Lorenzo Kruger (Nobraino) racconta 'L'ultimo dei Nobraino'. Videointervista

Lorenzo Kruger (Nobraino) racconta 'L'ultimo dei Nobraino'. Videointervista

Parlando di "L'ultimo dei Nobraino" ci si chiede se il disco sarà l'ultimo in senso cronologico o in senso assoluto; o se invece quell'"ultimo" non sia il cugino lontano dell'"Ultimo dei moicani". Quel che è certo è che si trattata del nuovo album dei Nobraino - e se sarà il conclusivo, solo il tempo potrà dircelo - e che la copertina è una trovata di Lorenzo Kruger, leader della band indie rock di Rimini che abbiamo incontrato mentre si trovava di passaggio a Milano: "Mi diverto molto a lavorare agli artwork dei Nobraino. Ho una passione per la grafica, per l'immagine bidimensionale. Ho sempre fatto fotografie e a volte mi è capitato di fare il grafico. Tutte le volte che si deve uscire con un disco aggiungo questa sfida perché credo che un album debba essere anche conducibile a un'immagine. E' come il completamento dell'opera con la ciliegina. Il titolo 'L'ultimo dei Nobraino' ha diverse chiavi di lettura e l'immagine che ho scelto rappresenta quella meno scontata. Era allo stesso tempo la più facile da rendere… ma non era la più immediata. Poteva essere inteso l'ultimo disco uscito, l'ultimo disco che faremo."


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"L'ultimo dei Nobraino" uscirà il prossimo 4 febbraio, a 2 anni da "Disco d'oro", ma a pochissimi mesi dalla fine del tour che ha portato la formazione in giro per i palchi nostrani. Buona parte dei pezzi è stata realizzata proprio "on the road": "Le canzoni le scrivo a casa, davanti al pianoforte. Ma gli arrangiamenti capita di farli alle prove e spesso durante il soundcheck del tour. Poi c'è tutto il tempo di provare in studio, ma non c'è un momento sistematico per fermarsi, scrivere e registrar. Mi metterebbe un po' di tristezza." ha spiegato lui proseguendo: "Noi siamo sempre in tour, a volte abbiamo un disco nuovo alle volte no. Vedo l'attività discografica e quella live per certi versi molto slegate e indipendenti una dall'altra. E' un po' contrario alle logiche abituali però abbiamo una visione del live così sincera…"
E sembra proprio che per i Nobraino, portare dal vivo un pezzo sia il modo migliore, se non l'unico, per saggiarne il valore e la qualità: "Tutto deve passare dal live. Poi non so se è una debolezza o cosa. Credo che un musicista si debba misurare sul palco. La sua natura è quella. La natura del menestrello rimane addosso e se non rimane allora si mette in dubbio l'esistenza stessa come musicista, non si può essere musicisti solo in studio. Per me non è possibile."

"L'ultimo dei Nobraino" è stato anticipato dal singolo "Bigamionista" che narra la storia di un camionista che lavorando "per anni sulla tratta Marsiglia - Siviglia decide di prendere moglie in entrambe le città diventando pendolare tra due famiglie. Due mogli complementari che sembrerebbero la soluzione ideale fin quando però non arriva il momento della pensione."
Tra i brani inseriti nella tracklist c'è anche "Miché", il sequel della celebre ballata di Fabrizio De André (1961): "Mi rendo conto che è un progetto ambizioso, lo avevo per le mani da un pezzo. Mi assumo il rischio. E' facile che mi sparino addosso per alto tradimento."

I Nobraino ripartiranno in tour alla fine del prossimo febbraio, con una prima data al Live Club di Trezzo sull'Adda il 28. Ma il loro impegno non sarà focalizzato solo sui concerti e gli appuntamenti dal vivo: tra i progetti per il futuro c'è anche quello di "diventare nazional-popolari. Ovvero popolari a livello nazionale."

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