E' stato postato sul sito dell'edizione statunitense di Rolling Stone l'ultima intervista rilasciata da Lou Reed prima di morire: la conversazione tra il già leader dei Velvet Underground e la regista Farida Khelfa ebbe luogo a New York lo scorso 21 settembre, sul set del servizio fotografico che il cantante, autore e chitarrista tenne per l'azienda prodruttrice di cuffie Parrot.
CLICCA QUI PER L'ULTIMA INTERVISTA VIDEO A LOU REED.
Tra amare considerazioni sulla sua vita personale ("A mio padre non fregava un cazzo di me") e rivelazioni sulle sue abitudini professionali ("Ho imparato da autodidatta a suonare la chitarra, e non sono il tipo di persona che si esercita tutti i giorni, ma sono stato fortunato: per fare rock and roll basta conoscere giusto tre accordi") e commenti sulla qualità di riproduzione del formato CD ("E' orribile") Reed si è abbandonato a riflessioni di natura decisamente più filosofica: "Il suono è qualcosa di più del rumore. Ordinare il suono significa fare musica. E so come voglio che suonino le cose (...). Ho rimasterizzato di recente tutti i dischi che ho fatto per avere un margine di vantaggio sulla tecnologia. Il risultato è stato così bello che quasi mi sono messo a piangere. Perché il suono mi colpisce a livello emotivo. I suoni sono inspiegabili... C'è un suono che senti nella tua testa: sono i tuoi nervi, è il tuo sangue che scorre. E' incredibile sentirlo".