NEWS   |   Pop/Rock / 25/06/2014

Michael Jackson: è stato cinque anni fa. Cos'è successo dopo. VIDEO

Michael Jackson: è stato cinque anni fa. Cos'è successo dopo. VIDEO

Il 26 giugno 2009 è il primo giorno del mondo musicale senza Michael Jackson. Il cantante era morto il giorno precedente, nel letto della villa che aveva affittato al civico 100 della North Carolwood Drive nella zona di Holmby Hills di Los Angeles. Il suo medico personale, Conrad Murray, si era sforzato di riportarlo in vita, ma senza successo. Alle 12,22 locali dalla villa partiva una telefonata in cui si chiedeva aiuto. L'ambulanza arrivava dopo soli tre  minuti. Ma era già troppo tardi. Al Ronald Reagan UCLA Medical Center l'artista veniva dichiarato morto alle 14,26. Twitter, Wikipedia e AOL Instant Messenger, sotto il peso di decine di milioni di richieste di accesso, crollavano. TMZ e "Los Angeles Times" diventavano lentissimi. Jackson non c'era più. Era morto all'età di 50 anni per arresto cardiaco causato da una dose eccessiva di propofol. Molto probabilmente non sapremo mai se a somministrarla fu Murray, su possibile insistenza di Jackson, o lo stesso cantante, approfittando della distrazione del medico che gli era stato assegnato in vista della grande (esagerata?) serie di concerti alla 02 Arena di Londra.

La cerimonia di commemorazione si svolse il 7 luglio allo Staples Center di Los Angeles, preceduta da una funzione privata alla Hall Of Liberty del cimitero Forest Lawn. Per essere imparziali si decise di offrire i biglietti per la partecipazione almemorial dello Staples Center con una specie di lotteria. Il problema fu che presentarono domanda 1.600.000 persone. Alla fine furomno estratti 8750 nominativi, ad ognuno dei quali furono consegnati due tagliandi. L'evento fu seguito in TV da 33 milioni di telespettatori. Si esibirono Mariah Carey, Stevie Wonder, Lionel Richie, John Mayer, Jennifer Hudson, Usher e Jermaine Jackson. La sepoltura avvenne il 3 settembre. L'8 febbraio 2010 Conrad Murray veniva accusato ufficialmente di omicidio colposo.


E' stato soli cinque anni fa, ma sembra passato molto più tempo. Intanto sono morti, tra gli altri, Amy Winehouse, Steve Jobs e Whitney Houston. Nei 12 mesi che seguirono la scomparsa di Michael, nei soli USA furono vendute 8.2 milioni di copie di suoi album. Il 4 novembre 2010 la Sony, che pochi mesi prima aveva sottoscritto un accordo con la Michael Jackson Estate per estendere i diritti sul back catalogue di Jackson fino almeno al 2017, annunciò la pubblicazione di "Michael", primo album postumo dell'artista. "Michael" uscì poco prima del Natale 2010 e fu, di fatto, il primo disco con del "nuovo" materiale di Jackson da "Invincible" del 2001. Anticipato dal singolo "Hold my hand", e seguito da voci secondo le quali almeno tre brani del disco non contenevano alcuna parte vocale dell'artista, "Michael" raggiunse il primo posto in classifica in alcuni mercati ma non nei due più importanti, quello USA e quello britannico.



 

Il 27 settembre 2011 iniziava il processo contro Murray, solo imputato per la morte di Jackson. Presso la Superior Court di L.A. il giudice Michael Pastor vide sfilare decine di testimoni ed ascoltò centinaia di storie e di ricordi. Il processo, ufficialmente "People of the State of California v. Conrad Robert Murray", si concluse il 7 novembre dopo 24 sedute. Il medico fu giudicato colpevole. Pastor decise che la sentenza sarebbe stata emessa il 29 novembre e fece condurre Murray in prigione senza possibilità di cauzione. Il 29 novembre a Murray furono inflitti quattro anni di carcere. Uscirà il 28 ottobre 2013, due anni prima della fine prevista della pena, per buona condotta e anche a causa del sovraffollamento del sistema penitenziario californiano.


Nello stesso anno e nello stesso mese (novembre 2011) della conclusione del processo uscì "Immortal", album di remix di brani del King Of Pop e di fatto colonna sonora dello spettacolo  "Michael Jackson: the immortal world tour" del Cirque du Soleil. Accolto da critiche generalmente negative, "Immortal" non fu un grande successo e si spinse solo ad un modesto numero 24 nelle classifiche USA. Alla fine dello scorso marzo fu annunciata la pubblicazione di "Xscape", poi giunto sul mercato a metà maggio. "Xscape", seconda opera postuma di studio di Michael, ma anche undicesimo disco postumo (compilation comprese) pubblicato da Sony e Motown dalla scomparsa dell'artista, è una raccolta di inediti assemblati da una nutrita schiera di produttori; la versione deluxe offre i brani nella loro forma originale. L'album ha avuto un successo forse inaspettato: numero 1 in Gran Bretagna con 47.000 copie nella sola prima settimana, numero 2 negli USA con 157.000 unità mosse dopo soli 7 giorni.

Lo scorso maggio l'ultima "apparizione" di Michael: il suo ologramma è andato in scena ai Billboard Music Awards sulle note di "Slave to the rhythm". Trovata che non a tutti è piaciuta, ma che ha fatto commuovere fino alle lacrime alcuni degli spettatori che erano in sala.


 

Il futuro? Joe Strummer dei Clash avrebbe detto che è "unwritten", ma nel caso di Jackson - a quanto pare - è perfettamente "written": si cercherà di spremere il corpus di inediti, bozze, idee del compianto, come è stato fatto del resto con tanti altri, da Jimi Hendrix in poi, fino a che non rimarrà nulla o poco. Recentemente Rodney Jerkins, produttore che fu tra i più fedeli collaboratori di Jackson nell'ultima parte della sua carriera, nel corso di un'intervista all'edizione statunitense di "Rolling Stone" ha rivelato come negli archivi intestati alla star ci sia abbastanza materiale per consegnare al mercato ancora otto potenziali album di inediti. Poche settimane prima Quincy Jones, il produttore dei tempi d'oro di Michael, aveva detto: "E' una cosa che ha a che fare coi soldi. Stanno semplicemente cercando di fare un po' di soldi. E lo capisco. Avvocati, fondazione...stanno tutti correndo dietro al denaro".
 

 

 

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