Franco Battiato, un murales dedicato a 'Povera patria': l'autore è Flavio Kampah - GUARDA

Franco Battiato, un murales dedicato a 'Povera patria': l'autore è Flavio Kampah - GUARDA

L'artista parmigiano Flavio Kampah, vero nome Flavio Campagna, è stato selezionato dal comune di Petrosino, in provincia di Trapani, come uno degli otto street artist che partecipano al concorso Art's Oasis, con il compito di decorare una parete del paesino siciliano. L'intento di Kampah era quello di omaggiare un artista contemporaneo della Sicilia e il pensiero è andato a Franco Battiato: nell'arco di una settimana, l'artista ha realizzato un murales dedicato al cantautore-filosofo e ad una canzone tratta dal suo repertorio, "Povera patria". Flavio Kampah spiega la scelta di omaggiare Battiato così:

"Stimo Battiato tantissimo non solo per la sua musica ma anche per il suo pensiero, amo di lui l’intellettuale e l’umanista, non solo il sublime musicista. Trovo in lui i tratti del genio e del Guru che avrebbero potuto portarlo a fare mille altre cose, non solo la musica, con lo stesso successo e bravura. Amo molti dei suoi brani rimasti ormai nella memoria di tutti, ma in particolare una sua canzone mi ha sempre colpito e trovato adatta per questo mio murales: 'Povera patria', una canzone amara e malinconica con forti connotazioni politiche che rappresenta perfettamente la mia idea dell’Italia degli ultimi decenni e la visione sociale che mi ha spinto ad esprimermi liberamente con i mie stencil".



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"Povera patria" fu pubblicata nel 1991 all'interno dell'album "Come un cammello in una grondaia"; il testo della canzone, scritto dal cantautore siciliano, è una vera e propria invettiva politica: nel 1991, lo ricordiamo, Antonio Di Pietro aprì alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Milano il fascicolo dell'indagine "Mani pulite" che di lì a poco avrebbe portato alla scoperta di Tangentopoli: "Povera patria, schiacciata dagli abusi del potere / di gente infame che non sa cos'è il pudore / si credono potenti e gli va bene / quello che fanno e tutto gli appartiene", recita l'incipit del brano. In un'intervista dell'epoca, Battiato spiegò:

"Se ho scritto 'Povera patria' è perché sono coinvolto. Ogni sera guardare il telegiornale è una sofferenza. [...] Quella che una volta poteva essere una caratteristica simpatica del popolo italiano, oggi diventa infame; quando ancora non c'era questa barbarie, l'italiano che pensa a se stesso era in fondo un individualista, e va bene. Oggi è insopportabile. Basta col tirare a campare: si richiedere un intervento al cittadino di solidarietà civile, non si può più restare indifferenti".





Flavio Kampah presenta la composizione dell'opera come "un gioco di specchi e di inversioni":

"La vista del murales arrivando con la macchina dal centro di Petrosino per uscire verso il mare, è a senso inverso, da destra a sinistra anziché sinistra destra e infatti la prima lettera che appare avvicinandosi è una A volutamente al contrario, l’inizio di un gioco di specchi e di inversioni che caratterizzano questa mia opera. La parola PATRIA segue la A e si trasforma in POVERA al contrario, con le due P a specchio al centro formando una sorta di logo, quasi una lettera greca, o un elemento simbolico di una misteriosa tabella empirica. Le due P sono la chiave di volta dell’intera opera, i due ritratti del Maestro ai fianchi della parete riflettono e si riflettono volti a simboleggiare le due personalità, quella ottimistica e quella pessimistica della canzone…. 'Non cambierà, non cambierà si che cambierà, vedrai che cambierà'. La figura centrale è quella di una giovane donna che guarda al future con sguardo incerto sovrapposta quasi schiacciata dal logo ufficiale della Repubblica Italiana... È lei la Repubblica Italiana, è lei la Povera Patria della canzone".


Nel corso della sua carriera, Kampah ha realizzato anche alcune opere dedicate a David Bowie, a Patti Smith e a Jim Morrison: tutte le creazioni dell'artista sono presenti sul suo sito web ufficiale.

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