NEWS   |   Pop/Rock / 10/01/2014

Newark, addio a Amiri Baraka

Newark, addio a Amiri Baraka

E' morto ieri al Beth Israel Medical Centre di Newark all'età di 79 anni Amiri Baraka, scrittore, poeta, saggista e intellettuale statunitese - all'anagrafe Everett LeRoi Jones - nonché figura centrale della controcultura americana tra gli anni Sessanta e Settanta: accanto alle attività di militante, drammaturgo - fu lui a fondare la Black Arts Repertory Theatre/School - e poeta - ruolo, questo, che lo espose a controverse (e a accuse di antisemitismo) a causa della sua opposizione alla costituzione dello Stato di Israele - Baraka nel 1963 firmò il volume "Blues people: negro music in white America", considerata ancora oggi un'opera fondamentale nello studio della storia musicale afro-americana. "Up against the wall motherfucker", verso tratto dalla sua composizione "Black people!", fu adottato dagli studenti statunitensi durante gli anni caldi della contestazione, e fu ripreso anche dai Jefferson Airplane, che lo inserirono in “We can be together” (da “Volunteers” del 1969).



In anni più recenti Baraka venne riportato all'onore delle cronache per aver sposato la teoria complottista riguardo all'11 Settembre: nello specifico, in una pubblica lettura di una sua composizione nel 2002 - "Somebody blew up America?", scritta pochi mesi prima - l'artista ventilò il silenzio-assenso dell'amministrazione Bush e di Israele negli attacchi a Washington e New York, suscitando una tale ondata di indignazione che portò il governatore dello stato del New Jersey Jim McGreevey a revocare l'onorificenza di Poeta Laureato concessagli solo poco prima. Nello stesso anno Baraka collaborò con i Roots alla stesura del brano "Something in the way of things (In town)", poi inserito nell'album "Phrenology".

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