Prophets of Rage Milano a luglio - Tom Morello: “Siamo la resistenza a razzismo e nazionalismo” – INTERVISTA

Prophets of Rage Milano a luglio - Tom Morello: “Siamo la resistenza a razzismo e nazionalismo” – INTERVISTA

“Sarà un concerto che parlerà dell’epoca travagliata in cui viviamo. Negli Stati Uniti, così come da voi in Italia, c’è un’ondata montante di destra razzista e nazionalista. Noi siamo la resistenza”. Lo dice Tom Morello presentando il concerto che i Prophets of Rage terranno in estate in Italia. La band formata dal chitarrista americano con Chuck D (Public Enemy), B-Real (Cypress Hill), DJ Lord e la sezione ritmica di Brad Wilk e Tim Commerford (Rage Against the Machine, Audioslave) sarà l’8 luglio al Milano Summer Festival. “Sentirete anche pezzi delle nostre altre band, ma non siamo un gruppo che guarda al passato. Le vecchie canzoni sono il martello che usiamo per costruire il futuro”.

Il martello per costruire il futuro. E poi la resistenza, la guerra culturale, il futuro di tenebra per l’umanità. Tom Morello ha una laurea ad Harvard e un repertorio di slogan buoni per ogni domanda. In un mondo estremamente complesso, offre le uniche risposte che un musicista come lui può dare: semplici e rumorose. “C’è gente che è attratta alla nostra musica perché è aggressiva, chiassosa e suonata da Dio”, dice, e poi si vanta: “Il tasso di radicalismo dei nostri pezzi non ha uguali nella musica popolare. Dici che predichiamo ai convertiti? Beh, i convertiti non hanno bisogno di prediche: hanno bisogno di un bel calcio in culo. Tutti noi abbiamo la necessità disperata di resistere alle forze razziste e neo fasciste. I Prophets of Rage sono la colonna sonora di questa resistenza”.

C’è da chiedersi, tuttavia, se la rabbia sia un sentimento utile o dannoso, di questi tempi. In fondo, gli dico, erano arrabbiati anche gli elettori che hanno votato Trump. La politica è una pratica complessa. Quando la rabbia sostituisce il ragionamento razionale diventiamo tutti più stupidi e poveri. “Hai ragione, se Trump è diventato presidente è perché molta gente negli Stati Uniti era legittimamente arrabbiata per la situazione economica causata dal neo liberismo che ha messo la ricchezza nelle mani di un 1% della popolazione, mentre il 99% deperiva. Erano arrabbiati con il Partito Democratico che non rispondeva ai bisogni della maggioranza. Erano arrabbiati con le infinite guerre oltreoceano. Erano arrabbiati con le multinazionali che s’arricchivano mentre lo stipendio dell’americano medio decresceva. Trump ha sfruttato abilmente questa rabbia”.

E insomma, continua Morello, uno dei motivi per cui i Prophets of Rage sono nati è per dire ai delusi: è sacrosanto che voi siate incazzati, ma le politiche di destra non sono la risposta giusta alle vostre domande. “Le risposte corrette sono unità, giustizia, pace, ambientalismo. Noialtri vogliamo usare la rabbia per creare un mondo più umano, non per capitalizzare sull’ansia che la gente ha sviluppato per colpa di un capitalismo rapace. Siamo combattenti in una guerra culturale. Il nostro compito è indicare alla gente i veri colpevoli”.

I veri colpevoli, par di capire, sono i liberisti. Arrabbiato dopo avere letto il titolo “Trump rages against the machine”, Tom Morello ha fondato i Prophets of Rage proprio per riprendersi la rabbia contro la macchina, cioè contro il sistema. Ma “macchina” e “sistema” sono concerti astratti, vaghi, rozzi e persino rassicuranti per chi vuole atteggiarsi a rivoluzionario. E se la macchina è il capitalismo, Tom Morello è anticapitalista? “Pubblichiamo dischi per una casa discografica. Il modello economico dei Prophets of Rage non è certo quello dell’anarco-sindacalismo. Però ci opponiamo al 100% agli eccessi del capitalismo che hanno creato una grottesca diseguaglianza economica e hanno fatto ingenti danni all’ambiente, per non dire dell’incombente pericolo nucleare. Questo è il capitalismo che crea un futuro di tenebra per l’umanità”.

I dati, però, ci dicono che nel complesso viviamo in un mondo più ricco, che il numero dei poveri è decresciuto, che il capitalismo ha creato un po' di benessere nei Paesi economicamente arretrati. “Ma la diseguaglianza è grottesca. Negli Stati Uniti cinque famiglie detengono la ricchezza del 50% del Paese. E nel mondo miliardi di persone vivono in condizioni di povertà e intanto i magnati di Wall Street hanno più di uno yacht a testa. Io guardo al mondo in termini di giustizia. E finché ci sarà anche solo una singola famiglia che non può condurre un’esistenza decente a causa di questo sistema economico malato, io continuerò a lottare”. Par di sentire Steinbeck, via Bruce Springsteen: “Dovunque si combatte per uno spazio di dignità, per un lavoro decente, una mano d’aiuto, dovunque qualcuno lotta per essere libero, guardali negli occhi e vedrai me”.

La storia si ripete e di recente Nigel Farage ha chiamato il suo podcast “Farage Against the Machine”. Tom Morello e i Rage Against the Machine hanno reagito con un tweet accompagnato dall’hashtag #FuckNigelFarage in cui il leader dello Ukip è descritto senza tanti giri di parole come il tipo di coglione contro cui la band s’è sempre scagliata. “I politici di destra cercano di capitalizzare la rabbia con slogan accattivanti. Bisogna fargli sapere che sono loro la macchina contro cui ribellarsi”. E però il successo delle forze cosiddette populiste ha portato molti a considerare la divisione destra-sinistra un inutile residuo novecentesco. È quel che in Italia afferma il Movimento 5 Stelle: destra e sinistra non esistono più. “Esistono, eccome, se hai ancora una bussola morale funzionante”, controbatte Morello. “Se hai valori umanistici, se credi dell’uguaglianza e hai rispetto nelle persone indipendentemente dal colore della pelle o dalla loro religione, allora la tua bussola ti indicherà la direzione giusta. Se non lo fai, stai andando nella direzione sbagliata, verso tempi bui, che è poi quel che vogliono i partiti europei di destra. Vogliono dividere la classe media dalla classe operaia, che invece non sono così diverse. Io ho più cose in comune con immigrato messicano che con i tizi che comandano a Wall Street”.

Nel futuro dei Prophets of Rage c’è un nuovo album. “Lo stiamo già registrando. Abbiamo buttato via il libro delle regole. L’unica regola che ci siamo dati è: facciamo musica che non abbiamo mai fatto prima”. In aprile, invece, i Rage Against the Machine pubblicheranno per il Record Store Day “Live at the Democratic National Convention 2000”. Morello lo ricorda come “un giorno violento e terribile. La polizia attaccò migliaia di dimostranti fuori dalla convention del Partito Democratico. Dietro un’immensa recinzione protetta da filo spinato, i politici sorseggiavano champagne e guardavano in tv i manganelli dei poliziotti fracassare le teste dei nostri fan. Un giorno incredibile nella storia del rock’n’roll”.

(Claudio Todesco)

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.