Vasco, il film di Modena Park al cinema: non è solo un rock and roll show

Vasco, il film di Modena Park al cinema: non è solo un rock and roll show

Vasco è solo, sotto il palco del concerto. Fa respiri profondi, sembra piuttosto concentrato. In sottofondo c'è una musica sinfonica: è il "Così parlò Zarathustra" di Strauss, il brano con il quale il rocker di Zocca ha voluto dare inizio al suo concerto. Tra pochi istanti salirà sul palco e si troverà di fronte a più di 220.000 persone, il suo popolo. Chissà a cosa sta pensando, chissà quali sono le sue sensazioni: mesi e mesi di preparazione per quella che lui stesso ha definito una "festa epocale" e ora è tutto pronto, manca solo lui. Alla fine si fa coraggio, comincia a salire le scalette che lo portano proprio sul palco. Il pubblico esplode: "Olé, olé, olé, olé, Vasco! Vasco!". Lui sorride, alza il pugno verso il cielo e comincia a cantare: "Eh... Ho perso un'altra occasione buona stasera...". Che la festa abbia inizio.

Dopo essere stato già trasmesso in diretta nelle sale proprio la sera del 1° luglio, torna al cinema sotto forma di un docu-film il concerto che ha visto Vasco Rossi festeggiare i suoi primi quarant'anni di carriera. Intitolato semplicemente "Vasco Modena Park", il film è stato proiettato in anteprima in alcune sale cinematografiche ieri sera, venerdì 1° dicembre, e fa rivivere sul grande schermo alcuni dei momenti più significativi del concerto, per quasi due ore e mezza di musica. La regia è di Pepsy Romanoff, collaboratore del rocker da qualche anno a questa parte, che ha guidato un team composto da oltre 100 persone e 27 telecamere (tutte in alta definizione, puntate sul palco e sul pubblico).

"Benvenuti alla festa epocale di Modena Park, benvenuti al concerto che non avrà mai fine, benvenuti nella leggenda", dice Vasco dopo i primi due pezzi in scaletta, "Colpa d'Alfredo" e "Alibi", che rappresentano i titoli di testa del docu-film, una sorta di introduzione al concerto vero e proprio: che parte ufficialmente con "Blasco Rossi", ideale manifesto del rocker e della sua banda (la sua combriccola), e prosegue dritto fino a "Albachiara", passando per - tra le altre - "Bollicine", "Ogni volta", "Senza parole", "Vivere", "Stupendo" e "C'è chi dice no". Ma non è solo un rock and roll show, non c'è solamente la musica. Le canzoni sono i tanti capitoli di una storia che è Vasco stesso a raccontare, attraverso alcune dichiarazioni tratte dalle interviste realizzate dalle telecamere di Pepsy Romanoff appositamente per questo progetto. La sua è quasi una voce fuori campo che guida gli spettatori nelle due ore e mezza di musica e immagini e li fa entrare nel suo mondo, il mondo di Vasco: "Io scrivo per comunicare che ho delle rabbie, dei problemi, che non sto bene", spiega il rocker, "Le canzoni vengono da sole, l'ho anche scritto. Basta aspettare. Io scrivo per esprimere qualcosa e quando riesco a scrivere qualcosa che arriva a toccare il cuore, sento di aver fatto quello che dovevo. Sono scritte col sangue, le mie canzoni".

C'è Vasco, ci sono le sue canzoni ma ci sono anche i suoi musicisti: il bassista Claudio "Il Gallo" Golinelli, i chitarristi Andrea Braido, Vince Pastano e Stef Burns, il batterista Matt Laug, la corista Clara Moroni, il tastierista Alberto Rocchetti e il sassofonista Andrea Innesto, senza dimenticare Gaetano Curreri (che accompagna il rocker al pianoforte in "Anima fragile" e in "Albachiara") e il suo storico chitarrista Maurizio Solieri (anche lui compare in "Albachiara"). Alcune immagini di backstage ci mostrano Vasco insieme alla sua band, dietro il palco: il rocker incita il gruppo, scherza e sorride, abbraccia Guido Elmi (produttore artistico del concerto: storico collaboratore di Rossi, sarebbe morto esattamente un mese dopo "Modena Park"). "C'è un legame strettissimo: ci capiamo anche se parliamo lingue diverse, perché la musica è un linguaggio universale. Siamo complici: non è tanto una famiglia, è più una banda", spiega Vasco a proposito del gruppo.
E poi, ovviamente, c'è il pubblico, l'altro grande protagonista di "Modena Park": le telecamere di Pepsy Romanoff si muovono tra gli spettatori prima del concerto e durante il concerto stesso, e immortalano l'atmosfera di festa e di divertimento. Si balla, si canta, ci si bacia: "C'è un po' di Vasco in ognuno di noi. È una frase che è stata detta e che secondo me interpreta bene questo rapporto che c'è tra me e chi mi ascolta. È un rapporto di condivisione", osserva Vasco.

Per questioni di durata alcune canzoni che erano nella scaletta di "Modena Park" sono state sacrificate e non hanno trovato posto nel film: non ci sono, ad esempio, "Vita spericolata", "Sally" e "Un senso". Ma non temete, saranno nel doppio DVD contenuto nel cofanetto in uscita l'8 dicembre, insieme ai tre CD che ripercorreranno integralmente il concerto.

"Vasco Modena Park" è prodotto da Giamaica (la società di Vasco) con la collaborazione di Except ed è distribuito al cinema da QMI Stardust in collaborazione con Universal Music.
Dopo l'anteprima di ieri sera, il film tornerà nelle sale cinematografiche dal 4 al 7 dicembre (Rockol ti regala i biglietti): qui l'elenco dei cinema che lo proietteranno.

(m.m.)

Dall'archivio di Rockol - A San Siro con Vasco: backstage e fronte del palco
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