry, malato  di schizofrenia. La copertina è ispirata all’attrice preferita di Bowie: Marlene Dietrich.

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di John Earls – Stefano Solventi, quinta parte della cover story integrale pubblicata su Vinyl n.7 (marzo 2019). 

 

Dall'archivio di Rockol - La storia di "The rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars" di David Bowie
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