David Bowie, le sorprese della copertina di 'Blackstar': cieli stellati, morte e altre curiosità

David Bowie, le sorprese della copertina di 'Blackstar': cieli stellati, morte e altre curiosità

Nelle ultime ore, alcuni siti stranieri hanno riportato la notizia - originariamente pubblicata da Fact Magazine - secondo la quale un fan dell'iconico artista britannico avrebbe casualmente scoperto che, osservando la copertina del vinile di "Blackstar" contro la luce del Sole, la stella al centro della cover si trasformerebbe in un cielo stellato. Ma è vero? E se è vero, come è possibile?

Abbiamo fatto una prova e abbiamo scoperto che è effettivamente vero. Per vedere il cielo stellato all'interno della sagoma della stella al centro della copertina del vinile di "Blackstar" bisogna anzitutto rimuovere il disco. Dopodiché bisogna aprire la copertina in modo da avere il retrocopertina (con i titoli delle canzoni) accanto alla facciata con la sagoma della stella. Fatto questo, bisogna osservare la copertina con la sagoma della stella contro la luce del Sole: la luce "filtrerà" l'interno della copertina, sulla quale è appunto disegnato un cielo stellato, e in tal modo il cielo stellato apparirà anche all'interno della sagoma della stella. Ciò sarebbe dovuto al fatto che la parte interna della copertina apribile sarebbe composta da una carta più sottile rispetto alle altre, permettendo alle stelle di comparire quando la cover viene guardata controluce. La foto qui sotto vale più di questa lunga spiegazione:



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Curioso notare come nel videoclip del singolo "Blackstar" la luce del Sole ricopra un ruolo di primo piano (in una delle immagini poste in apertura viene mostrata un'eclisse) e come Bowie, in una scena, tenga in mano un libro con sopra disegnata una stella nera: questo libro viene osservato dal cantante contro la luce del sole (andate al minuto 4.25):





L'artwork di "Blackstar" è stato curato dall'artista Jonathan Barnbrook (classe 1966), già collaboratore di Bowie per la parte "visual" degli album "Heathen" (2002), "Reality" (2003), "The next day" (2013) e la raccolta "Nothing has changed" (2014). Barnbrook ha rilasciato alcune interviste nelle quali ha spiegato il concept della copertina di "Blackstar": l'artista, che dice di ispirarsi ai costruttivisti e di aver conosciuto Bowie nei primi anni 2000 (quando il cantante cercava un illustratore per il libro sulla carriera di sua moglie Iman), ha fatto sapere a CreativeReview e Dezeen di aver incontrato il compianto Duca Bianco a New York, di aver ascoltato insieme a lui il disco e di essersi poi confrontato direttamente con Bowie nei tre mesi successivi via e-mail o Skype. A Deezen, in particolar modo, Barnbrook ha detto:

"Ha sempre voluto proporre qualcosa di interessante, spesso infastidendo la casa discografica. Si è ricordato del valore dell'immagine sulla copertina di un disco, anche quando gli altri se ne erano dimenticati".


La copertina di "Blackstar" - sia quella del cd che quella del vinile - in un primo momento non era stata accolta positivamente dai fan di Bowie. Barnbrook, a tal proposito, ha dichiarato:

"Era un uomo che stava affrontando la sua morte. Il simbolo "Blackstar", anziché la scritta 'Black star', sta a rappresentare una sorta di oscurità, una semplicità che è la rappresentazione della musica. Un sacco di gente, quando è uscito il disco, ha detto che la copertina era una stronzata, che ci erano voluti soli 5 minuti per la progettazione. Penso ci sia stato un malinteso, per quanto riguarda la 'semplicità'. Dentro c'è l'idea della mortalità e anche l'idea di un buco nero che risucchia ogni cosa, il Big Bang, l'inizio dell'Universo, se c'è stato davvero l'inizio dell'Universo".

 

Sulla copertina non c'è l'immagine dell'artista, non c'è il titolo del disco e manca - apparentemente - anche un riferimento al cognome di Bowie. "Apparentemente" perché in realtà, se guardate attentamente le stelline poste sotto la grande stella nera, vi accorgerete che esse formano un logo con la scritta "B O W I E":


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Per Bowie - ha fatto sapere sempre Barnbrook - il futuro della scrittura e della tipografia era rappresentato da un ritorno a simboli simili ai geroglifici egizi. L'artista ha spiegato, a tal proposito:

"Lo vediamo nelle emoji, stanno diventando molto comuni tra le persone, vengono utilizzate nella comunicazione quotidiana. Arriverà il momento in cui noi utilizzeremo solo emoji per esprimere i nostri pensieri?".



L'immagine utilizzata per annunciare sui social l'uscita del singolo "Blackstar" rimanda invece alla teoria della curvatura dello spazio e delle onde gravitazionali.

Quanto alla copertina e all'artwork del vinile, Barnbrook ha infine detto:

"Per il vinile, abbiamo scelto un design incentrato sul nero. Volevo farne davvero un oggetto fisico. Ecco, questo è il motivo per cui la sagoma della stella è ritagliata e si può vedere, al suo interno, il disco fisico. Volevo dare la sensazione che contenesse qualcosa di minaccioso".



Probabilmente, con quel "qualcosa di minaccioso" Barnbrook si riferiva proprio al cielo stellato...

di Mattia Marzi

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