Elisa, il nuovo tour e la sua leggerezza 'pop': 'Non sempre penso che quello che faccio sia profondo' - INTERVISTA / LIVE REPORT

Elisa, il nuovo tour e la sua leggerezza 'pop': 'Non sempre penso che quello che faccio sia profondo' - INTERVISTA / LIVE REPORT

"Non sempre penso che quello che faccio sia profondo": Elisa risponde così quando qualcuno, durante l'incontro post-concerto con i giornalisti nei camerini del Nelson Mandela Forum di Firenze (che ieri sera, venerdì 11 novembre, ha ospitato la prima data dell'"On tour") la definisce "una cantante che scrive cose profonde". Ed è la dichiarazione che meglio sa rappresentare e descrivere quello che lei stessa definisce "il progetto On", così come si intitola il suo ultimo album in studio. La tournée è la naturale trasposizione live del disco: la cantautrice di Monfalcone esce fuori dalla sua zona comfort, esplora nuovi territori (l'elettronica, ad esempio: dal trip hop alla drum and bass, passando per la dance). Divertendosi e spiazzando, proprio perché non sempre (e non necessariamente, verrebbe da aggiungere) quello che fa deve essere considerato "profondo".

"On" è stato descritto quasi unanimemente come il disco della sua svolta pop. Ed è effettivamente così: Elisa, oggi 38 anni, considerata per vent'anni uno dei nomi di punta del nuovo cantautorato rock italiano, con questo nuovo album sembra aver voluto dimostrare di essere anche una cantante "pop", inteso come "popolare". Chi se ne frega se qualcuno storce il naso e rimane perplesso: "Mi voglio porre davanti a certe decisioni che ho la possibilità di prendere in maniera attiva, voglio essere io a scegliere e nei tempi naturali. E questo era un tempo che sembrava giusto per tirare fuori questa cosa", ha detto lei, presentando il disco. L'"On tour", allora, è la buona occasione per portare in scena quella che potremmo definire come la sua "evoluzione", il suo nuovo senso dell'equilibrio: il concerto fiorentino di ieri sera ne è stata la dimostrazione. L'ombra di Elisa si muove dietro il grande velo che copre il palco all'inizio dello spettacolo, lei suona l'handpan (che per chi non ne avesse mai sentito parlare è uno strumento musicale idiofono, la versione occidentale della marimba). Parte la prima canzone in scaletta, "Bad habits": "Gotta break bad habits", canta lei, "devo rompere con le cattive abitudini". E il velo cade giù, mostrandoci questa "nuova" Elisa, divertita, energica e ballerina.

La scaletta è dritta, azzeccatissima, una sfilza di canzoni "pop", appunto: da "Stay" a "Gli ostacoli del cuore", passando per "L'anima vola", "Eppure sentire", "Broken", "Ti vorrei sollevare", "Luce". È una scaletta che sembra avere una struttura precisa: i pezzi del nuovo disco sono posti alle estremità, all'inizio e alla fine, e sembrano quasi contenere i pezzi del passato, raccoglierli, racchiuderli. Elisa, con questo progetto, ha voluto inglobare tutte le parti di sé stessa, tutti i suoi differenti profili, dal rock alle ballate, dai pezzi acustici all'elettronica dell'ultimo disco. Lo spettacolo sembra essere caratterizzato dalla ricerca di una certa - chiamiamola così - rotondità: "L'obiettivo era quello di mettere dentro un po' tutto quello che sono e quello che ho fatto, e di farlo nella maniera più integrale possibile, cercando di far convivere diversi stili", dice lei, "io mi sono sempre permessa di cambiare generi musicali: non tanto il modo di cantare o la scrittura, quanto il vestito. E quindi, tutti questi vestiti, volevo omaggiarli tutti". Anche l'aspetto visivo dello spettacolo, con forma del palco e luci, richiama la forma del cerchio: "Nella realizzazione di 'On' Elisa ha messo insieme una serie di contaminazioni", spiega il regista dello spettacolo, Mauro Simionato, alla guida del team creativo che ha affiancato la cantautrice anche per la parte grafica del disco, "in un secondo momento ha rielaborato queste contaminazioni nel suo stile compositivo, trasformando l'implosione della forza centripeta nell'esplosione della forza centrifuga".

L'energia di - nell'ordine - "Bad habits", "No hero", "Catch the lights" e "Ready now", tutti tratti da "On", scalda subito l'atmosfera, con il basso potentissimo di Curt Schneider e Victor Indrizzo alla batteria a dettare i tempi giusti. Con "Stay" Elisa comincia a pescare dal passato, e allora arrivano puntuali "Eppure sentire", "Broken", "Heaven out of hell", "Luce". Tutte eseguite con gli arrangiamenti originali (la sola eccezione è "Ti vorrei sollevare", condita con una puntina di dubstep) perché - ammette lei - "per quanto io ami i Pearl Jam e i Red Hot Chili Peppers, che cambiano sempre le cose in corsa, io sono un altro animale, non funziono in quel modo lì: ho bisogno di una struttura e non improvviso moltissimo".

In scaletta, oltre alle hit della cantautrice e alle canzoni di "On", anche un paio di cover: quella di "Almeno tu nell'universo" (che Elisa aveva registrato già nel 2003 per la colonna sonora del film "Ricordati di me") e quella di "Hallelujah", omaggio a Leonard Cohen. "Ci ha lasciato tantissima bellezza, parole piene di poesia, di significato e di vita", sussurra lei al microfono, mentre Cristian Rigano suona gli accordi alla tastiera e Andrea Rigonat gli arpeggi alla chitarra. Elisa la canta affiancata dalle sue due coriste, Jessica Childress e Sharlotte Gibson, che sembrano cantare con l'imponenza di un coro di dieci voci. E in camerino, sempre parlando di "Hallelujah", aggiunge: "È una canzone senza tempo, posso esprimere una vocalità diversa che magari non posso esprimere in altri brani. Ha una caratteristica che poche canzoni hanno: ha una profondità che le permette di essere giusta in situazioni particolarmente profonde".

"On", dicevamo, ci ha mostrato un'Elisa inedita, fuori dalla sua zona comfort. Per dire: dieci anni fa avreste mai immaginato di vederla ballare divertita sul palco con un microfono ad archetto, stile popstar anni '90? La risposta - a riguardare certi vecchi video di Elisa con i capelli lunghissimi e con uno stile abbastanza hippie - è no. Ma proprio questo, il bello: "Non sempre penso che quello che faccio sia profondo". È un gioco, è divertimento: "Il mio modello, quando mi vado a cimentare in quel tipo di cose lì, è sicuramente e prima di tutto Madonna: 'True blue' è stato uno dei primi album che ho comprato, sono una sua fan e quando viene in Italia vado a vederla", racconta, "il suo modo di giocare mi ha sempre affascinato tantissimo. Così come mi hanno sempre affascinato Cyndi Lauper e Kate Bush".

La prima data del tour ha avuto come ospite speciale Renato Zero, che ha raggiunto Elisa sul palco per un duetto sulle note di "Cercami": i due lo avevano già proposto in occasione del concerto di Zero all'Arena di Verona, la scorsa estate. "Un giorno mi ha scritto, via sms: 'Se vuoi vengo a ricambiarti il favore'. Per me è una cosa enorme, gli ho detto di sì e lui è venuto a Firenze". Il cantante romano, tra l'altro, il 16, il 17, il 19 e il 20 novembre sarà in scena proprio al Nelson Mandela Forum per le quattro date fiorentine del suo "Alt tour". Altri ospiti potrebbero condividere il palco con Elisa per le date di Milano e Roma - i nomi che si fanno sono quelli di Emma Marrone e Giuliano Sangiorgi.

Elisa, che a febbraio 2017 sarà in tour in Inghilterra e in Irlanda (si esibirà a Glasgow, Manchester, Dublino e Londra), dice che il suo futuro è "molto musicale": "Mi nutro di questo, sto bene così, è il mio habitat. Le altre cose sono esperienze estremamente interessanti e che mi arricchiscono molto, ma non sono il mio mondo". Dell'esperienza ad "Amici" come direttore artistico delle ultime due edizioni, quella del 2015 e quella del 2016, sembra parlarne al passato: "'Amici' mi ha dato un'opportunità enorme, è stata un'esperienza molto positiva per me: mi sono un po' messa in discussione, ho provato ad aprirmi un po' di più".

A proposito del suo pubblico, al termine dell'incontro, dice: "La cosa più importante è instaurare un certo rapporto, far circolare una certa energia, un modo di sentire che poi diventa comune, una sinergia che ci fa sentire insieme. Il lavoro è togliere tutti gli ostacoli che impediscono che questo avvenga". Ecco, se c'è un'immagine che può rappresentare il suo nuovo progetto è questa: Elisa che dal palco tende la sua mano al pubblico e il pubblico che va verso di lei, senza ostacoli.

di Mattia Marzi

"Bad habits"
"No hero"
"Catch the lights"
"Ready now"
"Stay"
"Bruciare per te"
"L'anima vola"
"Eppure sentire"
"Cercami" (in duetto con Renato Zero)
"Broken"
"Ti vorrei sollevare"
"Almeno tu nell'universo"
"Heaven out of hell"
"Luce"
"A modo tuo"
"Yashal"
"Hallelujah"
"Love me forever"
"Peter pan"
"Together"
"Rainbow"
"With the hurt"
"Gli ostacoli del cuore"
"Cure me"

Scheda artista Tour&Concerti Testi
9 set
Scopri tutte le date

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.