Coez, dieci anni di 'Figlio di nessuno': back to the roots (1 / 11)

Celebriamo il decennale del primo album solista del rapper, da poco tornato sulle scene con "È sempre bello", con una riscoperta del suo periodo hip hop - amatissimo, al pari del disco, dai seguaci della scena.

Coez, dieci anni di 'Figlio di nessuno': back to the roots

Voleva fare solo un po' di casino, invece ha fatto un bordello. Nel 2017 con "Faccio un casino" il cantautorapper romano ha dato una svolta alla sua carriera, conquistando quella consacrazione "mainstream" che inseguiva da tempo, come hanno confermato - nei mesi successivi all'uscita del disco - i numeri. Non solo quelli relativi ai tanti Dischi d'oro e Dischi di platino conquistati con quell'album, ma anche quelli del tour: i due concerti-evento al Palazzo dello Sport di Roma sono stati l'anticamera del concerto da record del 1° luglio 2018 al Rock in Roma, che ha visto Coez esibirsi di fronte a più di 30.000 persone. "Faccio un casino" ha contribuito anche a valorizzare il passato di Silvano Albanese - questo il suo vero nome - trainando non solo gli album pubblicati dopo la svolta "cantautorale" di "Ali sporche" (e dunque "Non erano fiori" del 2013 e "Niente che non va" del 2015), ma anche il suo periodo hip hop. Quest'anno, tra l'altro, Coez - da poco tornato sulle scene discografiche con il nuovo disco "È sempre bello", qui la nostra recensione - festeggia il decennale del suo primo album solista, "Figlio di nessuno", uscito nel 2009 per la piccola etichetta indipendente La Suite Records. Questa ricorrenza ci è sembrata l'occasione giusta per riscoprire in una gallery il suo periodo hip hop, forse poco conosciuto da chi ha cominciato a seguire Coez proprio a partire dal successo di "Faccio un casino": cliccate su avanti e back to the roots!

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