Comunicato Stampa: 'Junk!', il primo disco di Capone e BungtBangt

La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a presskit@rockol.it. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.


Junk!

il primo disco di Capone e BungtBangt

Esce il 21 novembre, in tutta Italia Junk! primo lavoro discografico di Capone e BungtBangt band di percussionisti nata nel 1999 all’ombra del Vesuvio.

Il disco prodotto da ChiaraSunMusic e da RaiTrade (distribuito su licenza dalla Edel) ha come particolarità il fatto che per esso siano stati inventati (e qui vengano esclusivamente suonati) strumenti musicali ricavati da materiali di scarto: elastici, cartoni, chiavi inglesi, bidoni e rottami di varia natura, che grazie all’inventiva e all’ironia dei musicisti, abbandonano il loro status di immondizia solida urbana. “Ho iniziato, tre anni fa, la mia ricerca - spiega Capone, leader e fondatore del gruppo - partendo dal basso, dalle cose più umili che esistono, come la spazzatura (rottami e scarti di ferro, plastica e legno) o come gli oggetti d’uso comune (utensili da lavoro o da cucina) che normalmente appartengono al nostro quotidiano. Cose delle quali crediamo di sapere tutto e dalle quali non ci aspettiamo nulla più di ciò che esse sono o sono state. La piccola “grande magia” ha avuto principio da questo punto. Mi sono divertito a giocare con la materia, cercando per essa una fine diversa, un nuovo modo per portarla con noi, con i Bungt Bangt, compagna nel nostro percorso di musicisti. Adesso nasce il nostro primo disco “Junk!”, appunto, spazzatura”. Elastici di gomma (a sostituire il contrabbasso), chiavi inglesi (come uno xilofono), bastoni per le tende (che diventano marimbe), un tubo di un aspirapolvere (che suona come un flauto traverso), una coppa d’ammortizzatore (che sostituisce le campane tubolari) e poi mestoli, bottiglie, lattine, coperchi di pentole, lamine di metallo e così via, a comporre i fantastici strumenti di sezioni di un’orchestra unica al mondo. In scaletta diciotto pezzi , cantati e strumentali , che spaziano tra il tribal, il funky, la techno, il jungle e il bigbit, brani tutti inediti tranne che in un unico caso, Caravan Petrol, in omaggio al grande Renato Carosone, naturalmente riarrangiato con i particolarissimi suoni del gruppo. I testi, scritti da Capone, accolgono frammenti e frasi da varie lingue. “Junk Music”, che suggerisce il titolo all’album, è cantata in un improbabile inglese; “Uaiò” è un gioco ‘sonoro’ tra guagliò napoletano e uaiò giamaicano, avvolto in una miscellanea di lingue come lo spagnolo , l’ inglese e il napoletano, “Bungt & Bangt” usa il tormentone “naninanina”, su cui si vanno ad innestare espressioni in inglese e messaggi in giapponese, tedesco, finlndese, portoghese, spagnolo, creòl, arabo. Poi tanti brani strumentali in cui si da spazio al ritmo e alle nuove sonorità raggiunte mediante l’utilizzo di questa materia cosi inconsueta. Brani percussivi fortemente caratterizzati e unici, registrati in studio o raccolti nei tanti “live” che il gruppo ha realizzato nel periodo di attività. In tre anni Capone e Bungt Bangt ha prodotto ben tre spettacoli, e altrettante tournèe, inserito nei cartelloni di importanti festival nazionali, applaudito ospite di programmi televisivi e radiofonici. L’ultima produzione, “Bum Bum”, programmata dall’inizio del 2002 in circa trenta città italiane, è stata premiata nel mese di luglio, “per l’originalità e l’ironia” con un Premio Speciale Massimo Troisi 2002. L’esordio discografico di Capone e Bungt Bangt è accompagnato da un tour invernale in cui gli otto musicisti (con Capone suonano Vittorio Bruno, Nino Moscato, Alessandro Paradiso, Alessandro Ricci, Gianni Sorvillo, Bruno Spagna e Silvio Talamo) presentano uno spettacolo/concerto in cui si propone un transito tra differenti generi e culture musicali, attraverso un susseguirsi di varie azioni e atmosfere. Il nome del gruppo, Bungt Bangt, deriva da un’espressione onomatopeica, molto usata a Napoli, e sta ad indicare un gran frastuono, ma anche, per estensione, un momento di grande attività fisica e mentale, grande movimento e coinvolgimento, proprio quello che questi musicisti hanno dimostrato di saper dare al pubblico con la loro musica.



Prossimi appuntamenti live del gruppo saranno a dicembre il 5 al Palazzetto dello Sport di Ancona, il 7 al Teatro Masini di Faenza, l'11 a Milano ospiti di Rete A ‘Played Live concert’, il 13 all’auditorium RAI di Via Asiago a Roma, il 18 all’ Hiroshima Mon Amour di Torino; il 21 a Bologna (luogo da definire).

per informazioni: www.bungtebangt.com

Capone e BungtBangt
Junk!
Brani:

1) Intro *
2) Scatolophon
3) Uaiò °
4) Carlos *
5) Chiavi inglesi *
6) Acithouse *
7) Quartetto *
8) Junk music ^
9) Bungt ‘n’ funk
10) Pizzicatiana *
11) Caponeira
12) Caravan petrol ^
13) Tran - tran battelli *
14) Bungt & Bangt ° Bonus traks (live)
15) Tanicata *
16) Matrioska *
17) Sambala *
18) Favelas *

musiche&testi
Capone eccetto ‘Caravan Petrol’ di Nisa/Carosone
arrangiamenti
tutti gli arrangiamenti sono di Capone e Alessandro Paradiso e: ° Gigi De Rienzo ^Ercole Longobardi; * Sergio Quagliarella;

musicisti
Capone, Alessandro Paradiso, Silvio Talamo,Vittorio Bruno, Sergio Quagliarella, Gianni Sorvillo, Bruno Spagna, Nino Moscato, Alessandro Ricci, Andrea Dea, Sasà Pelliccia, Lorenzo Niego, Gigi De Rienzo.


missaggi
‘Uaiò’ e ‘Bungt & Bangt’: Gigi De Rienzo e Massimo Aluzzi ● ‘Junk music’ e ‘Caravan petrol’ : Ercole Longobardi, Capone, Alessandro Paradiso; ● Intro - Carlos -Chiavi inglesi- Acithouse- Quartetto -Pizzicatiana –Tran tran battelli –Tanicata- Matrioska - Favelas – Sambala: Diego Jacuz, Capone, Alessandro Paradiso;
registrato Hypnocampo studio, Ercolino’s e Teatro Bellini(live) ● masterizzato mistjk@mastering Francesco Fontanella

Junk!
una nota di Capone

Confrontarsi con le cose semplici alla ricerca di un linguaggio spontaneo e profondo al tempo stesso.

Comunicare un mondo trasversale, senza limiti d’età, cultura o provenienza. Questa è la scommessa di “Junk!”. Ho iniziato la mia ricerca partendo dal basso, dalle cose più umili che esistono, come la spazzatura (rottami e scarti di ferro, plastica e legno) o come gli oggetti d’uso comune (utensili da lavoro o da cucina), che normalmente appartengono al nostro quotidiano. Cose delle quali crediamo di sapere tutto e dalle quali non ci aspettiamo nulla più di ciò che esse sono o sono state. La piccola “grande magia” ha avuto principio da questo punto. Mi sono divertito a giocare con la materia, cercando per essa una fine diversa, un nuovo modo per averla compagna nel mio percorso di musicista. Ne ho ottenuto strumenti dalle sonorità “incredibili”. Un elastico su una scatola di cartone è diventato il nostro contrabbasso, un set di chiavi inglesi sono il vibrafono, una canalina elettrica è l’ottavino e con essi, tanti altri oggetti (una cazzuola, alcune bottiglie di vetro e di plastica, un tubo di un aspirapolvere, una coppa di un ammortizzatore, un bastone per le tende, un posacenere, coperchi di pentole, lamine di metallo) per i quali non esiste un corrispondente “ufficiale”. Era importante condividere questa esperienza con altri percussionisti, musicisti che avessero la capacità e soprattutto la voglia di superare ruoli, e limiti, che abitualmente ti impone lo strumento. Ho avuto il piacere e la fortuna di incontrare Alessandro Paradiso, Vittorio Bruno, Silvio Talamo, Bruno Spagna, Gianni Sorvillo, Nino Moscato, Alessandro Ricci con cui ha avuto inizio un percorso creativo trasversale e privo di pregiudizi, tale da consentire lo sviluppo di un autonomo e personale rapporto artistico con materiali tanto inconsueti. Sono nati così i BungtBangt. Ma non potevo fermarmi qui. Creare sonorità belle e inconsuete non è sufficiente per fare musica. Un disco non mostra cosa suoni, piuttosto rende intelligibile come suoni. Qui è incominciata una nuova sfida: la creazione del repertorio, con diciotto brani cantati e strumentali che vanno adesso a comporre la track list del nostro primo disco, “Junk!”, a descrivere una curva che accoglie accenti tribali, funky, techno, jungle. Tutti brani ovviamente inediti tranne che in un unico caso, Caravan Petrol, naturalmente riarrangiata con i nostri suoni, in omaggio al grande maestro, “nonno” di BungtBangt, Renato Carosone. I testi dei brani cantati, ad esclusione di Caravan Petrol, li ho scritti accogliendo frammenti e frasi da varie lingue. Junk Music (che suggerisce anche il titolo all’album) è cantata in un improbabile inglese; Uaiò è un gioco ‘sonoro’ tra guagliò napoletano e uaiò giamaicano, avvolto in una miscellanea di lingue come lo spagnolo , l’inglese e il napoletano, Bungt & Bangt usa il tormentone “naninanina”, su cui si vanno ad innestare espressioni in inglese e messaggi in giapponese, tedesco, finlandese, portoghese, spagnolo, creòl, arabo. Tutto questo perché personalmente penso che si possa arrivare veramente lontano con l’unica lingua che tutti riconoscono, quella del cuore. L’emozione sincera e senza aspettative, che provi nel momento in cui accogli un’ispirazione, quando ti abbandoni cavalcando con la voce il tuo tamburo. (Capone).



Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.