Amici 2017, la 'scuola' raccontata da dentro: l'incontro con i concorrenti, Morgan e Elisa - VIDEO

Amici 2017, la 'scuola' raccontata da dentro: l'incontro con i concorrenti, Morgan e Elisa - VIDEO

Com'è la scuola di "Amici" vista da dentro? E cosa succede dietro le telecamere del talent show condotto da Maria De Filippi? Siamo stati un pomeriggio all'interno della scuola, dove abbiamo incontrato i direttori artistici del serale della sedicesima edizione del talent (Morgan ed Elisa) e i ragazzi della squadra bianca e della squadra blu.

Entriamo nello studio che ospita le riprese del pomeridiano, dove uno dei ballerini professionisti sta provando una coreografia, e veniamo accompagnati nella "sala relax", così come viene chiamata qui, una piccola saletta con alcuni divanetti. Ai ragazzi, ci spiegano gli autori del programma, non vengono fatte vedere le puntate e non hanno percezione di come vengono visti da fuori: l'unico modo che hanno per entrare in contatto con il mondo esterno è la registrazione della puntata, a cui assiste anche il pubblico. Per questo motivo non possono neanche utilizzare la tecnologia: i cellulari gli vengono ritirati al momento dell'ingresso al serale. Uno può chiedersi: "Ma come fanno a restare aggiornati su ciò che accade nel mondo?". Semplice: gli è consentito di vedere i telegiornali, e la televisione più in generale, ma solo quando non ci sono servizi su "Amici".

I primi che incontriamo sono i ragazzi della squadra blu rimasti ancora in gara: i cantanti Riccardo Marcuzzo e Federica Carta e i ballerini Andreas Muller e Cosimo Barra. I ragazzi sembrano sorpresi: non gli capita tutti i giorni di incontrare persone esterne al mini-mondo di "Amici". I quattro ragazzi sembrano piuttosto sereni: sorridono e sono rilassati. Tutti concordano su una cosa: la fortuna di avere Elisa come direttore artistico. "È umile, ti mette a tuo agio. Cerca di venirti incontro, di guardarti dentro e capire quello che pensi e chi sei", dice Riccardo Marcuzzo, che è un po' il "belloccio" della scuola (occhi azzurri, visino pulito: un perfetto teen idol, verrebbe da dire).

Prima di entrare ad "Amici", Riccardo era restio all'idea di partecipare ad un talent per far conoscere la propria musica: "Avevo paura, perché non volevo essere etichettato per sempre come 'quello uscito dal talent'. In realtà, poi, ho scoperto che questo è un percorso che ti forma e ti forgia". Il cantante, originario di Segrate (Milano), aveva pure provato a bussare alle porte delle varie case discografiche, ma senza successo: "Oggi non credono nei giovani se non hanno già una fan base. Mi rispondevano: 'I pezzi sono bellissimi, ma non hai followers su Instagram'", racconta lui.

Federica, sui talent, la pensa più o meno come Riccardo: "Quando due anni fa ho cominciato a fare le cose sul serio, ho cominciato anche a pensare al mio futuro. Speravo di trovare quel futuro facendomi conoscere dalle case discografiche, ma ho capito che la discografia è cambiata. E quindi ho pensato che il talent fosse una delle vie più grandi per far conoscere il tuo talento, quello che fai", spiega. La cantante è entrata nella scuola di "Amici" a 17 anni ed è diventata maggiorenne proprio nelle "aule" del talent: "Mi sto scoprendo forte e determinata". Per lei, questa esperienza non è un punto d'arrivo, ma un punto di partenza: "Il percorso qui è quasi finito, perché siamo praticamente a metà del programma, ma il nostro, di percorso, è ancora lungo".

Ad un certo punto, i ragazzi della squadra blu vengono raggiunti dal loro direttore artistico, Elisa. Quello che colpisce è la dolcezza con cui la cantautrice di Monfalcone si rapporta ai membri del suo team: "'Amici' è un'esperienza che mi prende totalmente. Un'esibizione, per i ragazzi, può valere moltissimo. Devono cercare di raccontare sé stessi in pochi minuti", racconta. Poi, ridendo, aggiunge: "Non nascondo che a volte vado a dormire con il quadernino delle idee sul comodino". Alla base di tutto, per Elisa, c'è il confronto: "Questa esperienza è utile non solo ai ragazzi, ma anche a chi fa musica da tanto tempo. Io vengo qui, sto con loro, poi torno a casa e mi metto in discussione in maniera sana", spiega, "c'è molto lavoro da fare nel corso della giornata e per farlo al meglio non ti bastano le ore".

Ma qual è la giornata tipo all'interno della scuola di "Amici"? Sveglia la mattina presto, lezione di danza classica per i ballerini e lezione di canto con vocal coach e preparatori vocali per i ragazzi. Le lezioni proseguono dopo pranzo, fino al tardo pomeriggio. Poi, certo, non mancano momenti di relax: "Ogni tanto ci guardiamo qualche film". I direttori artistici non incontrano tutti i giorni i ragazzi, ma si mantengono in contatto con loro attraverso il telefono e videochiamate: "Elisa viene per le prove generali e sta con noi. Lavoriamo sull'intenzione, sulla preparazione. Ci dice la sua sugli arrangiamenti", spiegano i cantanti dei blu. Per Morgan e i cantanti dei bianchi le cose sono un po' più complesse: "Io vivo a Milano, vengo a Roma per registrare le puntate, per le prove e per incontrare i ragazzi. Ma ho trovato sistemazione dall'altra parte della città, ci metto un'ora ad arrivare nella scuola. Però gli ho detto di chiamarmi, a qualunque ora del giorno e della notte, quando hanno problemi", dice il cantautore.

I ragazzi della squadra blu e quelli della squadra bianca non si possono incontrare: per questo motivo, autori e staff del programma stanno molto attenti quando arriva il momento di riaccompagnare i blu nella loro casetta e far entrare i bianchi nella "sala relax". I cantanti e i ballerini della squadra bianca, Thomas Bocchimpani, Mike Bird, Shady, Oliviero Bifulco e Sebastian Melo Taveira, sembrano più spenti rispetto a quelli della squadra blu: come noto, le ultime settimane sono state particolarmente dure per i cantanti, che si sono più volte scontrati con Morgan, il loro direttore artistico, sulle canzoni che lui gli ha assegnato (scelte che non sempre hanno condiviso).

Mike Bird, cantautore, dice la sua: "Sono state settimane difficili, di assestamento. Credo che Morgan abbia visto in me, più degli altri, un potenziale: quello di mandare messaggi tramite le canzoni che lui mi assegna e che io canto. Spesso, però si dimentica del contesto. Sul palco ci andiamo noi a cantare e abbiamo paura di tornare a casa. Ecco, preferisco fare un pezzo più 'largo' ed essere capito piuttosto che fare il martire musicale di un messaggio che, magari, dura pochissimo".

Morgan, dal canto suo, dice di avere le idee chiare sui suoi ragazzi: "Focalizzo sempre di più il loro stile". E se li mette alla prova, spiega, è solo "per testare fino a che punto possono arrivare". Parla di Mike Bird come di un cantautore che "deve diventare un autore intelligente, non solo l'autore che piace alle radio, un cantautore pop" (e cita gli esempi di Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè) e di Thomas come "uno che ha lo shining, la luccicanza": "Ha capito tutto, si vede già icona. Ha la consapevolezza di ciò che è: dovreste vederlo, ti giri un attimo e lui si mette a fare le mossette allo specchio", dice del cantante, che ha appena 16 anni. Su Shady, invece: "Ha un'oscurità che è evidente. E musicalmente parlando questo si traduce con arrangiamenti dark, cupi, da club".

Cosa succederà, nelle vite e nelle carriere dei ragazzi, quando si spegneranno i riflettori degli studi televisivi? Per quanto riguarda i cantanti, Stefano Settepani (uno degli autori storici del programma) ci fa sapere che le case discografiche si sono già fatte avanti per cercare di accogliere nei rispettivi roster i ragazzi arrivati a questo punto del programma. A Riccardo Marcuzzo hanno proposto un contratto discografico quattro etichette, vale a dire Sony, Universal, Warner e Sugar. Federica Carta ha ricevuto le proposte di tre case discografiche, Universal, Warner e Sugar. Per Thomas Bocchimpani e Shady si è fatta avanti solamente Warner.

I ballerini, sia quelli della squadra bianca che quelli della squadra blu, pensano in grande: dopo l'esperienza ad "Amici" sperano di farsi conoscere anche all'estero e di entrare, magari, in qualche importante compagnia di danza.

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