La serata magica di Eddie Vedder a Firenze Rocks: la recensione

La serata magica di Eddie Vedder a Firenze Rocks: la recensione

“Oggi sono qui senza la mia band ed è il più grande concerto solista che ho mai fatto, questo succede solo in Italia”.  Con queste parole, in italiano, Eddie Vedder si presenta sul palco davanti a più di 40 mila persone, nella seconda giornata del Firenze Rocks Festival. E’ la prima di tre serate nel nostro paese per poi esibirsi in un doppio appuntamento nella suggestivo Teatro di Taormina, il 26 e 27 giugno.

Il leader dei Pearl Jam, uno dei cantanti più amati dal pubblico rock italiano, torna a tre anni esatti dalle date di Milano e Trieste con la band. Ma questa volta da solista, con uno show incentrato nell'essenzialità di chitarra, ukulele e voce ma soprattutto di tanta improvvisazione. Come tutti i fan sanno i suoi show sono caratterizzati da scalette sempre diverse ogni sera che rendono ogni show unico e irripetibile - qui i video del concerto di Firenze.

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Il percorso di Eddie dal grunge dei Pearl Jam a questi show parte dal lontano 1992, quando la band incise un Mtv Unplugged nel quale aveva dato prova di riuscire a traslare le canzoni dal rock all'acustico senza perdere di forza ma guadagnando anche di intensità, per arrivare al debutto da solo con la colonna sonora di “Into The Wild" del 2007.

Prima, nel pomeriggio, si sono esibiti Eva Pevarello e Samuel (qua la fotogallery), leader dei Subsonica, chiamato all'ultimo nel ruolo non facile di sostituzione dei Cranberries fermati dai problemi di salute della cantante Dolores O'Riordan.
Subito dopo Glen Hansard, cantautore irlandese, già voce e chitarra del gruppo rock The Frames e grande amico di Eddie: lo accompagna in tutto il tour, come già successo in passato. Propone un set di un'ora molto apprezzato e applaudito tra rock e soul bianco. Curioso il retroscena: Glen ha invitato all’ultimo sul palco anche altri componenti della band per dargli una mano, dopo aver saputo che il pubblico di stasera superava di gran lunga quello degli show precedenti. 

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GUARDA LA FOTOGALLERY DI GLEN HANSARD

L'atmosfera che si respira prima dell'ingresso di Eddie è di grande curiosità ma anche di compostezza. Il palco viene allestito in maniera essenziale con oggetti teatrali:  due valigie di cui una aperta, un organo, delle chitarre e un mangianastri con bobine.
Alle 22.30 in un boato di applausi Eddie entra con il taccuino in mano e si posiziona su una sedia intonando un gran classico del repertorio dei Pearl Jam “Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town”.
La parte iniziale è incentrata principalmente sulle canzoni della band in chiave acustica, molto apprezzate dal pubblico che canta a memoria. Si passa da “Wishlist” a “Immortality" da “Sometimes” a “Black”. Immancabile compagna sul palco una bottiglia di vino rosso: oggi è San Giovanni, patrono di Firenze e quale migliore scusa /occasione per festeggiare bevendo?

I momenti migliori e più emozionanti sono nelle esecuzioni delle canzoni della colonna sonora di “Into the wild" dove il pubblico ascolta in religioso silenzio. Negli schermi vengono inquadrate persone in adorazione o che piangono per la commozione. Non mancano neanche le cover tra cui spiccano una struggente “Comfortably Numb" dei Pink Floyd suonata con l’organo e “Imagine" di John Lennon introdotta come “una delle canzone più belle mai scritte”, accompagnata da una stella cadente nel cielo accolta da un applauso. 

Nel finale viene invitato sul palco Glen che rimarrà fino alla fine e permetterà ad Eddie anche di alzarsi e liberarsi della chitarra. In questa fase è travolgente: prima regala la bottiglia di vino ad un ragazzo in transenna,  poi scende nel pit e canta sorretto dal pubblico in visibilio. 

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La chiusura è per un altro brano di “Into the wild", Hard Sun ma solo dopo aver suonato una tiratissima “Rockin in the free World” con un susseguirsi di cori e incitamenti come se suonasse una band e non solo due persone alla chitarra.

Alla fine nella scaletta si conteranno 14 brani su 29 dei Pearl Jam e qualcuno anche per questo azzarda nel dire che è “il concerto della vita”.
Si possono radunare piu 40 mila persone per un cantante che suona solo la chitarra? Sí, se ti chiami Eddie Vedder.

(Gianmatteo Bruno)

 

SETLIST
GLEN HANSARD
When Your Mind's Made Up
Revelate
Winning Streak
Say It to Me Now
Astral Weeks / Smile
Bird of Sorrow
Lowly Deserter
Way Back in the Way Back When
Her Mercy

EDDIE VEDDER

Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town
Wishlist
Immortality
Trouble (cover di Cat Stevens)
Brain damage (cover dei Pink Floyd)
Sometimes
I am mine
Can't keep
Sleeping by myself
Setting forth
Guaranteed
Rise
The needle and the damage done (cover di Neil Young)
Unthought known
Black

Lukin
Porch
Comfortably numb (cover dei Pink Floyd)
Imagine (cover di John Lennon)
Better man
Last kiss (cover di Wayne Cochran)
Falling slowly (cover degli Swell Season)
Song of good hope (cover di Glen Hansard)
Society (cover di Jerry Hannan)
Smile
Rockin' in the free world (cover di Neil Young)

Hard Sun

 

 

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