Neil Young: la curiosa storia di "This note's for you" video dell'anno per MTV censurato da MTV

Come un video censurato da MTV si aggiudicò il premio di video dell'anno di MTV.
Neil Young: la curiosa storia di "This note's for you" video dell'anno per MTV censurato da MTV

La narrazione della mitologia rock si alimenta in continuazione ed è fonte di aneddoti e storie che con il passare del tempo vanno inevitabilmente a sconfinare nella leggenda, come, per fare un esempio, quella del fattaccio passato agli atti come ’Mud shark’ che vide protagonisti quei ragazzacci dei Led Zeppelin. A seguire ne propongo una, decisamente meno pruriginosa, che riguarda il cantautore canadese Neil Young accaduta alla fine degli anni Ottanta.

Gli anni Ottanta sono stati per il musicista canadese il decennio più difficile e tormentato di una lunga e straordinaria carriera. Negli Eighties Young pubblica album poco compresi dalla critica e, cosa ben più importante, dal suo affezionato pubblico. Nel 1981 “Re-ac-tor” è la sua ultima uscita con la Reprise Records, sua storica etichetta, che lascerà per accasarsi alla Geffen. Nel 1982 esce “Trans”, un album di musica elettronica che spiazza tutti (in primis proprio la nuova casa discografica che avrebbe voluto un disco nello stile del cantautore e invece se ne trovò uno di tutt'altro genere). L’anno seguente “Everybody’s Rockin’” è un disco di puro rockabilly anni Cinquanta. Il rapporto con la Geffen inevitabilmente si incrina. L’etichetta accusa l’artista di avere tradito il proprio spirito musicale, mentre il musicista canadese sostiene che non si può ingabbiare la creatività di un artista.

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Nel 1985 le cose non migliorano molto, Young pubblica “Old Ways”, un album che cambia ancora direzione musicale, ora abbraccia il country con una fila di collaborazioni, anche prestigiose, da fare impallidire i titoli di coda di un lungometraggio. La pace tra artista ed etichetta discografica non giunge neppure con “Landing on Water”, del 1986, forse considerato il punto più basso della carriera discografica di Young. Con la Geffen è sempre braccio di ferro. Puntuale come un orologio svizzero, forse per chiudere il prima possibile il suo contratto, Young fa uscire un album all’anno. Così si arriva al 1987 quando viene pubblicato “Life”, l’ultimo disco targato Geffen Records che contiene la canzone “Prisoners of Rock’n’Roll”, sorta di ironico addio a David Geffen.

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Sarà del tutto casuale anzichenò, ma il riapprodo alla Reprise porta gran beneficio a Neil Young. Il girovagare tra un genere musicale e un altro, però, non può dirsi ancora terminato. Nel 1988 esce “This Note’s for You” che si giova di una sezione fiati e gravita dalle parti di soul e rhythm and blues. Il video della title track gli porterà in dote il premio Mtv Video of the year 1989. Poi, nel 1989, con i due album “Eldorado” e “Freedom” tornerà alle sonorità per lui più classiche. “Freedom” contiene la canzone manifesto “Rockin’ in the Free World” che lo riporterà saldamente sulla cresta dell’onda. Di lì a poco inizieranno gli anni Novanta e l’esplosione del grunge di cui lui, in modo sicuramente non richiesto, fu riconosciuto come uno dei padrini.

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La curiosa storia che riguarda Neil Young è legata al citato premio conferitogli il 6 novembre 1989 dall'emittente televisiva MTV in qualità di video dell’anno. E’ curiosa perchè il video di “This Note’s for You”, diretto da Julien Temple, primeggiò nella classifica di fine anno tra il pubblico del canale musicale che allora aveva soli otto anni di vita alle spalle, nonostante lo stesso canale televisivo lo avesse messo al bando - non trasmettendolo per un lungo periodo – poichè, sosteneva, menzionare prodotti commerciali nelle canzoni era contro la politica del network. Ma la vera ragione, replicò a sua difesa Neil Young stava tutta nel messaggio della canzone. Con una mossa alquanto accorta, quando MTV mise al bando il video l’entourage del cantante spedì 1500 copie della clip a tutti i canali di informazione degli Stati Uniti ottenendo una grande esposizione mediatica per la canzone ed anche per il video che la accompagnava.

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Queste sono alcune parole del testo della canzone:

“Ain’t singin’ for Pepsi
Ain’t singin’ for Coke
I don’t sing for nobody
Makes me look like a joke
This note’s for you”

All’epoca il connubio tra musica e multinazionali era – anche agli occhi del pubblico - molto meno sdoganato di quanto non lo sia ora, e la canzone di Young prendeva le parti della musica. E lo faceva anche con le immagini del video che metteva alla berlina chi invece aveva ceduto al ‘diavolo’ e gli aveva venduto la propria anima. Nella clip vi è quindi la parodia dell’incidente avuto da Michael Jackson nel 1984 che, mentre girava uno spot per la Pepsi, vide i propri capelli prendere tragicamente fuoco. Nella clip la parodia prosegue con una sosia di Whitney Houston che spegne le fiamme sul cuoio capelluto del Re del Pop versandogli sopra un bicchiere della rivale Coca Cola. Chiaramente Michael Jackson non la prese benissimo e pensò di querelare Neil Young. La cosa spinse MTV a ritirare dalla programmazione il filmato della canzone. La risposta di Young non si fece attendere, inviò una lettera al network televisivo dove, tra le altre cose, scriveva: “Cosa significa la M di MTV? Music or money?”. E definendo senza mezzi termini i loro dirigenti ‘cretini senza spina dorsale’. Ironicamente, un anno più tardi, Neil Young era sul palco degli MTV Video Music Awards a ritirare il premio per il miglior video musicale dell’anno.
E vissero tutti felici e contenti? Più o meno. Pare che l’audio della voce del cantautore durante il suo discorso di accettazione del premio fu vessato da un problema tecnico. E che non fu proprio casuale.

(Paolo Panzeri)

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