Dieci anni di Cranberries. E dal prossimo disco si cambia musica

Dieci anni di Cranberries. E dal prossimo disco si cambia musica
“Abbiamo tanti amici qui, e buoni ricordi: il concerto con Pavarotti a Modena, gli incontri nel backstage con Zucchero e Jovanotti. Fergal (Lawler, il batterista) ha anche preso casa in Toscana.
Eccoli qui i Cranberries da Limerick, Irlanda, italiani d'adozione che hanno scelto l'MTV Day, domani (14 settembre) a Bologna, per lanciare il best “Stars” e il nuovo tour mondiale che parte ufficialmente da Parigi il prossimo 16 ottobre (in Italia a metà novembre per cinque date: Milano, Firenze, Roma, Ancona e Treviso). Dolores O'Riordan Burton, frangetta nera, occhio vispo e sorrisini disarmanti, sibila a raffica il suo Irish stretto, coperta dal ronzio del condizionatore d'aria. Nessun atteggiamento da star, come sempre: le si perdona anche di non aver resistito alla tentazione di scrivere l'ennesima canzone sul post-11 settembre, uno dei due inediti (con la title track) inseriti nell'antologia di successi in uscita in questi giorni. Si intitola “New New York”: Siamo arrivati a Manhattan per un concerto, nel maggio scorso, proprio mentre i pompieri della città dichiaravano chiuse le ricerche dei dispersi a Ground Zero. Dopo lo show ci siamo fermati a parlare con alcuni fan, per capire cosa era cambiato nelle loro vite. Mi è venuto di scrivere un testo su una musica che i ragazzi della band avevano già pronta”.
Parlano tutti e quattro, esprimendo concetti semplici e omogenei: orgoglio per quanto ottenuto nei dieci anni di carriera che il greatest hits arriva puntualmente a celebrare, desiderio di continuare ma alle proprie condizioni. “La famiglia e la vita privata sono importanti: per questo anche il nuovo tour è concepito in modo da alternare due settimane di concerti a una di break. In questo modo possiamo anche pensare di prolungare l'impegno”. Cosa dobbiamo aspettarci? “Un concerto di rock and roll, punto e basta. Musica energica e genuina, con il gruppo al centro della performance. Effetti speciali e ballerine, per ora, non ci interessano. Poi si vedrà”. Ma allora perché legare l'anteprima al marchio di MTV, luogo ideale del glamour e della musica per immagini? “Fare video ci diverte, ma non è l'unica strada per il successo. Negli USA i Grateful Dead hanno conquistato un seguito enorme senza passare dalle TV musicali. E comunque non tutte le MTV sono uguali: in Italia siamo sempre stati sostenuti, in altri paesi meno”.
Qualche ricordo spiacevole, guardando indietro? “Dopo il successo dei primi due album, ai tempi di 'To the faithful departed', nel '97, ci siamo trovati davvero sotto pressione”, ricorda Dolores. “E' dura cambiare ogni sera stanza d'albergo, vivere con le valigie sempre in mano. Sono morti i miei nonni e io mi trovavo in Australia, non ricordo neanche più dove. Mi sono rivolta ad un psicologo, che mi ha consigliato di staccare per un po': i due anni di pausa che ci siamo presi sono stati davvero salutari”.
Ma ora i Cranberries si sentono pieni di energie, e anche pronti a cambiare. “Il prossimo album”, rivelano in coro, “sarà diverso: abbiamo voglia di sperimentare, di sfuggire al cliché sonoro che ci ha resi famosi”. Lo farete con o senza la Universal, chiede Rockol ricordando le parole poco lusinghiere che la O'Riordan aveva riservato alla sua etichetta durante la precedente visita italiana, al festival di Sanremo 2002 (vedi news). “Abbiamo visto un sacco di gente arrivare e altrettanta andarsene: con alcuni ci si trova bene, con altri per niente, ma queste sono le regole del gioco”, glissa evasiva Dolores (mentre la casa discografica fa sapere che il prossimo album le spetta comunque da contratto). E intanto disegna su un foglio un diavoletto con corna e tridente, a mo' di commento scherzoso sulla domanda troppo impertinente.
Dall'archivio di Rockol - raccontano Dolores e "In the end", l'album postumo
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