Steel Panther, Satchel: ‘Le aziende di tecnologia stanno fottendo gli artisti’

Steel Panther, Satchel: ‘Le aziende di tecnologia stanno fottendo gli artisti’

Il chitarrista della band glam metal statunitense ha fatto una chiacchierata con Rock City il mese scorso e non ha risparmiato aspre critiche nei confronti del colosso dello streaming Spotify, delle grandi aziende tecnologiche e, più in generale, dell’industria della musica. “Se sei un autore sei fottuto”, ha esordito Russell John Parrish, meglio noto come Satchel, proseguendo: “Potrei stare a declamare di come Spotify ha distrutto tutti i futuri guadagni di tutti i musicisti fino alla fine dei tempi. Ed è vero. Le aziende tecnologiche arrivano e… Prima, c’erano le grandi case discografiche che fottevano i musicisti: ‘Oh, ti sto fottendo! Mi prendo tutte le tue royalties’. E le aziende tecnologiche sono arrivate e hanno piegato le case discografiche e hanno iniziato a fotterle. E hanno semplicemente preso le case discografiche e le hanno scagliate fuori strada e poi hanno iniziato a fottere direttamente loro gli artisti”. “Ed è fantastico”, conclude Satchel. 

Non che questo, però, precisa il chitarrista californiano, classe 1970, abbia in qualche modo intaccato la determinazione di chi fa musica: “Ma è fico, perché se ci dai dentro davvero con la musica e ci dai dentro nello scrivere canzoni continuerai a scrivere canzoni e continuerai a farlo a continuerai a fare rock cazzo”.

Gli Steel Panther sono al lavoro sul seguito di “Lower the Bar” del 2017, uscito a tre anni di distanza dal precedente “All You Can Eat”. In attesa che il disco prenda forma, il gruppo si esibirà dal vivo nel mese di marzo per una manciata di live negli Stati Uniti.

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