Federico Zampaglione:
parole sante

“Dedicare quest'anno il concerto del Primo Maggio alla pace mi sembra pretestuoso. La musica è un'occasione per stare tutti assieme, è inutile andare sul palco a dire delle cose che poi nella realtà non cambiano nulla. Noi ci saremo, anche se la musica contro la guerra non può fare assolutamente nulla. Ci sono conflitti che fanno audience e determinano un impazzimento generale e altri invece meno in vista, di cui nessuno parla. Su questo bisogna riflettere”.
Parole sante, assennate e serie: le ha pronunciate Federico Zampaglione dei Tiromancino, e sono riprese da tutti i quotidiani di oggi, 25 aprile. Naturalmente, le anime belle e i professionisti dell'esternazione si sono già strappati le vesti e scandalizzati; vecchi arnesi – con tutto il rispetto – come Edoardo Bennato e Enzo Jannacci hanno espresso posizioni diverse; l'organizzatore del concerto, Marco Godano, si è espresso con fine eleganza (“Se proprio gli fa schifo, potrebbe rinunciare al concerto”).
Nella piena consapevolezza del fatto che Federico Zampaglione (un musicista che non conosco personalmente, che non frequento e che, per quel che conta, non è nemmeno fra i miei preferiti) della mia solidarietà non saprà che farsene, voglio esprimergliela ugualmente, approfittando della tribuna che mi mette a disposizione Rockol (e sottolineo che qui esprimo una mia posizione del tutto personale, che non coinvolge né la testata né altri collaboratori di essa).
Trovo coraggiosa la dichiarazione di Zampaglione, che fa giustizia di tante ipocrisie e di tante strumentalizzazioni, di tanti sfruttamenti promozionali “per rifarsi l'immagine” troppo spesso messi in atto dai musicisti (e dagli attori, e dagli sportivi, e da tutto quel veliname di personaggi noti dal quale sono infestati i media). La condivido pienamente, ed esprimo, come già ho fatto in passato, la mia noia e il mio fastidio per l'utilizzo del rock e della musica in generale a scopi sociali, politici, benefici. E scrivo questa nota – chi mi conosce lo sa – senza che essa rispecchi una posizione politica (dalla politica mi tengo da sempre distantissimo); mi infastidiscono anche i goffi tentativi di Simone Baldelli, “coordinatore dei giovani di Forza Italia” (eh?), di mettere il cappello sulle parole di Federico Zampaglione. La retorica è retorica comunque, che venga da destra o da sinistra, da sopra o da sotto. E di retorica, francamente, ne abbiamo avuta abbastanza.
(Franco Zanetti)
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