X Factor 2017, Lorenzo Licitra vince la finale. Un grande spettacolo TV, ma quando tornerà ad essere un talent?

X Factor 2017, Lorenzo Licitra vince la finale. Un grande spettacolo TV, ma quando tornerà ad essere un talent?

Lorenzo Licitra è il vincitore dell'undicesima edizione di  X Factor. Ha battuto i favoriti Maneskin al ballottaggio finale, dopo l'eliminazione prima di Samuel Storm e poi di Enrico Nigiotti.

La finale, svoltasi al Forum di Assago è stato un mega-show, al solito, una sorta di mash-up tra un programma TV e un concertone alla Coldplay (non a caso il pubblico era dotato dello stesso braccialetto colorato, lo xyloband), con ospiti Tiziano Ferro ed Ed Sheeran.
Inizio, nella prima manche, con i duetti con James Arthur. I Maneskin in difficoltà su un genere non loro, Samuel Storm in difficoltà vocale, mentre Nigiotti e Licitra se la cavano assai bene. Viene prevedibilmente eliminato Samuel Storm. Mara Maionchi rimane in gara con ben due concorrenti, Agnelli una band, mentre Fedez perde l'ultimo concorrente in gara del suo team.

Secondo passaggio con un medley dei brani del "percorso". Maneskin con la peggiore performance del loro X Factor, scarichi, statici e ripetitivi. Nigiotti a suo agio, sia voce e chitarra, sia con la band. Licitra canta i Queen e fa una bella performance che riapre i giochi: chi lo dava per eliminato certo a favore degli altri due deve ricredersi. E infatti viene eliminato Nigiotti - ma meritavano di uscire i Maneskin.

Terza manche finale con gli inediti: Licitra con "In the name of love" e i Maneskin con "Chosen".  Licitra ha un inedito terribile ("In the name of love"? Dopo gli U2?), ma si mangia il palco. I Maneskin sono quello che in America chiamano “rockism”: tutti gli stereotipi del rock, un concentrato di già visto per chi non lo ha mai visto. Lo stage diving, il trucco, il glam, le unghie laccate, gli sguardi torvi. Ma "Chosen" funziona, per questo pubblico TV. 

Alla fine, però, vince Licitra, un po' a sorpresa - ma il suo è stato davvero un "percorso": un cantante che è cresciuto nel corso del programma, rivelando nuove doti. Una bella voce pop, a cui hanno dato una brutta canzone: vittoria meritata. Il problema, come sempre, sarà il dopo-X Factor. 

Tra gli ospiti, bel passaggio di Tiziano Ferro con "Il mestiere delle vita" e "L'amore è una cosa semplice" (perché i concorrenti non hanno duettato con lui? 
Perché avrebbe dato la misura tra uno che ha il talento vero, e chi invece) e di  Ed Sheeran con "The shape you" e "Perfect".

Ecco alcune note su quello che abbiamo visto in quest'edizione.

Lo spettacolo
Una macchina televisiva praticamente perfetta, dove tutto è una figata (leggetevi, per capire, il divertente “vocabolario di X Factor compilato da Paolo Madeddu, su questo tema). Quest’anno il programma ha puntato ancora di più sulle storie dei personaggi più che sul loro talento e ha insistito ancora e sempre di più sul vero motore di tutto: le messe in scena di Luca Tommassini. Su questo campo Sky e X Factor alzano sempre più l'asticella.

La musica
Lo spettacolo TV e le scenografie sono anche il problema di X Factor, paradossalmente: sono in grado di rendere “cool” artisti in gara tutto sommato medi se non mediocri. Artisti che quando escono dal programma, senza il supporto di quella spettacolarizzazione, non vanno lontano.
Da quando è con Sky, X Factor ha prodotto pochi talenti (Francesca Michielin, Chiara Galiazzo. In parte Michele Bravi - che si è rilanciato da solo dopo un’esperienza come YouTuber e Lorenzo Fragola). I concorrenti e i vincitori delle edizioni 2015 e 2016 sono praticamente spariti: chi si ricorda di Giò Sada e Soul System?
Quest’anno l’idea di anticipare gli inediti alla quinta puntata è stata una buona occasione per dare una chance a più concorrenti. Ma ha dato risultati alterni, se non deludenti: due canzoni in top 10 dopo due settimane (l’anno scorso erano tre), e tutti gli altri sotto l’80° posizione. Ne abbiamo parlato in dettaglio qua e qua.

I concorrenti
Due che hanno svettato. i Maneskin, arroganti e sfrontati, un rock molto anni ’90 e un bravo frontman. E Nigiotti, cantautore di esperienza che si ricreato un profilo, dopo avere fallito in passato "Amici" e Sanremo. Ma alla fine ha vinto l'outsider Lorenzo Licitra è cresciuto molto con il tempo, scrollandosi di dosso progressivamente l'immagine "alla Michael Bublé", ma è stato penalizzato da un inedito debole. Ciò nonostante è arrivato a vincere.
I vincitori annunciati alle audizioni, Samuel Storm e Rita Bellanza, non si sono rivelati all’altezza delle aspetattive.

La giuria
Il cambio dietro la scrivania ha fatto bene: Mara Maionchi è competente e spettacolare, una garanzia. Levante ha scelto un tono caldo, empatico e ha protetto e accudito i suoi concorrenti (scontrandosi però con la troppa emotività e inadeguatezza della Bellanza). Agnelli e Fedez hanno fatto il loro, anche provando a litigare - in maniera talvolta un po' telefonata - per ravvivare  il tono della discussione. Forse Fedez è giunto al limite: X Factor non gli serve più, e ha dato al programma tutto quello che poteva. Il cambio del prossimo anno, potrebbe essere qua.

Il futuro
Cattelan ha confermato la sua presenza alla conduzione - e questa è una garanzia - se non LA garanzia. Sulla giuria è presto per dire. Dal canto nostro, occupandoci di musica, ci auguriamo che in futuro la componente televisiva e quella musicale siano più equilibrate.
X Factor è un bello spettacolo televisivo, ma dovrebbe tornare ad essere anche un talent.

(Gianni Sibilla)

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