NEWS   |   Italia / 26/09/2018

Pillole di darkpologia: la Dark Polo Gang presenta il nuovo album 'Trap lovers'

Pillole di darkpologia: la Dark Polo Gang presenta il nuovo album 'Trap lovers'

Che vi piaccia o no, oggi la Dark Polo Gang non è più quel gruppetto di pseudo-esaltati che ci divertivamo a prendere in giro guardando il video del servizio di "Nemo" ormai diventato un cult sui social network, ma una realtà della scena trap nostrana e dell'attuale panorama discografico italiano. Lo testimonia non solamente il seguito che hanno Wayne, Tony e Pyrex (soprattutto sui social e tra i giovanissimi), ma anche i numeri che le loro tracce macinano sulle piattaforme di streaming (nella prima metà del 2018 hanno conquistato tre dischi di platino e altrettanti dischi d'oro). Dopo una serie di prove, tra mixtape e dischi come duo o come solisti, la DPG (rimasta orfana di Side) pubblica ora il suo primo vero album. "Trap lovers" esce questo venerdì, 28 settembre, e rappresenta un po' l'esordio ufficiale del gruppo romano: "Quelli che abbiamo pubblicato fino ad oggi erano mixtape. Questo, invece, è un album vero. Ci abbiamo lavorato molto", spiegano in uno dei (pochi) momenti della nostra chiacchierata in cui sembrano fare i seri.

La domanda resta sempre più o meno la stessa: ma quelli della Dark Polo Gang ci sono o ci fanno? "Ci siamo, ci siamo sempre. Se vi riferite alle nostre storie su Instagram, quello è il nostro atteggiamento. Siamo quello che vedete, non ci siamo mai costruiti un personaggio", rispondono loro. Che poi subito dopo aggiungono: "Però quando si parla di lavoro non facciamo le storie su Instagram". Con questo disco il trio prova a fare le cose sul serio: la prima impressione che si ha ascoltando le tracce di "Trap lovers" e che i tre ragazzi abbiano messo da parte le provocazioni degli esordi e che stiano provando ad andare oltre i loro cliché. Non solo a livello di testi, ma anche a livello di suoni: la supervisione di Michele Canova, che ha affiancato l'immancabile Sick Luke (il beatmaker dietro al 99,9% dei pezzi del gruppo), non è un dettaglio da poco. Wayne, Tony e Pyrex lo definiscono un "genio della musica": "Lavorare con Canova è stato fighissimo, c'è stata sin da subito empatia", raccontano, "ci siamo presentati con dei provini che sono diventati pezzi. È stato quasi come piantare dei semini che poi lui ha annaffiato. Certe tracce di questo disco sono super futuristiche, spaziali, inetichettabili: il contesto non è pop, ma non è nemmeno rap".

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"Trap lovers" non è solamente collane, orologi d'oro, "bibbi" e abiti di marca. I testi dei nuovi pezzi non sono composti solamente da slogan e frasi-manifesto della DPG (la "darkpologia", commenta scherzosamente Wayne). Ci sono anche episodi in cui il trio si lascia andare ad una serie di riflessioni sulla fama e sul lato oscuro del successo, come in "Cambiare adesso": "Voglio cambiarmi ma sono nato per questo / giovane rapper che dovrai cambiare adesso / ho pagato caro il prezzo di questo successo / amici e puttane ti tradiscono sul più bello". "Alcuni pezzi sono proprio Dark Polo Gang, pieni di atteggiamento DPG. Altri sono più lirici. Ci hanno sempre detto di essere plastici, così abbiamo voluto metterci più anima, dare di più", precisano loro.

Wayne, Tony e Pyrex dicono che lavorare a questa manciata di nuove tracce gli ha fatto conoscere un lato della Dark Polo Gang che non conoscevano: "Abbiamo scoperto che potevamo andare su tutti i fronti. Il problema è che nessuno ha ancora scoperto cos'è la Dark Polo Gang. Neanche noi ci conosciamo fino in fondo". Non pensano al domani, "altrimenti rischi di non goderti le cose", ma se gli chiedi come si vedono tra dieci anni ti rispondono convinti: "Fregni della madonna, con i capelli stile parrucchino rifatto. A Los Angeles o a Bel Air. Insieme? Questo non lo sappiamo. Siamo talmente contemporanei a quello che sta succedendo che non si sa se ci sarà un futuro". Voci di corridoio li vorrebbero tra i protagonisti dello "StraFactor", la coda notturna e dissacrante di "X Factor", ma loro frenano: "Nessuno di noi ha ancora firmato un contratto. Comunque ci piacerebbe portare il nostro linguaggio in tv, non abbiamo pregiudizi. Siamo come un virus".

Uno dei termini-chiave del loro lessico, "Bufu" (acronimo di "Buy us fuck you", "Compraci e vaffanculo"), intanto, è finito nel dizionario Treccani: "Ringraziamo tutti i nostri professori delle elementari, delle medie e del liceo", ironizzano loro, "è una figata, quella cosa ci ha reso molto più popolari. Siamo più pop per il linguaggio che per le canzoni". Beh, per un cantante non è proprio il massimo essere considerato più "pop" per il linguaggio che per le canzoni, gli facciamo notare alla fine della chiacchierata: "È per dire che anche se le nostre canzoni rimangono prettamente Dark, trap, noi siamo riusciti a farci conoscere a livello popolare anche per il nostro linguaggio. Lo stiamo cambiando, il linguaggio: è quasi tutto più credibile, vero".

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