NEWS   |   Italia / 18/04/2018

Noemi, ‘La luna’, il tour: ‘Gli attacchi di panico sono il male del secolo’ – VIDEOINTERVISTA

Noemi, ‘La luna’, il tour: ‘Gli attacchi di panico sono il male del secolo’ – VIDEOINTERVISTA

Dopo Sanremo e dopo alcuni video patinati, Noemi ha ripreso a girare in felpa e jeans, come piace a lei. “Ho voluto riagganciare me stessa”, spiega, riferendosi alla fase che segue la pubblicazione del suo ultimo album, “La luna”, uscito lo scorso 9 febbraio, ma soprattutto alla diffusione del singolo “Porcellana”, disponibile dal 13 aprile, e della relativa clip. Non è una canzone facile quella scritta da Emiliano Cecere per l’interprete romana: il brano affronta il tema degli attacchi di panico, quelli che Noemi considera “il male del secolo”. “È una cosa che pensavo non mi potesse mai succedere e invece è successa”, racconta seria. Anche per questo ha scelto di far sua la canzone, “perché bisogna parlare delle cose che in qualche modo ci possono bloccare”. Nel video del brano, che sembra quasi strappare gli attacchi di panico da un possibile quadro clinico e riportarli a una dimensione più naturale e condivisa come quella dell’”eterna lotta tra cuore e testa”, riportando le parole di Noemi, ha come protagonista la cantante ripresa tra le strade dei quartieri romani Prenestino e Casilino insieme al suo cane: “Mi piace molto il video perché torno ad essere me stessa”, dice Veronica Scopelliti. E torna sul tema del brano, a partire dalle sue ultime esperienze artistiche: “Negli ultimi video o a Sanremo uno si mette sempre sti vestiti…e ti sembra di perdere la percezione di te, il contatto con quello che tu sei, che poi sta un po’ alla base dell’attacco di panico. Così ho voluto riagganciare me stessa con questo video, dove giro per Roma con i miei vestiti , il mio cane, nella parte più popolare della mia città”.

La clip di cui parla Noemi è quella che accompagna la versione di “Porcellana” remixata dal DJ di origini argentine Shablo, “più hip-hop, più soul, più contemporanea”, stando a come la presenta la cantante, rispetto al brano originale del disco. “Farne uscire una piuttosto che un’altra sarebbe stato come mancare un’occasione”, racconta Noemi a questo proposito. Il brano del cuore della rossa cantante, dovendo scegliere, è però un altro: “Sicuramente ‘La luna’, che mi racconta molto bene. Dice ‘a me cosa me ne importa se la luna è storta, sono anch’io qui, ora, in questo bellissimo disegno e faccio la mia parte al meglio’”, dice Noemi sulla title track della sua ultima fatica, ideale seguito di “Cuore d’artista”. Poi chiarisce: “Io la penso molto così, non sono una da traguardi, da lotte con gli altri, do molto peso al viaggio, al viaggio di fare musica, di fare il disco, il live. Questo m’interessa”. Che viaggio ha rappresentato, dunque, per lei il suo “La luna”? “Una terra di mezzo”, risponde Noemi, che nel disco ha voluto portare il mondo dei suoi ascolti, spaziando tra generi quali l’hip-hop, il rap, il reggae. Non le basta, però, perché per il prossimo album l’obiettivo è fare un ulteriore passo: “Quello che mi piacerebbe fare assolutamente con il prossimo disco è fare il salto: trovare non una via di mezzo, ma qualcosa di nuovo da portare sia in musica sia nei testi, che siano sempre più vicini a quelli che sono i miei ascolti”.

Sul breve termine, la prossima sfida di Noemi è il tour che vedrà la voce di “Non smettere mai di cercarmi” portare la sua musica nei teatri italiani, a partire – tolta la data zero di Cascina, in provincia di Pisa – dagli Arcimboldi di Milano, il prossimo 29 maggio, data alla quale seguirà la tappa romana all’Auditorium Parco della Musica, il 30 maggio. L’entusiasmo a Noemi non manca certo e la sua risata è contagiosa quando racconta di sentirsi come “una pentola a pressione”: “Sto per esplodere, non vedo l’ora di andare in tour!”. La ragione? Semplice: “La parte del live è la più divertente”. E, soprattutto, rende possibile quell’interazione tra artista e pubblico che nessun altro momento è in grado di eguagliare. Nel caso di questo tour, Noemi ha messo in gioco un ulteriore elemento di contatto: “Mi piacerà seguire il flow delle persone, capire come gli altri vivranno questo concerto. Ma mi piacerà soprattutto due, tre pezzi farli scegliere a loro facendo dei contest sui miei social”. Con una speranza: che alla fine, dopo tanta musica, “vissero tutti felici e contenti”.

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