NEWS   |   Recensioni concerti / 14/12/2013

Dargen D'Amico e Nardinocchi all'Auditorium di Roma: il report del concerto

Dargen D'Amico e Nardinocchi all'Auditorium di Roma: il report del concerto

Il "Double billing tour" di Dargen D'Amico e Andrea Nardinocchi, ieri sera 13 dicembre, ha fatto tappa a Roma; i due artisti si sono infatti esibiti presso il Teatro Studio dell'Auditorium Parco della Musica, che con i suoi 300 posti a sedere (di cui ieri sera ne erano liberi la metà) è la sala più piccola dell'Auditorium di Renzo Piano, in un doppio concerto attraverso il quale hanno proposto i rispettivi repertori davanti ad un pubblico composto per lo più da under 25. Più che di un doppio concerto, in realtà, si potrebbe parlare di un doppio set che ha visto impegnato per i primi quaranta minuti Andrea Nardinocchi e per i restanti ottanta Dargen D'Amico e i Fratelli Calafuria.

Con qualche minuto di ritardo, il "cantaproduttore" bolognese fa il suo ingresso sul palco alle 21.25 annunciato proprio da Dargen. Accompagnato dall'immancabile accoppiata loop station-Mac, Nardinocchi dà il benvenuto al pubblico con "Continua a correre" (inciso insieme allo stesso Dargen D'Amico, primo estratto dall'ultimo album in studio di quest'ultimo "Vivere aiuta a non morire") e con due brani inediti intitolati "Tutto quello che" (con un sound a metà strada tra i Daft Punk e Luca Dirisio) e "Orso polare", nella cui atmosfera sospesa, con una luce azzurra che avvolge il cantante, si verificano i primi problemi tecnici (la loop station smette praticamente di funzionare e Andrea, visibilmente agitato, sussurra al microfono: "Come avrete notato ho alcuni problemi tecnici, ma vado avanti"). Nella difficile "Non mi lascio stare", così, la voce del cantante rimane spogliata, sporca e ridotta all'essenziale; e da una parte è un pregio, perché l'aggressività con la quale Nardinocchi ha cantato il refrain del pezzo - sorretto solo dalla chitarra di Andrea Volonté - è stato uno dei momenti migliori della serata. Tutto, poi, torna a funzionare regolarmente in "Amare qualcuno" e il cantaproduttore, giocando con i tasti, riesce a costruire un tappeto di suoni sul quale la sua voce sfila sicura di sé. "Un posto per me", accolta dal pubblico - che ne riconosce le note iniziali - con un caloroso applauso, viene proposta in una nuova versione il cui finale (dopo aver sfiorato il dubstep) lascia spazio ad un loop che riproduce una sezione d'archi. Prima di lasciare spazio a Dargen D'Amico e alla sua band, infine, Andrea decide di improvvisare; lo fa prima con una versione di "Bisogno di te" nella quale il chitarrista si inserisce con grande savoir faire, poi con il medley "Thinking about you/Limit to your love" di Frank Ocean/Feist (già proposto durante il concerto che lo scorso maggio, sempre presso il Teatro Studio dell'Auditorium Parco della Musica, lo aveva visto esibirsi assieme a Giuliano Sangiorgi).

Pochi secondi dopo il termine dell'esibizione di Andrea Nardinocchi, Dargen D'Amico fa il suo ingresso sul palco. "Perdonate il mio ritardo, ma quando Renzo Piano ha progettato questa struttura ha posto i camerini degli artisti praticamente a Velletri", ha dichiarato ironicamente l'artista prima di presentare la sua band (composta dai soli Fratelli Calafuria, due cantanti e chitarristi) e di richiamare sul palco Nardinocchi per una reprise di "Continua a correre". Dargen appare sin da subito pieno di energia: sfila tra il pubblico, coinvolge con il suo carisma i circa 150 presenti, si diverte e fa divertire. Addirittura, nota tra il pubblico uno dei cantanti che hanno preso parte alle selezioni di "Area Sanremo" - di cui Dargen è stato uno dei componenti della Commissione di valutazione - e lo invita ad esibirsi a cappella (per un attimo scorrono davanti agli occhi le immagini dei provini dei "talenti incompresi" delle primissime edizioni di "X factor"). Non c'è una scaletta prestabilita e il rapper, proprio come un jukebox, esegue brani del suo repertorio che vengono richiesti direttamente dal pubblico: si passa così dalle canzoni contenute nel suo ultimo album in studio "Vivere aiuta a non morire" ("VV", "Siamo tutti uguali", "Due come noi", che campiona "Andrà tutto bene" degli 883), a quelle dei precedenti "CD'" (come "Odio volare" e "Malpensandoti") o "Di vizi di forma e virtù" (è questo il caso di "SMS alla Madonna" ma anche di "Low cash" e "Ex contadino", incisa con i Two Fingerz); ma c'è spazio anche per un paio di freestyle che lo vedono rievocare i tempi in cui si esibiva con lo pseudonimo Corvo D'Argento. Non ha paura di osare, Dargen, e lo dimostra chiaramente quando (sfidando la security) invita il pubblico ad alzarsi dalle poltrone e a circondarlo intorno al Mac, trasformando il Teatro Studio in una piccola discoteca. Nel finale, poi, richiama sul palco Andrea Nardinocchi e insieme si apprestano a chiudere lo show con una versione ironica di "Un posto per me", intitolata "Un posto per D'Amico", e con "Arrivi stai scomodo e te ne vai".

(Mattia Marzi)

SETLIST:
Andrea Nardinocchi:
"Continua a correre"
"Tutto quello che"
"Orso polare"
"Non mi lascio stare"
"Amare qualcuno"
"Un posto per me"
"Bisogno di te"
"Thinking about you/Limit to your love"

Dargen D'Amico:
"Continua a correre"
"VV"
"Siamo tutti uguali"
"Due come noi"
"A meno di te"
"L'amore a modo mio"
"Il corriere contromano"
"SMS alla Madonna"
"La cassa spinge"
"Fare casino"
(Fratelli Calafuria) "Briciole colorate"
"Adolescenza K.O."
"Ma dove vai (Veronica)"
"Low cash"
"Ex contadino"
"Odio volare"
"Malpensandoti"
"Bocciofili"
"Un posto per D'Amico" (con Andrea Nardinocchi)
"Arrivi stai scomodo e te ne vai"

Scheda artista Tour&Concerti
Testi