Ma le donne, ma le donne, ma le donne no... Perché ai concorsi partecipano così poche ragazze?

Ma le donne, ma le donne, ma le donne no... Perché ai concorsi partecipano così poche ragazze?

Si sono chiuse pochi giorni fa le iscrizioni all’edizione 2016 (la quarta) di “Genova per Voi”. “Genova per Voi” è un’iniziativa ideata da me con Gianpiero Alloisio che ha lo scopo di valorizzare il lavoro degli autori di canzoni. Totalmente gratuita l’iscrizione, totalmente gratuita la partecipazione – vitto e alloggio compresi - dei finalisti (una dozzina) a una settimana di seminari e di laboratori tenuta da autori professionisti. Il premio per chi vince è un contratto da autore, regolarmente remunerato, con Universal Music per un anno.
La vincitrice della prima edizione, Federica Abbate, è diventata nel giro di un paio d’anni l’autrice italiana più richiesta; ha firmato e pubblicato decine di canzoni, fra cui – tanto per dire – “Roma-Bangkok” di Baby K e Giusy Ferreri e “Nessun grado di separazione” di Francesca Michielin (qui un’intervista del “Fatto Quotidiano”).
Mi sto appuntando una medaglietta? Sì, ma non è questa la ragione per la quale scrivo questo articolo. Lo spunto per il quale mi è stato fornito dall’aver esaminato l’elenco degli iscritti di quest’anno a “Genova per Voi”. Sono in totale 250. Fra questi, solo 30 sono donne. 30 su 250. Sono molto poche, e mi domando perché.
La domanda, naturalmente, non riguarda tanto o soltanto la “mia” iniziativa; perché in generale, in tutti i concorsi che conosco e frequento e di cui sento parlare (con l’unica eccezione dell’anomalo Area Sanremo), la percentuale di partecipanti di sesso femminile è costantemente bassa, quando non esigua.
Sempre in generale, si riscontra un discreto numero di concorrenti donne quando si tratta di concorsi per cantanti e interpreti (tipo Area Sanremo, appunto). Quando si tratta invece di autrici o di cantautrici, per non dire quando si tratta di gruppi rock, le femmine sono sempre poche, pochissime, troppo poche.
Fra tutte le ipotetiche risposte che mi sono dato, nessuna mi convince fino in fondo.
La più semplice e banale è che, complessivamente, le donne che fanno e scrivono musica sono meno, molte meno degli uomini. Non credo che sia proprio così, ma se anche così fosse la domanda viene solo spostata al livello superiore: perché le donne che fanno e scrivono musica sono molte meno degli uomini?
La seconda possibile risposta è che le donne siano meno inclini a mettersi a confronto di quanto lo siano gli uomini. O siano meno “esibizioniste”, se mi passate la definizione grossolana. E quindi siano poco disposte a gareggiare e a competere.
La terza possibile risposta è che le donne siano dotate di autostima in misura molto minore a quella di cui sono dotati gli uomini, e quindi tendano a considerarsi meno dotate di capacità artistiche. Se è così, le donne sbagliano: ma bisognerebbe che se ne convincessero loro per prime.
Di risposte ce ne possono essere tante altre, e mi interesserebbe molto conoscerle.
Qual è la vostra?

(Franco Zanetti)

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