Matisyahu, il governo spagnolo condanna la sua esclusione dal Rototom Sunsplash

Matisyahu, il governo spagnolo condanna la sua esclusione dal Rototom Sunsplash

Il governo spagnolo ha condannato l’esclusione dell’artista ebreo Matisyahu dal Rototom Sunsplash, il suo concerto è stato annullato dopo essersi rifiutato di dichiarare pubblicamente la sua posizione sul conflitto israelo-palestinese.

Billboard riporta che il ministero degli Esteri spagnolo ha rilasciato una dichiarazione il 18 agosto nel quale si sostiene al riguardo che: "L'imposizione di una dichiarazione pubblica mette in discussione i principi di non discriminazione su cui si basano tutte le società pluraliste e diversificate".

Matthew Miller, questo il vero nome di Matisyahu, si doveva esibire il 22 agosto al Rototom Sunsplash, noto festival reggae che si tiene vicino a Valencia (Spagna), ma il movimento Boycott, Divestment and Sanctions (BDS) ha fatto pressione sugli organizzatori al fine di chiedere al cantante di fare una dichiarazione a favore dello stato palestinese. Questa dichiarazione non è stata richiesta a nessun altro artista partecipante al festival.

Sul sito ufficiale della manifestazione gli organizzatori dichiarano che: “Dopo aver ripetutamente cercato di dialogare data l'indisponibilità dell'artista a un commento, con il fine di dichiarare con chiarezza il suo pensiero sulla guerra e in particolare sul diritto del popolo palestinese ad avere un proprio Stato, ha deciso di annullare le prestazioni di Matisyahu in programma per il 22 agosto e che presto sarà annunciato il suo sostituto".

Billboard osserva come alcuni artisti abbiano offerto il loro sostegno a Matisyahu. Il cantante uruguaiano Jorge Drexler ha twittato che mentre il Rototom escludeva Matisyahu dava invece il benvenuto a Capleton noto per i suoi testi e le sue opinioni omofobiche.

Sulla sua pagina Facebook, Matisyahu ha detto che è stato messo sotto pressione per sostenere "l'agenda politica del BDS" cosa che non è disposto a fare. Ha scritto: “Sostengo la pace e la compassione per il prossimo. La mia musica parla da sola e non voglio politica nella mia musica. La musica ha il potere di trascendere l'intelletto, le idee e la politica, e può unire le persone in questo processo. Il festival insisteva affinché chiarissi le mie opinioni personali. Mi sembrava chiaro che questa pressione fosse in accordo con l'agenda politica del BDS. Onestamente, era terribile e offensivo, che come unico artista ebreo-americano nel cartellone del festival cercassero di costringermi a fare delle dichiarazioni politiche. Ad altri artisti nel programma è stato richiesto di fare dichiarazioni politiche per potersi esibire? Nessun artista merita di essere messo in una situazione del genere.”


 

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