Quello su cui Jeff Gold - praticamente uno dei cinque più grandi collezionisti di musica e memorabilia musicali di altissimo profilo che opera al mondo - ha messo le mani è un vero e proprio tesoro. Stiamo parlando di 149 incisioni di prova di Bob Dylan risalenti agli anni 1969-1970, che immortalano la nascita di diversi brani che sarebbero poi finiti negli album "Nashville skyline" (1969), "Self portrait" (1970) e "New morning" (1970).
I 149 dischi rinvenuti sono quelli che tecnicamente vengono definiti acetati, ossia veri e propri album incisi in tempo reale con una speciale macchina, che possono quindi essere immediatamente ascoltati con un giradischi. Hanno l'aspetto dei vinili, ma sono realizzati con lastre di alluminio coperte da uno strato di nitrocellulosa.
Ma quale è la storia di questo tesoro? Pare che Dylan, appunto nel 1969-1970, abbia affittato un appartamento da utilizzare come studio di registrazione nel Greenwich Village (Manhattan, New York); qui ha lavorato agli album citati poco sopra, incidendo molti acetati per rendersi conto in tempo reale della resa dei brani una volta finiti su un giradischi e ascoltati con uno stereo, in modo da perfezionarli mano a mano. Terminato il suo lavoro Dylan ha semplicemente abbandonato gli acetati nell'appartamento: la proprietaria, senza avere la minima idea del valore di questi oggetti, ha comunque avuto l'intuizione di non gettarli nella spazzatura, conservandoli in alcune scatole di cartone su cui all'epoca scrisse, a pennarello, la dicitura: "Vecchi dischi".
Gold ha ottenuto i dischi dal fratello della proprietaria dell'appartamento; la donna è deceduta piuttosto recentemente e lui ha avuto il mandato di occuparsi delle sue proprietà. Quando ha visto quelle scatole di vecchi album, ha casualmente notato l'indirizzo della Columbia Records all'interno, e ha letto qualche titolo di brano di Dylan sulle copertine, arrivando a intuire di avere - forse - qualcosa di interessante fra le mani.
A quanto riferisce Gold, gli oggetti sono in condizioni eccellenti; si tratta di acetati di dimensioni da 10 e 12 pollici e sulle custodie di ognuno sono scritti a mano i titoli e alcune annotazioni sulle canzoni (oltre che qualche disegnino, che rende il tutto ancora più intrigante)
Fra l'altro il produttore Bob Johnson - che all'epoca lavorò con Dylan - ha confermato a Gold che le scritte sulle copertine sono originali e ha riconosciuto senza problemi la propria calligrafia e quella dell'artista.
I dischi, oltre a versioni alternative di brani già noti, contengono anche mixaggi differenti, cover inedite e prove per stabilire la sequenza definitiva delle canzoni dei tre album "Nashville skyline", "Self portrait" e "New morning".
Gold ha provveduto immediatamente a digitalizzare tutto il materiale rinvenuto. Terrà la maggior parte di questo bottino, ma ha messo in vendita alcuni di questi acetati tramite il suo sito RecordMecca a prezzi tra i 1.750 e i 7.000 dollari.


