Eurovision Song Contest 2014: le semifinali

Eurovision Song Contest 2014: le semifinali

Si è conclusa ieri sera a Copenhagen la fase delle semifinali dell'Eurovision Song Contest 2014. Martedì e giovedì, una combinazione di giurie di esperti e televoto ha scelto le 20 nazioni che parteciperanno alla finale di sabato, aggiungendosi a Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna (che si qualificano automaticamente in quanto contribuenti principali dell'EBU) e Danimarca (lo stato ospitante). 

 

Gli eliminati

Poche sorprese tra gli eliminati di martedì e giovedì sera. Il tenore belga Axel Hirsoux e il suo stucchevole inno per le madri non ce l'hanno fatta. Le agenzie di scommesse lo collocavano addirittura tra i primi dieci, sopravvalutando l'universalità del messaggio del suo brano e l'impatto della sua performance: senza dubbio la peggiore dell'evento.

Non è passato nemmeno il Portogallo di Suzy che, con uno dei pochi brani non in inglese, ha fatto tremare l'arena (non è un'esagerazione: la tifoseria danzante portoghese ha messo a dura prova l'infrastruttura, costruita ex novo per l'evento e, in tutta onestà, dall'aria poco stabile). Ma si direbbe che i votanti non abbiano provato lo stesso entusiasmo e il Portogallo, che tornava all'Eurovision dopo un anno d'assenza per ragioni economiche, non accederà alla finale.

 

La sorpresa di San Marino

Nessuno avrebbe puntato sulla qualificazione di San Marino alla finale: Valentina Monetta era al suo terzo tentativo consecutivo e le agenzie di scommesse, senza alcuna pietà, la davano per spacciata. E invece Valentina, con l'ennesimo cambio d'immagine e sonorità, sembra avere costruito una storia: è passata dall'essere l'interprete di una canzone scema sui social network alla donna più famosa della piccola repubblica. Il pubblico deve avere premiato la tenacia (chiamiamola pure ostinazione) e in sala stampa, dopo lo spettacolo, non si parlava d'altro. Sarà un prezioso spot per San Marino su un palcoscenico di grande importanza, ma anche il primo derby con l'Italia nella storia del concorso.

 

Le quotazioni

È ora in testa alle quotazioni Sanna Nielsen, e una sua vittoria riporterebbe l'Eurovision al di là del ponte che separa Danimarca e Svezia. Tuttavia, la cantante si esibirà nella prima metà dello show e questo, storicamente, è un grosso svantaggio. Bisogna contare che la maggior parte degli spettatori sentirà le canzoni per la prima volta sabato sera e il pubblico tende a votare dopo averne valutate diverse. Non a caso, la collocazione nella scaletta avviene con un sorteggio, ed era inequivocabile lo sconforto sui volti dei finalisti nell'estrarre il bigliettino con su scritto "first half" (ovvero la prima metà dello spettacolo).

È invece in discesa il super-favorito armeno Aram MP3 dopo un'esibizione meno convincente del previsto martedì sera. Anche lui si esibirà nella prima parte.

In ascesa, troviamo: il norvegese Carl Espen, che ha conquistato l'arena con una commovente ballata; l'inglese Molly, che porterà a casa un ottimo risultato per il Regno Unito dopo molti anni di delusioni; l'ungherese András Kállay-Saunders, che porta l'unico brano "impegnato" dell'anno (il tema è la violenza domestica) con un arrangiamento tra i più contemporanei; gli olandesi The Common Linnets, che hanno stupito con la semplicità del loro brano country e stanno andando molto bene nelle classifiche iTunes di molti paesi.

Ieri abbiamo avuto la fortuna di assistere a uno showcase di questi ultimi e si confermano la proposta alternativa più gradevole dell'evento nonché un progetto discografico dal grande potenziale. Meriterebbero di ottenere buoni risultati con le giurie di qualità.

 

Emma

 

Sabato sera sarà anche la prima volta sul palco di Emma, che resta ancora un'incognita per gli scommettitori. Chi ha visto le prove, dice che si tratterà di un'esibizione glam rock di grande potenza che certamente si farà notare in mezzo a tante ballate o brani dance. È tuttavia l'unico brano non in inglese della finale insieme a quello dei francesi Twin Twin. La vedremo nella seconda metà dello spettacolo (sedicesima su 26) e, sebbene non sarà possibile votarla dall'Italia, si spera nell'aiuto di sammarinesi e svizzeri (anche loro in finale col ticinese Sebalter).

 

I casi extra-musicali

In un momento storico così delicato, la Russia ha agito in modo molto furbo mandando le due giovanissime gemelle Tolmachevy. Hanno attirato molti fischi tra il pubblico all'annuncio della loro qualificazione alla finale, ma restano un capro espiatorio difficile: nessuno oserebbe prendersela con due ragazzine e chiedere loro un commento sulla situazione socio-politica. Sono invece arrivate domande sul tema alla cantante ucraina Mariya Yaremchuk (anche lei in finale): in passato si è dichiarata filorussa, ma in questi giorni ha preferito celarsi dietro risposte molto diplomatiche. 

 

La drag queen austriaca Conchita Wurst, invece, nonostante le critiche e le minacce di censura di Russia e Bielorussia, è sempre più forte.

E più critiche riceve, più è grande la solidarietà nei suoi confronti da parte del pubblico. Giovedì sera, è stata la grande protagonista: in arena, si levava un boato a ogni accenno del suo nome (e la regia le ha dedicato tutto lo screen time possibile), e in sala stampa, dove dà sempre prova di classe e ironia, le attenzioni erano tutte per lei. Ma non solo: all'Euroclub (la discoteca per accreditati dell'Eurovision), ieri sera si cantava il suo brano al karaoke perché, per i fan della manifestazione, costituisce già un vero classico. Da sabato, al di là del piazzamento in classifica, la prova più difficile per Conchita sarà riuscire a sopravvivere fuori dalla bolla dell'Eurovision e trasformarsi in un'artista mainstream.

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