Uno si immagina qualche canzone dei Beatles, o forse degli Eagles o, chissà mai, di Frank Sinatra. Invece la canzone che più a lungo è rimasta nella classifica USA dei singoli, la Hot 100, è (lo è appena diventata) "Radioactive" degli Imagine Dragons. E così questo gruppo pop-rock di Las Vegas ha riscritto la storia delle chart di "Billboard". La band, in Italia essenzialmente nota per il singolo "Demons", con 77 settimane del singolo "Radioactive" (inviato alle radio il 2 aprile 2012, rispedito il 29 ottobre e pubblicato solo nel maggio 2013) in Top 100 diventa l'artista che più estesamente è rimasto all'interno dei primi cento. Gli Imagine Dragons superano così il precedente record, le 76 settimane fatte segnare nel 2008/2009 da "I'm yours" di Jason Mraz.
"Radioactive" esordì in Top 100 al numero 93 a metà agosto 2012, poi scese al 98, vi fece ritorno alla fine di settembre e da allora non si è più spostata, raggiungendo il numero 3 all'inizio dello scorso agosto. La ragione del perdurante successo? La riassume bene Barry McKay, direttore della programmazione dell'emittente radiofonica WPTE Norfolk della Virginia. McKay, sentito da "Billboard", ha affermato che la canzone colpisce vari tipi di pubblico e piace perché ha un sound di "vecchio" rock mentre al contempo sembra nuovissima. "Radioactive" fa parte dell'album "Night visions" del settembre 2012. Il disco ha raggiunto il numero 2 sia nelle classifiche USA sia in quelle UK. Questi i singoli più longevi nei 55 anni di storia della Top 100 statunitense:
Settimane, titolo, artista, max posizione raggiunta, anno
77, "Radioactive," Imagine Dragons, numero 3, 2013
76, "Sail," AWOLNATION, numero 17, 2013
76, "I'm yours," Jason Mraz, 6, 2008
69, "How do I live," LeAnn Rimes, 2, 1997
68, "Party rock anthem," LMFAO featuring Lauren Bennett & GoonRock, 1, 2011
65, "Rolling in the deep," Adele, 1, 2011
65, "You were meant for me"/"Foolish games," Jewel, 2, 1997
64, "Before he cheats," Carrie Underwood, 8, 2007
62, "Ho hey," the Lumineers, 3, 2012
62, "You and me," Lifehouse, 5, 2005