Francesco Gabbani, ecco l'album: “Come Magellano, parto alla scoperta dell’ignoto” - VIDEOINTERVISTA

Francesco Gabbani, ecco l'album: “Come Magellano, parto alla scoperta dell’ignoto” - VIDEOINTERVISTA

“Ho un metodo per vivere bene quel mi sta succedendo: essere me stesso e non farmi problemi. Non sono più un ragazzino, vivo tutto con gioia, continuo ad essere quello che sono”. Mentre il video di “Occidentali’s karma” supera i 100 milioni di visualizzazioni su YouTube, Francesco Gabbani affronta con serenità le prossime tappe, a partire dalla pubblicazione dell’album che contiene l’hit sanremese. “Magellano” arriva dopo una lunga rincorsa, cominciata con la vittoria a Sanremo Giovani nel 2016 con “Amen”. Ha il compito difficile di non far sgonfiare l’interesse per il cantante di Carrara. “Le gratificazioni che sto ricevendo sono arrivate dopo un percorso fatto di impegno. Non è stato semplice, avevo rinunciato all’idea di espormi come artista. Grazie al successo, oggi mi sento legittimato a fare il mestiere di musicista”. “Musicista” è una parola che Gabbani ripete spesso, quasi a volersi scrollare di dosso l’immagine di cantante pop facile facile. “Ho iniziato suonando jazz, blues, soul, sono cresciuto in un negozio di spartiti e strumenti musicali”.

Per presentare “Magellano”, Gabbani ha scelto la sede milanese del Touring Club Italiano. Lo ha fatto per via del titolo che rimanda al grande esploratore portoghese cui è dedicato lo stretto che separa l’Oceano Atlantico dal Pacifico. “Il titolo ‘Tom tom’ suonava male”, scherza Gabbani, che ammette di non essere un gran viaggiatore. “Più che altro per mancanza di tempo e di mezzi economici, che ho sempre dedicato al mio più grande viaggio, la possibilità di esprimermi tramite la musica. E poi il viaggio vero è quello che facciamo dentro di noi”. È un po’ il senso dell’album, un “concept involontario”, come lo definisce Gabbani. “Mentre lo finivamo, ci siamo accorti che ogni canzone è come la tappa di un viaggio. Magellano è l’emblema del coraggio di andare oltre le sicurezze della nostra vita, alla scoperta dell’ignoto. E l’ignoto è soprattutto dentro di noi. Spero che l’album fornisca riflessioni per conoscersi sempre di più, per poi accettarsi”.

Gabbani ha vinto Sanremo senza avere un album pronto. “Non c’era stato tempo per prepararlo: prima sono stato in tour 2016, poi ho fatto la colonna sonora di ‘Poveri ma ricchi’ di Fausto Brizzi. Ma non ci siamo fatti prendere dalla foga di fare il disco in poche settimane, non abbiamo accelerato per la necessità di avere l’album pronto. Era scritto per l’80% quando sono andato a Sanremo. Sull’onda del successo di ‘Occidentali’s karma’, abbiamo poi lavorato in fase di produzione dando alle canzoni una maggiore personalità sonora. Abbiamo deciso la data di pubblicazione solo una volta soddisfatti del risultato”. Il disco è piuttosto breve: 34 minuti… “Non ci mancavano le canzoni, semplicemente queste sono la giusta sintesi di chi sono oggi. Ti lasciano la voglia di riascoltarle”.

“Magellano” è il frutto del lavoro di un team che comprende il fratello del cantante Filippo Gabbani, l’autore dei testi Fabio Ilacqua e il produttore Luca Chiaravalli. È il cast, insomma, di “Occidentali’s karma”. “È l’equipaggio del vascello di Magellano. La sintonia fra di noi ha offuscato qualsiasi ansia da prestazione post Sanremo”. Dopo la vittoria al festival è stata scritta “Tra le granite e le granate” cui è demandato il compito di avvicinarsi al successo del singolo sanremese.  “È un po’ come ‘Occidentali’s karma’: la percezione iniziale è che si tratta di un pezzo divertente, in realtà racconta estate e vacanze in modo critico e riflessivo, dicendo che siamo tutti vittime del desiderio sfrenato di divertimento”.

Un po’ tutto l’album funziona così. Contiene brani che replicano la leggerezza di “Occidentali’s karma” e qualche pezzo più riflessivo o intimista. “Nel sistema in cui viviamo oggi, in cui tutto è veloce, la dimensione ironica e scanzonata attira l’attenzione, ma chi ascolta il disco finirà per scoprire un altro Gabbani. Ad esempio quello di “La mia versione dei ricordi”, sulla fine di un amore, e di “Spogliarmi”. Gabbani dice che la canzone descrive la dimensione intima. Ride: “Parlare di dimensione intima mi fa un po’ paura dopo tutto quello che è stato detto… Comunque, la canzone dice che una volta che abbiamo ottenuto tutto quel che volevamo, l’unico modo per continuare il nostro percorso è spogliarci simbolicamente e avere la voglia di trovare altri vestiti. Mi rappresenta molto”.

Gabbani è atteso al concerto del 1° maggio, “un palco che sognavo da adolescente”, il 27 maggio presenterà i TIM MTV Awards 2017 e prima ancora rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest di Kiev, dove porterà una versione tagliata per regolamento di “Occidentali’s karma”. “Mi danno come possibile vincitore: cerco di non pensarci più di tanto. Lo voglio affrontare come sono, nel bene e nel male. Mi proporrò in maniera naturale”. Il pezzo sarà interpretato in italiano, “voglio arrivare all’estero cantando nella mia lingua, è anche un modo per capire la potenzialità della sola musica, la risposta ai primi test negli incontri preliminari a Londra e Amsterdam per Eurovision è andata oltre le mie aspettative”. L’album uscirà in versione internazionale: conterrà anche “Amen”, cambieranno giusto titolo (“Magellan”) e copertina. Il tour estivo partirà il 19 giugno dal Teatro Romano di Verona. “La parte visiva non sarà preponderante. Io mi diverto a ballare, è una dimensione aggiuntiva alle canzoni, ma suonerò tanto, farò vedere che sono un musicista e polistrumentista. Sarà una via di mezzo tra rock’n’roll e performance teatrale”.

Dall'archivio di Rockol - Gabbi racconta il suo 2017
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