Maximo Park, ‘The national health’: ‘Torniamo più forti ed energici che mai’

Maximo Park, ‘The national health’: ‘Torniamo più forti ed energici che mai’

A tre anni da “Quicken the heart”, tornano sulle scene musicali i Maximo Park con un nuovo lavoro. “The national health”. Il gruppo originario di Newcastle ha rinnovato il proprio spirito e le energie, pubblicando un lavoro: “positivo e forte, non mi stancherò mai di ripeterlo. Di questi tre anni tra l’ultimo disco e il nuovo album, uno lo abbiamo trascorso passato in tour. Era necessario per noi come band e come musicisti spezzare la routine studio-disco-tour. Quando hai la fortuna di aver potuto trasformare una tua grande passione in lavoro, devi far di tutto per alimentare ed accrescere questo amore. Avevamo bisogno di una boccata d’aria, di confrontarci con altre esperienze artistiche per ritrovarci a scrivere questo disco, di cui sono molto fiero”, ci racconta Paul Smith, voce e leader del gruppo.
Raggiungiamo Paul per una chiacchierata sul nuovo disco e sul tour, che vedrà i Maximo Park anche in Italia: la band si esibirà il prossimo 15 ottobre ai Magazzini Generali di Milano. “Nel nostro paese la ‘National health’ è ciò con cui la gente è solita indicare il servizio sanitario. Era divertente, ironico, secondo noi usare questa definizione al di fuori dal suo contesto. La ‘salute’ di cui parliamo in questo disco è riferita alla nostra Nazione in primis. Oggi, l’Inghilterra non sta affatto bene, come tanti altri Paesi europei, schiacciata dai problemi economici. Ovviamente tutto ciò si riflette sugli individui, sulla società. Questo disco pone tante domande, come oggi le persone pongono quesiti a se stessi sulla propria condizione. La title track di questo album ben rappresenta lo stato comune attuale: frustrazione e smarrimento. E’ un lavoro ricco di empatia e di desiderio di condivisione: insieme possiamo riprendere il controllo, cambiare le nostre vite”, racconta il cantante. “Il disco arriva dopo un periodo di riflessione e di riorganizzazione del lavoro con la band. Durante la nostra pausa ho pubblicato un disco solista, mi sono preso il mio tempo per andare in giro in tour e capire cosa funzionava e cosa di no di questo concepì. Tornare in studio con i ragazzi ha richiesto una nuova organizzazione tecnica, non è facile lavorare insieme dopo una pausa, soprattutto ritrovare lo stesso metodo di anni fa. Ne abbiamo parlato molto, discutendo in particolar modo sulla linea musicale da dare al disco e su come avremmo organizzato il tutto. Torniamo quindi rafforzati, come band, con un equilibrio ristabilito e saldo. ‘The national health’ è un disco per cui siamo davvero molto eccitati, è molto dinamico: si parte da brani lenti per poi passare a pezzi ritmati e veloci, da canzoni suonate al piano alla dance, al punk. Se anche questa volta piacciamo ai fan, è un miracolo”, scherza Paul.
“The national health” è stato prodotto da Gil Norton, già al lavoro con Pixies, Foo Fighters e Patti Smith, chiediamo all’artista di raccontarci com’è andata in studio: “Solitamente, durante il processo compositivo non improvvisiamo praticamente mai insieme, ma preferiamo lavorare sulle idee di ciascuno. Ad esempio il brano ‘The national health’ è un collage di spunti provenienti da ciascun membro della band. Di solito scrivo io la struttura base dei pezzi con la chitarra oppure Lukas traccia gli accordi al piano, poi tutti insieme costruiamo le linee melodiche. Ci sediamo in studio e scriviamo insieme le parti. Ognuno ha un suo ruolo ma alla fine la canzone è stata composta da tutti, abbiamo contribuito ad assemblarla insieme. In un secondo momento incontriamo il produttore e discutiamo su come debba suonare il disco. Lavorare con Gil è stato entusiasmante: non solo è un professionista ma anche una persona eccezionale. Quando collabori con qualcuno con cui sei affine, ti metti completamente nelle sue mani. Ed è stato così. Sicuramente Gil ha contribuito a rendere più rock i suoni del nostro disco. Ha capito perfettamente quali fossero le nostre necessità ed è stato davvero facile confrontarsi con lui”, prosegue Smith.
Il primo singolo estratto dal disco è ‘Write this down’: “Abbiamo scelto proprio questo pezzo perché suona molto ‘Maximo Park’. Appena lo ascolti lo associ a noi, perché ha tutti gli elementi che caratterizzano il nostro sound. Dopo tre anni abbiamo pensato di ripresentarci alle persone con una canzone tipicamente nostra: aggressiva ma velatamente pop. E’ un pezzo equilibrato, ognuno ha una parte che è uguale e complementare a quella degli altri. Per noi è una cosa importantissima, ciascuno di noi ha il suo spazio. Ciò che non è usuale, invece, è una prefazione dell’album: non l’abbiamo mai fatto, è stato un esperimento. Dopo tre album dei Maximo Park te ne aspetti un altro esattamente uguale, no? Abbiamo voluto sorprendere le persone con un brano che introduce all’ascolto del disco, che ne narra l’energia e forza. Ci sembrava il modo migliore per rispondere anche alla domanda su cosa ci si deve aspettare dal nostro ritorno. Di solito poi, si è sempre indecisi su quale possa essere l’inizio ottimale di un disco, quale sia il brano più adatto per dare il via alla tracklist. In questo caso era importante far comprendere a chi ascolta cosa significa per noi questo nuovo lavoro”, aggiunge il musicista. Paul e soci saranno in Italia ad ottobre, chiediamo a Smith cosa potremmo vedere sul palco:”Tanta energia e tanta forza ritrovata, so che mi ripeto ma è così. Diamo tutto ciò che abbiamo sul palco, non siamo cambiati. Siamo molto passionali ed io, in prima persona, cerco di coinvolgere al massimo il pubblico. Il concerto si baserà su una selezione di pezzi nuovi e ‘classici’ del nostro repertorio, desideriamo che la gente canti ma vogliamo anche presentare i brani di ‘The national health”, di cui siamo davvero fieri. Speriamo sia uno spettacolo gradito. Per quanto riguarda i nostri progetti futuri, per ora portiamo in giro questo disco e vediamo che riscontro ha. Di sicuro ci piacerebbe buttare giù qualche altro pezzo prima di partire per le date in Australia. Vedremo che succede, le cose sono in continua evoluzione”, conclude Paul Smith.

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