Anthony Kiedis, due o tre cose che ho letto sul frontman dei Red Hot Chili Peppers

Il cantante della band californiana nella autobiografia 'Scar Tissue' racconta fatti davvero curiosi che lo riguardano.
Anthony Kiedis, due o tre cose che ho letto sul frontman dei Red Hot Chili Peppers

Nel giugno del 2016 era girata la notizia che il frontman dei Red Hot Chili Peppers Anthony Kiedis fosse ricaduto nell’antico vizio di fare uso di sostanze alteranti. O meglio: il suo ricovero in ospedale a causa di un virus intestinale – questa la nota ufficiale - ha alimentato le solite cattive lingue sempre pronte a pensare e a dire male. Kiedis ha ignorato tutte le illazioni confessandosi puro come acqua di fonte da ormai lungo tempo. Le accuse di questi ‘haters’ trovano conforto nel rapporto di amore/odio e nelle continue ricadute nel vizio che il cantante ha avuto nella sua vita, a partire dalla verde età di dodici anni. Stando a quel che dice il diretto interessato, con l’avvento del terzo millennio la distruttiva tentazione è stata lasciata definitivamente alle spalle. Ma chi lo può dire? E poi, è davvero così importante? Kiedis nella sua autobiografia uscita nel 2004 “Scar Tissue” non ha nascosto il suo flirt (definiamolo così) con gli stupefacenti. Anzi, come molte delle storie relative a molte rockstar, la droga è forse l’aspetto principale che caratterizza le loro vite. Perché un tossicodipendente si annulla alla ricerca del suo paradiso e nulla è più importante di ciò. Lo stesso Kiedis venne addirittura cacciato dai Red Hot Chili Peppers perché diventato, a parere dei compagni, inaffidabile. Il dispiacere che ebbe quando gli venne notificata la notizia durò il tempo di pensare a come procurarsi la prossima dose. Lo racconta lui stesso nella autobiografia. La sua vita è stata piena di droga, ma non solo. Nel libro vengono raccontati anche parecchi aneddoti curiosi con una scrittura – quella di Larry Sloman – che rende l'autobiografia tra le più divertenti e briose di quante ne abbia avuto possibilità di leggere. Quindi, mi è venuta la voglia di condividere con voi alcune delle storie lì riportate.

Caricamento video in corso Link


Kiedis all’età di dodici anni lascia il natio Michigan, e la madre, per andare a vivere con il padre John Michael Kiedis di stanza a Hollywood. Cosa facesse per vivere il padre non è molto chiaro, buona parte delle sue entrate però gli derivavano dalla attività di pusher, ovvero dallo spaccio di sostanze stupefacenti. Succede che il giovane Anthony, giunto nella città degli angeli, si deve iscrivere alla scuola media ma l’istituto presente nella sua zona è parecchio malfamato e quindi parecchio sconsigliabile. Gira che ti rigira viene individuata una buona scuola ma per l’iscrizione serve che si sia residenti in quella zona. Il caso vuole che Sonny Bono risieda proprio in quella zona, abbia appena rotto la sua relazione con Cher e si sia messo insieme a Connie che aveva appena rotto con papà Kiedis. Il rapporto tra Connie e papà Kiedis era però di quelli ancora molto buoni. Connie spiegò la situazione a Sonny Bono e questi accettò di far figurare che la sua residenza fosse anche quella del giovane Anthony. Sonny finì con l'affezionarsi a Anthony e Anthony si affezionò a Sonny, che lo trattava come un figlioccio, coprendolo di regali e cercando di essere un buon esempio per lui, proprio come fosse un secondo padre.

In quel periodo quando non passava il tempo con Sonny Bono Anthony stava, come normale fosse, con il padre che, nel frattempo, nonostante la giovane età del suo erede, aveva introdotto il figlio all’uso dell’hashish e se lo portava senza alcun problema in situazioni quanto meno sconsigliate per un dodicenne. Se Alice Cooper, i Led Zeppelin o Keith Moon erano in città non mancavano di gozzovigliare – sesso, alcool, droga e altro ancora – con Kiedis senior e i suoi amici. Dice Anthony che nessuno faceva caso a lui, ma che non dimenticherà mai quando il batterista degli Who Keith Moon gli chiese: “Come va ragazzo? Ti diverti? Non dovresti essere a scuola o qualcosa del genere? Beh, comunque sono contento che tu sia qui”. Un incontro, dice la voce dei Red Hot Chili Peppers, che non ha più dimenticato.

A tredici anni, mentre ancora frequentava la casa di Sonny Bono succede che, per un motivo non specificato nel libro, Sonny e Connie non possano rientrare a casa. Allora è Cher che si rende disponibile a fare da ‘baby sitter’ a Anthony. Quella sera i due parlarono molto e di molti argomenti. Poi Cher disse: “Okay, è ora di andare a dormire. Dormiremo nello stesso letto. Questo è il tuo lato e questo è il mio”. Poi Cher andò in bagno, si preparò per la notte, tornò in camera e si infilò nel letto. Nuda. Kiedis ricorda di avere pensato: “Non è male stare sdraiato accanto a questa donna nuda”.

Caricamento video in corso Link


Anthony Kiedis, come detto, abitava a Hollywood. Hollywood è sinonimo di cinema, e l’impertinente ragazzino, grazie alle conoscenze del padre e dei suoi amici che gravitavano intorno al mondo dello spettacolo, ebbe, sempre in adolescenza, qualche piccola parte tra televisione e cinema. Tra le altre, una minuscola (una sola battuta: “Puoi passarmi il latte?”), come figlio di Sylvester Stallone in “F.I.S.T.”. Anthony ricorda che bussò alla roulotte dell’attore per fare la sua conoscenza, aprì la porta e Stallone gli chiese “Perché sei qui?” “Interpreterò suo figlio e pensavo che potremmo…”, Stallone lo interruppe subito: “No, non credo proprio…qualcuno venga qui e prenda questo ragazzino. Portatelo via”.

Caricamento video in corso Link


Prima che entrambi diventassero delle star internazionali Anthony Kiedis incontrò la musicista irlandese Sinead O’Connor. Le sembrava cazzuta quella ragazza pelata e se ne innamorò, le scrisse una accorata lettera d’amore e gliela consegnò. Un anno più tardi Sinead era diventata la voce femminile più nota del mondo, si rividero e Anthony scoprì che Sinead conservava ancora quella lettera. Iniziarono a frequentarsi. Racconta: uscivamo, ascoltavamo musica e ci baciavamo ma non mi lasciava aperta la porta. In tutti i sensi. La relazione platonica più fantastica che abbia mai vissuto. Poi l’amore progredì, e la porta si aprì. Fino a che, un giorno dovevano andare agli Academy Awards, lei lo chiamò e, di punto in bianco, aveva cambiato idea, alla cerimonia ci sarebbe andata con l'attore Daniel Day-Lewis. Trovò poi trovò un messaggio nella segreteria telefonica: “Anthony, sono Sinead. Parto da Los Angeles domani, e non voglio che tu mi chiami o passi di qui prima che io me ne sia andata. Addio.” E così finì. Una ragazza veramente strana pensò.

Caricamento video in corso Link


Flea definisce il 1997 l’anno del nulla. In quell’anno infatti i Red Hot Chili Peppers fecero un solo concerto. Anthony Kiedis quell’anno realizzò il suo vecchio progetto di fare una vacanza in India. Si prese un mese di tempo, fece qualche tappa, poi pensò bene di recarsi a Dharamsala la città dove risiede il governo tibetano in esilio, ovvero dove abita il Dalai Lama, la guida spirituale del buddismo tibetano. Il desiderio di Anthony era proprio quello di incontrare il Dalai Lama. Andò quindi al tempio del Dalai Lama si avvicinò a un monaco in un ufficio e gli disse: “Potrebbe informare il Dalai Lama che Anthony Kiedis è qui? So che avrà molto da fare, ma mi piacerebbe salutarlo”. Tutti i presenti scoppiarono a ridere. “Ma si rende conto che tutto il pianeta lo vuole incontrare? E’ tutto prenotato per i prossimi tre anni”. “Ok, lo volevo solo salutare”. Kiedis tornò allora all’albergo in cui soggiornava, venne accolto da una receptionist in evidente stato di agitazione: “Signor Kiedis hanno chiamato dall’ufficio del Dalai Lama, insistono perché lei sia lì domattina alle otto”. L’indomani di buon’ora la rockstar venne istruita dal servizio d’ordine. “Si metta lì, il Dalai Lama passerà con la sua scorta, potrebbe farle un gesto ma non si aspetti che lo faccia”, queste le frugali indicazioni. Quando arrivò il Dalai Lama seguito da un codazzo di monaci, alzò lo sguardo, vide Anthony, uscì dal protocollo, lo raggiunse sorridente, gli prese la mano e gli disse: “Anthony, benvenuto in India. Cosa ti ha ispirato a fare questo lungo viaggio fin quassù?” “Volevo vedere il paese”. Il Dalai Lama disse: “Dobbiamo fare una foto insieme.”. Anthony allora disse: “La ringrazio per avermi incontrato. Se mai ci fosse qualcosa che posso fare per aiutare la vostra causa, mi faccia sapere”. “C’è qualcosa che puoi fare. Se Adam Yauch dei Beastie Boys ti telefona per suonare a un altro festival per noi, ti prego di accettare”. “Se Adam chiama, faremo impazzire tutti.”

(Paolo Panzeri)

Caricamento video in corso Link

 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.