Vinyl ID: “Lindbergh”, Ivano Fossati

Vinyl ID: “Lindbergh”, Ivano Fossati

“Every day is a vinil day” è un’iniziativa che ha lo scopo di far riscoprire e rivalutare il patrimonio discografico italiano ed internazionale di Sony anche nel formato "classico" del 33 giri in vinile. Radio Capital e Rockol sono media partner ufficiali dell’iniziativa, guidando ogni giorno all’ascolto di un album, anzi di un 33 giri, tra storie e aneddoti. L’appuntamento su Radio Capital è dal lunedì al venerdì in SettantaOttantaNovanta dalle 16 alle 17 e il sabato in Back & Forth tra le 16 e le 18.

Un altro capolavoro, il terzo di fila, per Ivano Fossati. Reduce dalla pubblicazione di “La pianta del tè” e “Discanto”, il cantautore genovese scrive un lavoro di segno diverso, meno intimista e più orientato a raccontare il mondo, la socialità, la politica persino, spesso usando la metafora del viaggio. Il titolo completo è “Lindbergh. Lettere da sopra la pioggia”, dall’uomo che nel 1927 fece la prima trasvolata atlantica da New York a Parigi a bordo di un monoplano, lo Spirit of St. Louis. Charles Lindbergh diventa così il simbolo di chi ha la capacità e l’ardire di staccarsi da terra e di guardare dritto a una meta lontana, difficile da raggiungere, straordinaria.

Fossati canta per tutti, qui. Per un popolo, nella “Canzone popolare”. Per gli immigrati protagonisti del grande esodo verso il nord del mondo, in “Mio fratello che guardi il mondo”. Per chi ha “Poca voglia di fare il soldato” e per chi preferisce diventare “Disertore”, dal repertorio di Boris Vian, via Giorgio Calabrese. S’ispira allo scrittore Giovanni Arpino per “La barca di legno rosa”, riprende una canzone scritta per gli Stadio che l’hanno pubblicata l’anno precedente, “Ci sarà (Vita controvento)”, incassa i complimenti di Giorgio Gaber per “Notturno delle tre”. Il gruppo che lo accompagna è quello talentoso visto dal vivo, con ospiti l’arpista Vincenzo Zitello, il percussionista Trilok Gurtu e, per la prima volta, il giovane figlio del cantautore, Claudio.

Pubblicato:
22 aprile 1992, Epic

Stato culturale:
È l’album che contribuisce a fare di Ivano Fossati un punto di riferimento, nel club dei migliori della canzone d’autore italiana, per scelte musicali e dirittezza caratteriale, per quel suo modo d’essere al tempo stesso pop e colto. Verrà premiato al Tenco come miglior album dell’anno. Il tour darà vita a due album live, “Dal vivo volume 1 – Buontempo” e “Dal vivo volume 2 – Carte da decifrare”, a suggello del periodo di grazia attraversato dal cantautore.

La produzione:
Fossati affida la produzione al fidato bassista Beppe Quirici (1954-2009) che utilizza con parsimonia i tocchi folk e world già impiegati in passato, calandoli in un contesto musicale elegante. Come recita la motivazione del Premio Tenco dato a Quirici nel 2007, il suo ruolo nevralgico “nella musica del nostro Paese è indubbio, tanto da aver contribuito egli stesso a creare un suono tipico della nostra canzone d’autore, in cui elementi diversi – jazz, rock, etnici ed altri ancora – vengono sublimati in una nuova materia che non riporta direttamente a nessuna delle fonti. Un risultato che deriva dalla accuratezza delle scelte musicali, dal rigore produttivo e dall’attenzione al particolare, che sono caratteristiche precipue di Quirici”.

La canzone fondamentale:
Non può che essere “La canzone popolare”. Non perché sia necessariamente il pezzo migliore dell’album, titolo che molti attribuirebbero a “Mio fratello che guardi il mondo”, ma per l’impatto che ebbe. “Alzati che si sta alzando la canzone popolare”: è una marcia, è un inno alla possibilità che la canzone ci riunisca in un popolo e ci inciti a prendere “fra le braccia questa vita danzante”. Due anni dopo la pubblicazione, il pezzo verrà rifatto da Mia Martini (“La musica che mi gira intorno”) e dagli Afterhours (nel tributo “I disertori”). Nel 1996 diverrà il tema della campagna elettorale dell’Ulivo di Prodi e Veltroni.

La tracklist:
La canzone popolare
La barca di legno di rosa (Un gran mare di gente)
Sigonella
La madonna nera
Il disertore
Mio fratello che guardi il mondo
Notturno delle tre
Poca voglia di fare il soldato
Ci sarà (Vita controvento)
Lindbergh

Dall'archivio di Rockol - racconta Giorgio Gaber
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