Europe: ‘Dagli anni ’80 a oggi ripartiamo dal buio’

Europe: ‘Dagli anni ’80 a oggi ripartiamo dal buio’
Che vi piaccia o meno, il giro di tastiere di “The final countdown” è uno dei simboli musicali degli anni ’80. Quel “padabaaaba – padabapappaaa” ha segnato le orecchie di molti adolescenti dell’epoca, nonché la carriera degli Europe. E’ inevitabile partire da lì, quando si incontra Joey Tempest per parlare del ritorno della band svedese dopo 13 anni. Lui è praticamente identico ad allora: alto, biondo, occhioni ammazzafemmine. Gli manca la permanente boccolata che esibiva al tempo (un altro segno degli anni ’80, che condivideva con Bon Jovi). “Ma noi siamo sempre stati una band hard rock, cresciuta ascoltando i Thin Lizzy e i Deep Purple. Anche quella canzone l’avevo scritta ispirandomi ad un gruppo del genere, gli U.F.O.. Certo la chitarra si sente un po’ poco, ma è la stessa cosa in ‘Jump’ dei Van Halen… Non rimpiangiamo nulla di quel periodo, anzi fu fantastico. L’unico problema era che noi eravamo una live band, e dovevamo fare tutti quei playback…”.
Non c’è traccia di “The final countdown” in “Start from the dark”. Ci sono canzoni che omaggiano l’hard rock più classico. A partire da “Hero”. “L’ho scritta dopo un incontro casuale con Phil Lynott dei Thin Lizzy, il mio idolo. Era nell’angolo di un locale, io non capivo se avevo il coraggio di stringergli la mano… Poi mi feci avanti, e lui fu gentilissimo. Quella canzone è un tributo ad una star grande anche nell’umanità”.
“Tutto è nato nel 1999”, ricorda poi Tempest, pensando alla reunion degli Europe. “Dovevamo suonare ad uno show della notte del 31 dicembre – la canzone era ‘The final countdown’, ovviamente – e sul palco ci fu un feeling incredibile. Eravamo amici dai tempi della scuola, e anche quando la band era ufficialmente sciolta ci tenevamo in contatto. Io non vivo più in Svezia da molto tempo, ma ci sentivamo spesso, magari ci mandavamo i nostri dischi solisti. Quella sera abbiamo ritrovato la gioia di far parte di una band”.
“Da lì ci siamo rimessi in pista. Il titolo, che parla di ‘partire dal buio’ allude a questo, al ricominciare. E anche al fatto che lo abbiamo registrato nel buio inverno svedese, in soli 40 giorni, facendo esattamente quello che volevamo. Non lo abbiamo detto a nessuno per non subire pressioni”, racconta Tempest. Amche se qualche notizia trapelava, come dimostra l’archivio news di Rockol… “Si, beh, qualcuno lo sapeva. L’importante è che questo è un progetto a lungo termine: niente dischi solisti, ora per noi ci sono solo gli Europe”. L’invasione europea inizia con un tour: è prevista una data il 4 novembre prossimo all’Alcatraz di Milano.
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