James Morrison al Just Music Festival di Roma: la recensione del concerto

James Morrison al Just Music Festival di Roma: la recensione del concerto

Puntuale alle nove in punto ecco che sale sul palco delle Terrazze del Palazzo dei congressi Hein Cooper, artista australiano che ha il difficile compito di scaldare il pubblico e prepararlo a James Morrison, nella serata a lui dedicata dal Just Music Festival di Roma. E’ in compagnia della sola chitarra acustica, usa una loop station per suonare e sovrapporre frammenti musicali. La voce è armonica ma acuta, ricorda a tratti Jeff Buckley a cui sicuramente Hein si ispira. Riceve una buona risposta dal pubblico, che pur non conoscendo la maggior parte dei suoi brani tiene il tempo battendo le mani ed applaudendo la performance. Presenta prevalentemente pezzi tratti dall’album di debutto “The art of escape” ma esegue ben due cover, “I need a dollar” di Aloe Blacc e “Lotus flower” dei Radiohead; si legge nei suoi occhi che è contento di suonare a Roma in quest’occasione (occasione unica: si incontra per quest’unica data con James Morrison per poi proseguire in tour da solo) e non riesce a nascondere l’emozione di confrontarsi con così tante persone. Saluta tutti e li aspetta sotto il palco per qualche foto, qualche scambio di parole e per gli autografi.


La terrazza del palazzo dei congressi all’Eur contiene più di mille persone, Il palco si trova in cima ad una scalinata che lo rialza ed è dotato di tanti, tantissimi punti luce, soffusi. Dopo la pausa si è ormai dissolta la poca luce del giorno rimasta ed ecco che, accolto da un interminabile applauso sale sul palco James Morrison. Non è più un ragazzo - lo è stato e di belle speranze, quando fin dal suo album di debutto ricevette il consenso di critica e pubblico che gli valse il Brit Award come “Best British Male Solo Artist” –  gli anni passano per tutti ma lui si diverte ancora come un bambino. Trasmette da subito energia, scherza con il pubblico e con i suoi musicisti, giovani e di esperienza: veri professionisti per quanto riguarda la presenza scenica, la compostezza e la sincronia perfetta con la quale interpretano i brani. I musicisti suonano composti mentre James salta ed incita tutti a farlo, sfrutta ogni momento di pausa per scambiare battute in italiano con gli spettatori, si dimena. Sia quando imbraccia la chitarra che quando la appoggia a bordo palco nei momenti più soul. Sorprende il pubblico la performance di “Broken strings” in duetto con la corista che presta la voce – egregiamente- al pezzo, originariamente cantato in coppia con Nelly Furtado e contenuto in “Songs for you, truths for me”. Si diverte proprio come un bambino e, sebbene abbia avuto un’infanzia infelice, il cantautore britannico non smette di raccontare le sue emozioni di quando ad appena dieci anni si faceva forza e pensava che nonostante tutto il mondo è davvero un “Wonderful world”; James Morrison ha una voce davvero versatile, dotata di una grande estensione, potente e calda. Pensare che rischiò addirittura la vita a causa di una pertosse contratta in tenera età: questo evento non solo non lo uccise ma – a detta di lui stesso – rese alla sua voce quel timbro unico ed inconfondibile. Il suo idolo è Michael Jackson, non nega di aver passato tantissimo tempo ad ascoltare solo ed unicamente il re del pop, afferma a volte di comporre un brano pensando a come sarebbe stato immaginato ed interpretato da lui ed improvvisa sul palco alcuni dei suoi passi di danza celebri (il “Moon Walk”), cimentandosi anche in un beat box. Presenta così “Slave to the music” un inno al suo amore per la musica, per quello che rappresenta nella sua vita: ne è schiavo, ma non vuole essere liberato.


James Morrison ripercorre tutta la sua discografia lasciando giustamente spazio anche ai pezzi tratti dall’ultimo album “Higher than here”, che presenta in questo tour, a cui dà anche il nome. Dopo l’acclamatissimo singolo “Demons” ecco “Easy love” (con un mid-tempo pop/dance che tanto ricorda Justin Timberlake) e l’ultimo singolo “I need you tonight” che dal vivo – grazie alla band di supporto – risulta efficace, rendendo sicuramente molto più rispetto alla versione su disco. C’è spazio anche per il rock: è incentrata su un riff di chitarra elettrica la struttura di “Call the police” con la quale saluta il pubblico. Incitato a ritornare sul palco, eccolo nuovamente ad eseguire la title track dell’ultimo album e finalmente “You give me something”. Tutti la aspettavano, la canzone che ad appena vent’anni permise al giovane cantautore britannico di farsi conoscere e portare la propria musica in giro per il mondo.

Definire pop la musica di Morrison è decisamente riduttivo. Un’etichetta che non si gli si addice, considerata la semplicità con la quale passa dal soul più profondo e spirituale al rhythm & blues fino al rock. La semplicità di chi la musica la conosce, di chi ci è cresciuto: i genitori sono fan del soul e del blues, i suoi idoli sono - oltre al già citato Michael Jackson - Stevie Wonder e Otis Redding. Si conclude così la data del Just Music Festival di James Morrison, il quale dimostra ancora una volta che per lui gli anni non passano. Cresce in esperienza come musicista, ma l’energia non tende ad attenuarsi.

(Matteo Galdi)

 

SETLIST :

James Morrison
Under the Influence
Nothing Ever Hurt Like You
I Won't Let You Go
Stay Like This
Something Right
Wonderful World
Person I Should Have Been
Demons
Slave to the Music
Easy Love
If You Don't Wanna Love Me
Broken Strings
I Need You Tonight
Call the Police
Encore:
Undiscovered
You Give Me Something
Higher Than Here

Hein Cooper
Polar Bears
The Real
Curse My Life
The Picture
Dopamine
I Need A Dollar (Aloe Blacc)
The Fear Of Missing Out
Water
Rusty
Luna Sky
Overflow
Lotus Flower (Radiohead Cover)
The Art Of Escape

 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.