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NEWS   |   Pop/Rock / 12/03/2017

“Sono ancora vivo”. Il ritorno di Gavin Rossdale e dei Bush: il nuovo album, il divorzio, i tabloid, ‘The Voice UK’ – INTERVISTA

“Sono ancora vivo”. Il ritorno di Gavin Rossdale e dei Bush: il nuovo album, il divorzio, i tabloid, ‘The Voice UK’ – INTERVISTA

“Sono ancora vivo”. Così, scherzando, Gavin Rossdale s’annuncia al telefono. La frase ha più di un significato. Il cantante dei Bush torna sulle scene dopo il chiacchierassimo e doloroso divorzio da Gwen Stefani. È un ritorno anche per la band inglese che con “Black and white rainbows” pubblica il terzo album post reunion. Un po’ come il disco del 2016 di Stefani “This is what the truth feels like”, anche il nuovo dei Bush ha a che fare con la separazione, ma non in modo altrettanto esplicito. Il divorzio ha ispirato parte del disco, spiega Rossdale, ma non si tratta di un diario. “E poi, conoscere gli eventi da cui sono nate le canzoni è del tutto irrilevante: una volta che le pubblico non sono più mie, sono della gente e cambiano significato persino per me che le scrivo. La musica mi aiuta a capire la mia vita, a esprimermi, a sentirmi meglio. Ecco di cosa parla l’album, di cosa significa essere umani”.

“Black and white rainbows” nasce da due session di scrittura subito dopo la fine di altrettanti tour. “Non ho perso un giorno a fare telefonate a bordo piscina. Bum, sono andato subito in studio. Non volevo perdere la sensazione di connessione con la musica”. Per la prima volta in vita sua, Rossdale ha prodotto un album dei Bush dopo essersi affidato in passato a gente come Bob Rock, Steve Albini, Nick Raskulinecz, Jay Baumgardner, Langer & Winstanley. “Per lo meno questa volta so con chi prendermela”, scherza. “Quando lavoravo con Bob, lui mi rimproverava dicendo che le mie canzoni non si muovevano. È il testo che cambia, gli dicevo, la musica non deve farlo. Amo Glenn Branca, mi piace la musica ripetitiva. Amo gli Shellac, i Big Black, i Massive Attack. Amo i groove. Sono arrivato a un punto della mia vita in cui non ho bisogno di discutere su certe cose. Le faccio e basta”.

Non puoi essere tanto egotista da scrivere solo di te stesso, dice Rossdale. E così i testi del nuovo album dei Bush affrontano problemi collettivi e personali. Sul primo fronte ci sono “People at war”, sul dramma dei rifugiati, e “Sky turns day glo”, sul surriscaldamento globale, “non un argomento facile da mettere in una canzone, credimi, non ti dà modo di usare molte parole sexy”. Sul secondo fronte non c’è che l’imbarazzo della scelta, ma Rossdale tiene a precisare che “canto di me stesso, ma non mi lamento. Mi sento fortunato, ma come tutti sono un essere umano e canto cosa significa sentirsi tale”. C’è ad esempio “Lost in you”, che rappresenta l’idea che “le cose non sono bianche o nere, sono grigie e c’è sempre spazio per la speranza e per la riconciliazione. Sono un romantico: penso che la gente debba rimettersi assieme, alla fine”.

A lui non è accaduto e fra il 2015 e il 2016 Rossdale e Stefani sono passati attraverso un divorzio per “differenze irriconciliabili” e una serie di pettegolezzi secondo cui la causa della separazione sarebbe stata la relazione del cantante con la tata di famiglia (i due hanno tre figli di 10, 12 e 3 anni, Rossdale ha una quarta figlia nata da una breve relazione a fine anni ’80). Il cantante si lamenta del fatto che il sito americano di gossip TMZ ha abbassato il livello e se la prende con lo scrutinio e l’imprecisione dei tabloid, poi però la mette sul ridere: “Ma t’immagini se ci fosse stato Instagram ai tempi di Frank Sinatra e del Rat Pack? Gli avrebbero levato ogni divertimento, non l’avrebbero lasciato essere quel che era. Ma è la legge della domanda e dell’offerta. Non è colpa solo dei tabloid, è la gente che vuole leggere questa roba. Forse perché vedere che qualcuno se la passa male fa sentire meglio… Questo è il mondo. Cerco di non farci caso”.

Fra le canzoni che hanno a che fare con i sentimenti connessi al divorzio c’è “Peace-S”, che parla della necessità di tenersi stretta la propria innocenza. “In quel pezzo dico che anche gli errori che ho fatto avevano dentro di sé un elemento di innocenza e anche le decisioni peggiori hanno avuto come conseguenza positiva quel che sono oggi. Bisogna sempre muoversi, non farsi intrappolare da credenze e sistemi di valori. Come dicono i buddisti, se incontri il Buddha per strada uccidilo. Significa che bisogna sempre crescere, espandere le proprie idee, imparare, ed è quel che ho fatto dopo un orribile divorzio pubblico. Ci sono di mezzo i figli e il senso di colpa nei loro confronti è incredibile, ma eccoci qua, siamo sopravvissuti e ne sono uscite anche cose positive. Sono qui che auguro a mia moglie di essere felice, va tutto bene. La vita è come lo sci nautico: non devi mollare la presa sulla corda. Mai”.

Viene da chiedergli che effetto fa per un cinquantenne-e-rotti suonare in una guitar band in un periodo non esattamente d’oro per il rock chitarristico. “Ho accettato chi sono e il fatto di essere meno celebre di una volta. Il mondo fuori dal mainstream è interessante e pieno di gente appassionata. La musica mi fa sentire speciale. La creatività fa parte di me. Sono grato per la possibilità di suonare i fonte a mille persone, anche se un tempo erano molte di più”. Le cose potrebbero cambiare, tira aria di rivincita. Non tanto grazie a “Black and white rainbows”, di cui Rossdale è orgoglioso e ci tiene a farlo sapere, ma alla partecipazione come giudice a “The Voice UK” a fianco di Tom Jones, will.i.am e Jennifer Hudson. “Mi serve per promuovere la mia musica. Voglio far capire a 14 milioni di spettatori inglesi che sono tornato. I get loud again”.

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