Malika Ayane: “Il pop impigrisce. Torno a scuola per il musical Evita” – VIDEOINTERVISTA

Malika Ayane: “Il pop impigrisce. Torno a scuola per il musical Evita” – VIDEOINTERVISTA

“Sono tornata a scuola”, dice Malika Ayane. Per la prima volta nella sua vita l’artista milanese cambia ruolo: non più autrice e interprete pop, ma protagonista del musical “Evita” dove interpreta una delle personalità più amate e controverse del Novecento. A quarant’anni esatti dal concept album da cui nacque il progetto e a venti dal film con Madonna e Antonio Banderas che gli regalò una seconda vita, il musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice incentrato sulla vita di Eva Perón torna sui palchi italiani con la regia e l’adattamento italiano di Massimo Romeo Piparo. “Quando ho pensato a lei per il ruolo di Evita” spiega il regista “ho pensato che ci volesse assolutamente una voce che ad occhi chiusi fosse riconoscibile e piena di carattere e personalità. Malika ha rilanciato con una potenza vocale e una precisione nell’intonazione da rendere davvero unica questa versione”.

Non è la prima volta che il musical ispirato alla moglie del presidente argentino Juan Domingo Perón viene rappresentato in Italia. E contrariamente a quanto affermano le locandine, non è nemmeno la prima volta che lo si ascolta nella nostra lingua, con “Don’t cry for me, Argentina” che diventa “Da ora in poi in Argentina” e “You must love me”, aggiunta per il film del 1996, che ora si intitola “Stai qui, sii mio”. Ne esiste infatti una recentissima versione in italiano con la regia di Susy Tagliapietra. Ma la presenza di Ayane come protagonista e la regia di Piparo assicurano a questa edizione una risonanza particolare. “È un’opera perfetta nel panorama del musical moderno”, afferma il regista, “che il film con Madonna ha portato fuori dalla nicchia. Se otterrà successo, la produrremo anche per l’estero, in lingua inglese”. Con Ayane? “Magari!”, dice lei.

Quale Evita mette in scena Piparo? Gli argentini, ad esempio, non riconobbero la loro Eva Duarte nel film di Alan Parker con Madonna… “È un personaggio controverso”, spiega il regista. “È il bello di Evita: era il bianco e il nero assieme. Ecco perché il valzer di Evita con Che l’ho ambientato in una scacchiera. Riscrivendo i testi in italiano sono riuscito a spiegare tantissime cose, a rendere il discorso più chiaro di quanto lo fosse nelle ineguagliabili liriche di Tim Rice”. Piparo promette una scenografia essenziale e chiara: “I palazzi sono scatole che si muovono e s’incastrano. Uso video, ma si tratta di vecchie proiezioni sgranate. È una scena quadrata, un agone, un ring su cui tutto si muove. E pioverà, come nella veglia per la morte di Evita. È una pioggia che lava o una pioggia sporca? Ecco di nuovo la splendida ambiguità di quest’opera”.

Uno dei motivi per cui Piparo ha deciso di produrre una versione italiana è Malika Ayane. “Era da tempo che volevo fare un musical”, spiega la cantante. “Pensavo a ‘Cabaret’, un giorno mi piacerebbe fare ‘New York, New York’. Mai mi sarei aspettata di partire da ‘Evita’. Quando Massimo mi ha proposto lo spettacolo ho studiato tutte le versioni di Evita. Anche quella di Madonna, che vidi al cinema in seconda media. Il primo atto lo passo trattenendo il respiro perché tutto vada bene. Il secondo richiede più concentrazione da parte dello spettatore ed è meno spettacolare, però da cantare è meraviglioso”. Una volta prese in mano le partiture, Ayane si è accorta delle difficoltà che avrebbe dovuto superare. “Webber ha fatto di tutto per mettere in crisi le interpreti. È come essere tornata a scuola. Il pop impigrisce e per recuperare un’estensione che non sono abituata a utilizzare sono andata a lezione due volte alla settimana negli ultimi tre mesi. L’altra sfida è stata uscire da me stessa, perdere gli atteggiamenti fisici e vocali su cui posso contare quando sono in difficoltà. Tolgo un po’ di me dal palco anche se”, aggiunge ridendo, “come ho imparato dalle quattro lezioni di Stanislavskij che ho preso bisogna mettere un po’ di sé nel personaggio che si interpreta. Bisogna crederci in quel momento”.

Per Malika, Evita è un personaggio dal carattere talmente forte da risultare irresistibile. “È un’altra faccia del sogno americano. È partita adolescente da un paesino sperduto e contando solo sulla sua forza è diventato un personaggio di spicco dello spettacolo e poi una leader spirituale del Paese. Interpretarla per me è come diventare la Regina Elisabetta per due ore al giorno. Per prepararmi ho studiato documenti, video, interviste. Ho capito le sue tante sfaccettature. Chi era davvero? Posso solo dire che, di fronte a quel che ha fatto, come lottare per i diritti politici delle donne, il tifo dei sostenitori e l’odio degli oppositori diventa relativo”. E chi si aspetta di vedere, fra il pubblico? I suoi fan o quelli del musical? “Chiunque vada a seguire uno spettacolo è una persona che ha cuore. E poi l’identikit del pubblico preferisco non farlo, sennò vado in ansia e non capisco più niente”.

Sul palco Ayane è affiancata da Filippo Strocchi (il narratore-contestatore Che), Enrico Bernardi (un colonnello Juan Perón dal volto umano), Tiziano Edini (il musicista Augustìn Magaldi che porta Evita a Buenos Aires), un cast di quaranta artisti, una band di dodici elementi comprendente un quartetto d’archi diretta da Emanuele Friello, e poi scene di Teresa Caruso, costumi di Cecilia Betona, coreografie di Roberto Croce. Dopo l’anteprima al Teatro Team di Bari, il musical debutterà il 9 novembre al Teatro della Luna di Assago (Milano) dove sarà replicato fino al 27, per poi spostarsi a Genova (29 novembre-4 dicembre al Politeama), Firenze (dal 6-11 dicembre al Verdi), Roma (14 dicembre-15 gennaio al Sistina) e Trieste (18-22 gennaio al Politeama Rossetti).

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