NEWS   |   Recensioni concerti / 17/07/2018

Il genio disarmante di David Byrne: la recensione del concerto di Milano

Il genio disarmante di David Byrne: la recensione del concerto di Milano

Un canto di uccellini accoglie gli spettatori che entrano agli Arcimboldi di Milano, per la prima data italiana di David Byrne. L’effetto  è spiazzante, e cresce fino a quando si spengono le luci. Il prosieguo non è da meno: il sipario alzato rivela un palco vuoto, con Byrne seduto al centro, dietro un banchetto. Ai lati si alza una tenda fatta di fili di metallo, che delimita il palco su tre lati. Byrne inizia a muoversi, mentre man mano entrano i musicisti e le “tende” metalliche cambiano colore, a seconda delle luci. Non c'è nessuna postazione, nessuna asta di microfono. Niente di quello che siamo soliti vedere sul palco di un concerto.

L’idea  di David Byrne è di una semplicità disarmante - nel senso letterale: i musicisti sono disarmati e disancorati dalle posizioni classiche di una band. Vagano scalzi sul palco, vestiti tutti uguali, con i loro strumenti in mano, o appesi a imbragature. Tutto è senza fili e senza posti fissi.
Così ogni canzone si trasforma in una coreografia: Byrne fa i suoi balletti, quelli che conosciamo e amiamo dai tempi dei videoclip dei Talking Heads, ma moltiplicati per 12, i membri del gruppo. Ogni tanto è seguito da un faro, più spesso si mischia nel gruppo.  “L’idea di questo tour è nata da una cosa che facevo durante gli show con St. Vincent, dove c’era una parte con i fiati liberi sul palco. Mi sono chiesto se si potesse applicare a tutta la band, mentre usiamo delle catene come sfondo per riflettere la luce”, ci aveva spiegato quando l’abbiamo intervistato per l’uscita di “American utopia”

Anche raccontato da lui non rende l’idea: visto in scena, è puro genio teatrale. La dimostrazione che la musica non ha bisogno di mega-schermi o visual ad effetto per essere spettacolare. I concerti di quel genere hanno un loro senso (come ha dimostrato recentemente Roger Waters), ma Byrne gioca in un altro campionato. In “I should watch TV” usa un semplice faro sulle catene per creare il riflesso di uno schermo televisivo. Poi mette in scena processioni, balletti di fila, nonché una serie pressoché interminabile di geometrie sceniche variabili in quello spazio vuoto, che viene continuamente riempito da qualcosa.
Le scelta musicale è coerente, anche se penalizzata da un audio in sala davvero rivedibile. Degli 11 musicisti sul palco 5 o 6 sono fissi su percussioni e ritmiche. Gli altri si dedicano a voci, una tastiera, una chitarra (non sempre presente), un basso. E tutti suonano dal vivo (“Non c’è nessuna base pre-registrata, tutto quelle che sentite è prodotto da noi”, precisa a scanso di equivoci Byrne).
E tutti ballano, e ballano.

Vorrebbe ballare anche il pubblico, fin da “I Zimbra”, la prima di diverse canzoni dei Talking Heads in scaletta: siamo in un teatro, ma si fa fatica a star seduti. “Raramente ho visto gli Arcimboldi reagire così ad un concerto”, dice il mio vicino, ed è vero: qua di solito si vedono concerti più intimi, più contemplativi. La teatralità di Byrne è invece danzereccia, giocosa. Lo dimostra le scelta delle canzoni, sia quelle recenti ("Everybody's Coming to My House”), sia i classici come “Once in a lifetime” che “Burning down the house”, quando finalmente il pubblico si alza e rimane in piedi fino alla fine, con la cover di “Hell You Talmbout” di Janelle Monae, un lungo elenco di vittime afroamericane di razzismo e violenze da parte della polizia.

Il difetto è che finisce tutto troppo presto: poco più di un’ora e mezza. Per il resto, uno degli show dell’anno, musicalmente e per la messa in scena.
Ci sono ancora tre date (19 luglio a  Ravenna, 20 a Perugia e 21 in Piazza Unità d’Italia a Trieste). Se passa dalle vostre parti, non perdetelo.

(Gianni Sibilla)


SETLIST
Here
Lazy
I Zimbra
Slippery People
I Should Watch TV
Dog's Mind
Everybody's Coming to My House
This Must Be the Place (Naive Melody)
Once in a Lifetime
Doing the Right Thing
Toe Jam
Born Under Punches (The Heat Goes On)
I Dance Like This
Bullet
Every Day Is a Miracle
Like Humans Do
Blind
Burning Down the House

BIS:
Dancing Together
The Great Curve

BIS 2:
Hell You Talmbout

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