L’estate dei festival che fanno ballare

L’estate dei festival che fanno ballare

La crisi delle discoteche viene raccontata in modo capillare, ogni giorno o quasi. Dalle gallery fotografiche dedicate ai grandi locali del passato oggi in rovina, all’arrancare del "sistema intrattenimento notturno", fino ovviamente agli eccessi, non c’è problema in ambito clubbing e dintorni che non venga lungamente analizzato dai media italiani.

Quasi mai si parla invece della piacevole crescita dei festival italiani dedicati alla musica che fa ballare. Certo, da noi colossi come il belga Tomorrowland o brand internazionali come Ultra (che, partito da Miami, prende vita ormai in decine di nazioni) ancora non ci sono. E non tutti gli eventi sono eccellenti. Ma andare a ballare ad un festival è ormai un’abitudine. Uno dei motivi è che il livello musicale medio delle manifestazioni è senz’altro più alto rispetto alla proposta delle classiche discoteche.

All’inizio di giugno, in concomitanza con la chiusura delle scuole e il Ponte della festa della Repubblica, hanno preso vita due degli appuntamenti più importanti dell’estate italiana. A Barzio (LC) Nameless ha fatto ballare a ritmo di EDM 30.000 persone in tre giorni e tre sere di eventi preceduti da un concerto dei Chemical Brothers. Nello stesso weeekend chi ama la techno invece ha scelto Shade, alla Fiera di Bergamo, che in una sola giornata e con un line up interessante ha totalizzato ben 8.000 persone.

Gli eventi da grandi numeri sono ormai tanti. A Milano e Reggio Emilia Social Music City porta star dell’elettronica come gli italiani Marco Carola e Tale of Us in spazi come l’immenso Campo Volo. Gli eventi sono creati da chi ogni weekend gestisce l’Amnesia di Milano, proprio come succede per Shade, organizzato dallo staff del Bolgia di Bergamo.

Anche i festival senza top dj spesso hanno comunque successo. Ad esempio i tanti eventi Holi, le feste dei colori di tradizione indiana, fanno ballare migliaia di giovani, soprattutto nel Nord e Centro Italia. In questo caso la musica è quasi solo una scusa per ballare, magari nel verde di un parco metropolitano.

Il successo di un festival dipende molto anche dalla location: la nuova edizione di Wake Up, festival piemontese in crescita, prende vita in diverse date a Mondovicino, grande centro commerciale a Mondovì (CN). Nel prossimo settembre, nelle diverse date, si esibiranno dj di fama e rapper affermati.

Se in primavera Milano durante il Salone del Mobile balla con i party di Elita, festival sofisticato dedicato alle nuove tendenze sonore, Torino risponde in autunno con Club to Club, il più longevo dei festival ‘avant pop’ italiani. Già da tempo si conosce tutto il programma degli eventi, che culmina con ben otto concerti celebrativi dei mitici Kraftwerk. E sempre a Torino prende vita Kappa Futur Festival, evento diurno che riempie il Parco Dora l’8 e il 9 luglio con il sound elettronico di star del mixer come Masters at Work, Nina Kraviz, Paul Kalkbrenner, Sven Vath e decine di altri.

Sia chiaro: i line up dei festival italiani spesso si somigliano, e non sempre chi li organizza riesce a proporre qualcosa di davvero nuovo.  Inoltre, il muro tra i diversi generi musicali, tra “mainstream” ed “underground”, tra techno e ciò che in Italia chiamiamo EDM (ovvero musica da festival, quella di Steve Aoki o Martin Garrix) resta invalicabile. La via segnata dal Sonar di Barcellona, che dopo aver fatto esibire Duran Duran, Grace Jones e Yazoo quest’anno ha messo sul palco la disco pop e sofisticata di Cerrone, per ora è poco battuta.

E’ che nello stagno non poi così grande della musica elettronica da ballo, soprattutto in Italia, i nomi che davvero riescono a muovere migliaia di persone sono pochi. Quel che conta è la formula dell’evento. Tra un "one day event", un festival su più giorni ed un party festival c’è differenza.

“Popfest - People on Pleasure è una gallery dedicata ai dj più amati al mondo in ambito pop & dintorni. I dj suonano uno o al massimo due per sera, in locali in cui possiamo offrire al pubblico servizi di alto livello, non solo musica”, racconta Silvio Carrano, dj resident del party festival organizzato a Gallipoli da Musicaeparole. In console tra Cave e Praja, due delle discoteche più grandi in Salento, si alternano in decine di eventi  super dj mascherati come Deadamau5 (il 2 agosto) o Marshmello (il 14 agosto), due ex Swedish House Mafia (Axwell suona il 13 agosto, Ingrosso il 9) e pure le australiane Nervo (il 24 luglio). Musicaeparole si occupa anche di techno. A Gallipoli, che ormai è una sorta di Ibiza italiana, organizza pure il Grido!, party festival dedicato invece all’elettronica più potente. In console tra il 23 luglio e i 19 agosto suonano star come Loco Dice, Nastia, Carl Cox e Ricardo Villalobos. “Il pubblico oggi, anche grazie al web, è musicalmente preparato ed ama i grandi eventi”, conclude Carrano. “Non è stato facile conquistarsi credibilità. Musicaeparole ci ha messo quindici anni di duro lavoro”.

Lorenzo Tiezzi

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