NEWS   |   Vinile / 20/02/2018

Vinyl ID: “I treni a vapore”, Fiorella Mannoia

Vinyl ID: “I treni a vapore”, Fiorella Mannoia

“Every day is a vinyl day” è un’iniziativa che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale di Sony anche nel formato "classico" del 33 giri in vinile. Radio Capital e Rockol sono media partner ufficiali dell’iniziativa, guidando ogni giorno all’ascolto di un album, anzi di un 33 giri, tra storie e aneddoti. L’appuntamento su Radio Capital è dal lunedì al venerdì in SettantaOttantaNovanta dalle 16 alle 17 e il sabato in Back & Forth tra le 16 e le 18.

A cavallo fra gli anni ’80 e i ’90, Fiorella Mannoia è una delle voci più amate dai grandi autori italiani. È un processo che parte idealmente dalla partecipazione al Festival di Sanremo 1987 con “Quello che le donne non dicono” e culmina con le canzoni dell’album “I treni a vapore”. Sono otto, nove compresa una ripresa della title track, e portano tutte firme prestigiose: Ivano Fossati, Francesco De Gregori, Enrico Ruggeri con Luigi Schiavone, Eugenio Finardi, Massimo Bubola (da solo o con Piero Fabrizi).

Pubblicato:
1992, Epic

Stato culturale:
“I treni a vapore” dimostra che il tempo delle grandi interpreti non è finito, ma anzi può assumere un nuovo significato nell’epoca dell’egemonia culturale dei grandi cantautori. Fiorella Mannoia è una cantante misurata, ma estremamente sensibile, sa come far “parlare” le composizioni che le vengono affidate in esclusiva. Il pubblico apprezza e spinge l’album fino al terzo posto della classifica. A fine anno “I treni a vapore” comparirà fra i 40 album più venduti nel 1992 in Italia, facendo meglio di Madonna (“Erotica”), Peter Gabriel (“Us”) e Nirvana (“Nevermind”).

La produzione:
Raffinatezza. È la parola chiave per comprendere la produzione di “I treni a vapore” curata da Piero Fabrizi. Suono avvolgente, riverberi, mix calibrato di programmazioni e strumenti acustici, dalla fisarmonica di Fio Zanotti nella title track al violino di Lucio Fabbri in “Il cielo d’Irlanda”. Forse oggi certi suoni di archi e tastiere sembrano démodé, ma ogni particolare è ben calibrato e del resto a suonare ci sono musicisti di valore come Pier Michelatti, Paolo Costa, Lele Melotti, Gavin Harrison, Paolo Gianolio.

La canzone fondamentale:
La meravigliosa title track dell’album è di Ivano Fossati, ma la canzone più gioiosa e spensierata, nonché una delle più popolari all’epoca, porta la firma di Massimo Bubola. Pubblicata anche su singolo,“Il cielo d’Irlanda” è un omaggio all’Isola di Smeraldo, rievocata nel testo e nelle musiche in un periodo di popolarità anche in Italia del folk di matrice celtica. Il videoclip inizia con Mannoia che canta in un pub suonando il bodhrán, il tipico tamburo irlandese. Bubola includerà la canzone nel suo album del 1994 “Doppio lungo addio”.

La tracklist:
Lato A:
I treni a vapore
Tutti cercano qualcosa
Il cielo d’Irlanda
1991 L’amore per amore

Lato B:
I venti del cuore
Sull’orlo
Inevitabilmente (Lettera dal carcere)
Piccola serenata diurna
I treni a vapore (Ripresa)

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