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Comunicato stampa: Têtes de Bois

Comunicato stampa: Têtes de Bois
La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a presskit@rockol.it. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.


Têtes de Bois - “Ferré, l'amore e la rivolta” ROMA - LUNEDÌ 8 APRILE 2002 – ORE 21.00
I TETES DE BOIS IN CONCERTO
presentazione ufficiale del disco
al TEATRO VALLE (Via del Teatro Valle 21a – 06/68803794)
Concerto in collaborazione con l' ETI- Ente Teatrale Italiano
Anteprima del concerto venerdì 5 aprile al “Sempre Aperto Teatro Garibaldi” Al Garibaldino, (in via Madonna delle Grazie n.27), Santa Maria Capua Vetere.
I Têtes de Bois, band che lavora negli spazi della quotidianità e nei luoghi di transito. Una storia fatta di strada, luoghi impropri, Berlino e Parigi, concerti sulle scale mobili, nei metrò, su un camioncino Fiat del '56, stazioni ferroviarie abbandonate, ma anche club, centri sociali, teatri e festival prestigiosi. E un grande amore: Léo Ferré, un personaggio scomodo, anarchico, un poeta, uno straordinario musicista. Lo leggono, lo suonano, lo cantano in italiano. Un disco d'amore e di rivolta, senza compromessi. Ospiti tra gli altri Nada, Francesco Di Giacomo (Banco del Mutuo Soccorso), Daniele Silvestri.

Prodotto da La mémoire et la mer, distribuito in Italia da il Manifesto (edicole, negozi di dischi, nelle librerie in particolare la catena Feltrinelli), distribuito all'estero da Harmonia Mundi. Con la collaborazione di Panama (etichetta di Daniele Silvestri ed Enzo Miceli).

E' in uscita nelle edicole, librerie e negozi di dischi dall'inizio di APRILE 2002 il nuovo album dei Têtes de Bois.

Il cd, dal titolo “Ferré, l'amore e la rivolta”, è un omaggio alla figura geniale di questo musicista-poeta francese, Léo Ferré, scomodo, sensibile, anarchico. I brani, la maggior parte cantati in italiano (con alcune traduzioni appositamente elaborate per l'occasione) vengono proposti in modo originale, a volte stravolti, passionalmente reinterpretati. Il disco vede alcune importanti collaborazioni di artisti che i Têtes de Bois hanno incrociato in questi anni nei non-luoghi poetici della quotidianità, tra gli altri: Daniele Silvestri (Premio della Critica all'ultimo Festival di Sanremo) in un duetto agro-dolce con Andrea Satta, leader della formazione che in un altro brano canta con Nada, una poesia interpretata da Francesco Di Giacomo (voce indimenticabile del Banco del Mutuo Soccorso), e la partecipazione al sax di Antonio Marangolo (arrangiatore di alcuni tra i brani di maggior successo di Paolo Conte).


· Prodotto da La mémoire et la mer (etichetta discografica della famiglia Ferré)
· Distribuito in Italia da il Manifesto (edicole, negozi di dischi, nelle librerie in particolare la catena Feltrinelli)
· Distribuito in Francia, Canada, Spagna, Germania, Giappone da Harmonia Mundi
Con la collaborazione di Panama (etichetta di Daniele Silvestri ed Enzo Miceli)
Têtes de Bois
Bio

I Têtes de Bois sono una band molto speciale, un sestetto composto di voce, tromba, contrabbasso, piano e fisarmonica, chitarra, set percussivo.

Una storia fatta di strade e svincoli, di luoghi impropri, di Berlino e di Parigi, di concerti sulle scale mobili nei sotterranei dei metrò, di camioncino Fiat 615 NI del 1956, di fabbriche abbandonate, d'interventi estemporanei sui tram, nelle stazioni ferroviarie, ma anche di club, centri sociali, teatri e festival prestigiosi. Têtes de Bois nasce nel 1992, esattamente il 15 febbraio con un concerto su un vecchio camioncino del 1956, acquistato da un rigattiere e diventato palco ambulante, in Piazza Campo de' Fiori, sotto la statua di Giordano Bruno. Suonavano e cantavano le canzoni di Ferré e Brassens, le poesie musicali di Baudelaire. Da allora i Têtes de Bois hanno sostenuto circa quattrocento esibizioni: da quelle stradali ambulanti sul loro vecchio camion, ai club, dai festival come Arezzo Wave '95, al Festival di Recanati ('94, '95, '96), al Premio Tenco '98, Ferrara Buskers '96, Festival Léo Ferré ('97, '99, 2001), World Food Day Concert della Fao ('97), Festival Nazionale dell'Unità. Hanno frequentato trasmissioni televisive e radiofoniche estremamente popolari sulle principali emittenti nazionali, ma tutto sempre con la loro musica, i loro suoni. Un posto a parte meritano gli appuntamenti speciali dei Têtes de Bois: i concerti muti allo zoo nella vasca delle otarie ('99), con cuffie stereo per gli spettatori, concerti sulle biciclette, concerti estemporanei sulle scale mobili nelle stazioni metro di Roma ('95), la settimana di eventi straordinari di “Sotto il Cielo di Roma e Berlino” ('96, '97), realizzata con i Comuni di Roma e di Berlino nei tunnel delle metropolitane e nelle stazioni FS, “Ferrovia dell'Allume” (2000) all'interno di Per Antiche Vie un progetto nazionale curato nel Lazio dal Teatro di Roma. I Têtes de Bois dirigono dal 1997 un Festival internazionale dedicato all'arte su strada giunto alla sua sesta edizione (con ogni anno circa trecento artisti provenienti da vari paesi europei con danza, musica, teatro, arti visive): “Stradarolo”. Fanno parte di Tuscania Teatro, Residenza artistica multidisciplinare, della quale curano la direzione artistica per quanto riguarda la parte musicale. Attualmente hanno partecipato alla stesura del programma Vittoria Musica al Teatro Vittoria (Roma). Inoltre sono tra i fondatori del Comitato Apollo 11 per la realizzazione di un cinema/laboratorio multietnico all'Esquilino. Sono inoltre autori di colonne sonore per film, ultima delle quali realizzata per Fandango e trasmessa dal canale ARTE' in tutta Europa (primavera 2000). Partecipano dal 1998 al progetto europeo Polymachina che coinvolge artisti, strutture e centri di produzione di vari paesi: Francia, Belgio, Olanda e Italia. Un progetto su suoni e sonorità provenienti dalle macchine, dagli ingranaggi, dai percorsi meccanici ed elettronici. Tra rumori meccanici registrati, campionati, manipolati, e strumenti acustici, tromba, contrabbasso, chitarra, piano, tra frasi ipnotiche e riflessi poetici è nato lo spettacolo teatral-musicale dei Têtes de Bois: “Buongiorno Arturo” che ha debuttato al Teatro Valle di Roma in una rassegna organizzata dall'ETI ('99). Due sono i dischi incisi dai Têtes de Bois:.


· “Anche se non fosse amore” (1994), quasi interamente di canzoni di autori francesi quali Ferré e Brassens;
· “Pezzi di Ricambio” (1997), costituito da brani originali in italiano uscito con la EMI.
Dopo il successo ottenuto a Parigi all'Istituto Italiano di Cultura il 21 giugno 2001 invitati ufficialmente per la Festa Europea della Musica, i Têtes de Bois sono in uscita con un progetto musicale speciale su Léo Ferré. Il cd dal titolo “Ferré, l'amore e la rivolta” uscirà all'inizio di aprile 2002 prodotto da La mémoire et la mer, distribuito dal Manifesto nelle edicole, nei negozi di dischi e nelle librerie in Italia e da Harmonia Mundi in Francia ed in altri paesi. Inoltre è in fase di lavorazione il loro secondo album di brani originali in italiano. I Têtes de Bois sono: Andrea Satta – voce, Carlo Amato – basso, Luca De Carlo – tromba, Angelo Pelini – pianoforte, Maurizio Pizzardi – chitarra Fabio Lauteri – comunicazione; Raniero Terribili – architetture sonore
ANDREA SATTA sul progetto FERRE' – L'AMORE E LA RIVOLTA

Siamo innamorati di Leo Ferré, da anni.

Ascoltare, immaginare. Un pomeriggio di primavera andammo, come tante altre volte, a trovare Maria Ferrè a Castellina in Chianti, parlammo di politica, di vino, di lavoro e della nostra voglia di fare un disco su Léo tradotto in italiano, riscritto nelle partiture e interpretato oggi, secondo noi. Ne uscimmo con otto raccolte di poesie e spartiti e la proposta di realizzare questo disco per loro, per La Memoire et la Mer. La felicità! Se c'è un modo per vederla, camminava sulla nostra faccia! Per mesi abbiamo ascoltato e poi suonato tutto quello che Ferré ha scritto, alla fine abbiamo scelto un pò di canzoni ci abbiamo messo su i nostri suoni metropolitani e il violino dei musicisti di strada registrati un'estate a Parigi in metro (Saint-Germain-des-Prés). Con gli arrangiamenti abbiamo vissuto ogni sfumatura del lavoro musicale di Léo, ed è stato bellissimo cercare. Angelo scelse Ostenda, La porta, Col tempo, Il tuo stile, Gli anarchici; Carlo Saint-Germain-des-Prés, L'albatros, Vingt ans; Maurizio si dedicò alla Luna, alla Marge, agli Stranieri. Poi tutti insieme a lavorare. Daniele Silvestri ha ispirato Non si può essere seri, Jolie môme è venuta per gioco. Il battello ubriaco la scrivemmo con Maurizio, d'inverno a casa mia, davanti al camino, c'era anche Luca, sembra finto ma è così. Non è di Léo come dire ci abbiamo provato pure noi…il testo lo so a memoria dal liceo sta nella mia antologia Itinerari a pag 481 e forse non è proprio così come lo ricordo… I suoni e la musica…e i versi? Intanto Giuseppe Gennari, il professore pazzo, dolcissimo, geniale, ci cantiamo Ferré in interurbana da anni…abbiamo potuto avvalerci dei lavori di Medail e Armellini, delle chiacchierate con Macario e con tanti altri… E quello che non abbiamo tradotto? Sarebbe facile rispondere non era possibile…io dico non ne siamo stati capaci…tutto si può rendere in italiano…basta riuscirci…certo non è facile restituire cantabilità a Les étrangers, ma ci proveremo…certo! L'albatros: uno dei più grandi poeti italiani Gianni D'Elia mi ha fatto dono di una sua bellissima versione, io l'ho persa, ehm…colpa della tecnologia che non so gestire e dei file che spariscono nel cielo telematico…Gianni era bellissima!…Come è andata via…tornerà!…Un abbraccio… Poi la segreteria telefonica, un saluto dall'Italia ad un treno in corsa, un segno di simpatia per un autore straordinario da artisti che amiamo, una lettera d'amore e di rivolta di pochi secondi con la leggerezza di un gioco, i suoi vecchi amici italiani e gli artisti che lo hanno conosciuto, nuove generazioni che si incrociano. Non si può essere seri a 17 anni …e dopo? È stato divertente cantare con Daniele, iniziare a dirglielo in musica e aspettare la sua risposta… così come essere la risposta a Nada lunatica e scalza nella Luna e aspettare la sua carezza di ninna nanna. Il tuo stile per me Léo l'ha scritta per Francesco! Io me lo sento anche di notte che mi insegue Antonio Marangolo col sassofono e mi immagino Rodolfo Maltese che dorme vestito con la chitarra blu a tracolla e Giovanni Lo Cascio appoggiato sulle percussioni ad ascoltare il violoncello di un nuovo amico…Per noi Têtes de Bois, prima di un nuovo disco, questo cd con le canzoni di Léo Ferré, che sentiamo altrettanto nostre, solo che Léo era così bravo a scriverle e a cantarle! Straordinarie…per sempre… .

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