Quincy Jones stronca i Beatles: 'I peggiori musicisti del mondo'

Quincy Jones stronca i Beatles: 'I peggiori musicisti del mondo'

Un conto è prendersela con Taylor Swift, che - se non altro per ragioni anagrafiche - una critica da una delle colonne delle discografia americana contemporanea la può anche incassare. Ma per andare a toccare i mostri sacri ci vuole coraggio.

E il coraggio, oltre che a una buona dose di franchezza, a Quincy Jones non mancano: in una recente intervista rilasciata a Vulture il produttore di Micheal Jackson, Ray Charles, Frank Sinatra, Sarah Vaughan e molti altri ha letteralmente smontato il mito dei Beatles. Non che agli occhi di Jones i Fab Four non siano stati rilevanti: "Q", al quartetto di Liverpool, rinfaccia solamente di essere stati dei pessimi musicisti.

"La prima volta che li ho visti ho pensato che fossero i peggiori musicisti del mondo", ha argomentato lui, ricordando il suo primo contatto con la band, avvenuto quando Paul McCartney aveva appena 21 anni, nel periodo di "With the Beatles": "Erano dei figli di puttana semplicemente incapaci di suonare. Paul [McCartney] mi è sembrato il peggior bassista del mondo. Ringo? Meglio non parlarne. Ci ha messo tre ore e mezza per registrare quattro battute e sistemare una canzone. Semplicemente non ce la faceva. Allora io e George [Martin, storico produttore dei Beatles, ndr] gli abbiamo detto: 'Amico, perché non vai a farti una birra e a mangiare qualcosa, così da rilassarti un po' per la prossima ora e mezza?'. Una volta andato via abbiamo chiamato Ronnie Verrell, un batterista jazz. E' arrivato e in un quarto d'ora ha portato a casa la take. Poi Ringo è tornato e ha chiesto a George: 'Puoi farmi riascoltare la registrazione?'. George ha fatto partire il nastro, Ringo ha ascoltato e poi ha commentato: 'Beh, non suona male!'. 'Certo, figlio di puttana, non suona male perché non l'hai suonata tu!', è stata la sua risposta. Comunque [Ringo] è un bravo ragazzo".

Jones, nella stessa intervista, si è espresso anche sugli U2: "Non so se siano ancora capaci di fare buona musica", ha proseguito il produttore, "Voglio bene a Bono con tutto il mio cuore, ma sul gruppo c'è troppa pressione. Lui sta facendo un buon lavoro in giro per il mondo, lavorare con lui e Bob Geldof sull'azzeramento del debito dei paesi in via di sviluppo è una delle cose migliore che abbia fatto nella vita".

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