Springsteen on Broadway: la storia di "Born in the U.S.A."

Springsteen on Broadway: la storia di "Born in the U.S.A."

E' uscito "Springsteen on Broadway", documentazione audio dello spettacolo dei record di del Boss al Walter Kerr Theathre, sulla 48° strada a New York. Il giorno dopo verrà pubblicato anche in versione video. Il CD è la registrazione audio di uno spettacolo da record, in termini numerici: oltre 220 replice, 100 milioni di dollari di incasso. Ma quello che più conta è la dimensione musicale: un Bruce Springsteen senza filtri, che canta versioni minimali, di pura emozione, delle sue canzoni. 

Continuiamo il nostro speciale con un track-by-track: la storia e l'analisi di ogni canzone delle 16 in scaletta. Oggi parliamo di "Born in the U.S.A." , settimo brano in scaletta.

La title track del disco dell'84 è anticipata dal racconto dell'incontro con  il reduce del Vietnam  Ron Kovic, l'autore di “Born on the 4th of July”. Ed è presentata in una versione stravolta e di devastante bellezza: la chitarra a dodici corde viene tormentata dal collo di bottiglia in uno stile slide molto acido, allucinogeno, e la voce interviene solo quando la chitarra tace. E’ un reading drammatico, intenso, interrotto e supportato da assoli dissonanti ad alto volume. Ci sono echi da sitar ma, soprattutto, aleggia un’atmosfera cupa e sinistra intorno a tutto il pezzo, rivisitato in una versione quasi blues-metal, con molti riverberi. Il tono di voce della dodici corde e quello di Bruce esprimono la rabbia viscerale contro i poteri forti che sapevano che il Vietnam era una causa persa  ma mandarono comunque al macello decine di migliaia di giovani. 
Lo abbiamo visto in decine di concerti, ma non credevamo che sarebbe mai arrivato  il momento di dire: “Born in the U.S.A.” è il miglior pezzo della show.

 

Leggi anche:
“Springsteen on Broadway”, il DNA e i demoni di Bruce: da New York, la recensione dello show (di Giampiero Di Carlo)

“Springsteen on Broadway”, la recensione del disco  (di Claudio Todesco)

Bruce Springsteen, Broadway e il rock: la storia di uno spettacolo da record (di Gianni Sibilla)

 

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FRANCESCO DE GREGORI
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