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NEWS   |   Pop/Rock / 09/04/2019

“Il nostro tributo a Dolores”. I Cranberries raccontano l’album postumo ‘In the end’ – VIDEOINTERVISTA

“Il nostro tributo a Dolores”. I Cranberries raccontano l’album postumo ‘In the end’ – VIDEOINTERVISTA

“È la fine dei Cranberries. Non pubblicheremo altre canzoni, né andremo in tour. Ci sarà quest’album e poi basta. È un modo per celebrare Dolores e la band. Finiamo in bellezza”. Noel Hogan, il fratello Mike e Fergal Lawler raccontano così lo spirito di “In the end”, l’ultimo (in tutti i sensi) album dei Cranberries in uscita il 26 aprile. È un disco che racconta un’assenza e difatti in copertina non c’è una foto di Dolores O’Riordan o di tutto il quartetto irlandese, ma quattro bambini che imbracciano strumenti finti. “La cover rappresenta il passaggio della nostra musica a una nuova generazione”.

“In the end” è stato realizzato partendo dalle tracce vocali lasciate dalla cantante prima della morte avvenuta il 15 gennaio 2018. Da alcuni mesi, O’Riordan stava scambiando materiale con gli altri membri della band e fra il giugno e il dicembre 2017 aveva inciso un certo numero di demo vocali. “La scintilla che ha dato vita al disco è scoccata quando un dottore ha suggerito a Dolores di prendersi qualche mese di pausa per via di un forte dolore alla schiena”, spiega il chitarrista Noel Hogan. “Al posto di passare sei mesi senza far nulla, ha cominciato a comporre in vista della realizzazione di un nuovo album. Sentiva di avere molte cose da dire. Ovviamente nessuno poteva immaginare quel che sarebbe accaduto”.

Subito dopo la morte della cantante, i tre musicisti hanno riascoltato i demo e hanno capito che le tracce vocali erano solide e che il materiale a disposizione dava loro la possibilità di realizzare un vero album. “Sapevamo che sarebbe stato un disco particolarmente forte”. Hanno iniziato a registrare il 16 aprile 2018, dopo avere ottenuto l’ok della famiglia di Dolores e avere reclutato Stephen Street, il produttore dei primi due celebrati album del gruppo, ma anche di “Wake up and smell the coffee” e dell’ultimo disco di inediti dei Cranberries con Dolores viva, “Roses” del 2012. “Il processo è stato molto breve per i nostri standard: tre settimane per incidere il grosso e un’altra settimana per i dettagli”.

È stato il produttore a invitare i tre a mettere mano al materiale immediatamente, a spronarli a lavorare sull’onda dell’emozione e dello slancio creativo, senza aspettare altro tempo. “I primi giorni sono stati difficili”, ammette il batterista Fergal Lawler. Anche non pensando alla morte della cantante, i testi dell’album sembrano carichi d’emozioni. “Dolores usciva da anni complicati, il divorzio, i problemi di salute mentale. Voleva mettersi quel periodo alle spalle e aprire un nuovo capitolo nella sua vita”, dice il chitarrista. E così, spiega il bassista Mike Hogan, da una parte ci sono canzoni cupe come “In the end”, “All over now” e “Wake me when it’s over”, dall’altra pezzi più ritmati e solari come “Summer song” e “Got it” che riflettono l’ottimismo di Dolores per il futuro. “Non è un disco triste”.

L’emozione suscitata dalla notizia della morte della cantante ha stupito anche il gruppo, che non aveva più il successo di un tempo. Complice la crisi discografica, l’album del ritorno sulle scene, “Roses”, ha realizzato vendite relativamente modeste per una band del calibro dei Cranberries e non è entrato nella top 10 inglese, né in quella americana o in quella irlandese (in Italia è arrivato al nono posto). “È stato proprio l’entusiasmo dei fan a convincerci a lavorare a ‘In the end’”, spiega il bassista. Il ritrovato consenso attorno al gruppo sta dando i suoi frutti: “Finora hanno tutti parlato bene dell’album, meglio di tanti altri nostri dischi”. L’esperienza, però, finisce qui. “I Cranberries sono quattro persone e Dolores non c’è più. Non suoneremo più dal vivo, né produrremo nuova musica. La band è finita. That’s it”.

I tre continueranno a curare le uscite d’archivio. Meditano da tempo di realizzare un documentario sulla storia della band e contano di pubblicare un box set dell’album “No need to argue”, di cui cadrà nell’ottobre 2019 il venticinquennale. “Non abbiamo rimpianti, se non il fatto che non faremo altri dischi dei Cranberries e che Dolores non è più qui con noi”.

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