NEWS   |   Pop/Rock / 09/08/2017

Quella volta che rubarono e bruciarono la bara di Gram Parsons

Quella volta che rubarono e bruciarono la bara di Gram Parsons

Lo chiamavano il Jimi Hendrix del country. Tutti lo adoravano e volevano suonare con lui, dai Rolling Stones in giù. Ma, come spesso accade alle rockstar, la vita di Gram Parsons era davvero un casino. Aveva rubato la ragazza a David Crosby, Nancy Lee Ross, ed era diventato padre. Poi la storia con Nancy era finita e aveva sposato Gretchen Burrell, prima di allontanarsi anche da lei. Per di più, Parsons aveva rotto i rapporti con il patrigno, perché aveva saputo che era implicato nella morte di sua madre. Insomma, un disastro.
Gram Parsons pensava spesso alla morte, come fanno in genere gli artisti che fingono di credersi immortali, ma sono in realtà fragilissimi. Un giorno, al funerale del chitarrista dei Byrds Clarence White, Gram dice al suo amico e manager Phil Kaufman: “No, io non voglio un funerale come questo. Se mi capita qualcosa, accertati che io sia cremato e poi spargi le mie ceneri nella Joshua Tree National Forest, su quel promontorio chiamato Cap Rock. E poi fatti una bella bevuta
insieme ai nostri amici”. Non è passato molto tempo da quelle parole. Oggi è il 19 settembre 1973 e Gram Parsons è morto da poche ore, al Joshua Tree Inn: overdose. Phil Kaufman ricorda la volontà di Gram: essere cremato, con le ceneri disperse nel suo deserto preferito. Farà di tutto per esaudire il desiderio del suo amico, anche a costo di rubarne la bara. Già, perché il patrigno di Parsons, quello implicato nella morte della madre di Gram, ha altre idee sulla sepoltura. Vuole portare il corpo a New Orleans. E ha ordinato che la bara venga trasportata in volo da Los Angeles alla Louisiana.
Phil Kaufman sa cosa deve fare: entra con l’amico Michael Martin nell’hangar dove si trova la bara di Parsons in attesa di essere imbarcata e la trafuga, anche se questa pare essere leggenda: in realtà sembra che abbia prima contattato l’agenzia di pompe funebri dicendo che il patrigno ha cambiato idea, quindi si è presentato nel magazzino e ha preso in consegna la bara firmando sul registro con il nome finto di Jeremy Nobody, Jeremy Nessuno. Comunque sia, o rubandola o fingendo che sia una decisione di famiglia, Phil Kaufman ottiene il suo scopo: prendere possesso della bara che contiene il corpo di Gram Parsons.
Ora sono arrivati a Cap Rock. Aprono la bara, rovesciano litri e litri di gasolina sul corpo di Gram, poi accendono un fiammifero e danno fuoco alla salma. Ma il corpo non brucia completamente, le fiamme attirano l’interesse della polizia, i due fuggono veloci, lasciando la bara aperta lì a Cap Rock, che brucia come bruciavano le emozioni quando Gram cantava. Si costituiranno quasi due mesi dopo, il 5 novembre 1973, nel giorno in cui Gram Parsons avrebbe compiuto ventisette anni. Se la caveranno con poco, 300 dollari di multa, perché l’occultamento di cadavere a quei tempi non era reato.
I resti non carbonizzati di Parsons saranno trasportati in Louisiana e seppelliti nel Garden of Memories di Metairie, sotto una targa che dice: God’s Own Singer, la voce di Dio.

 

Questo aneddoto è estratto dal libro "Rock bazar - volume secondo" di Massimo Cotto, edito da Vololibero Edizioni (344 pagine, 15,30 euro)

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