Concerti, Rock in Idrho: il commento della giornata

A leggere la scaletta del festival, con due palchi (un Main Stage e un Second Stage) e sei band che si passano il testimone con tempistiche strettissime, la paura poteva essere quella di diventare vittime dal caos totale, fattore che avrebbe potuto rendere il Rock In Idrho - una delle rassegne estive più importanti in Italia - una manifestazione dispersiva. Quello a cui abbiamo assistito al Carroponte di Sesto San Giovanni (Mi), invece, è stato in tutto e per tutto un festival musicale riuscito bene. La location si è prestata perfettamente a contenere le persone accorse per vedere dal vivo band come Hives e Offspring, gruppi di grande fama internazionale ma con stili molto diversi e fan che in un altro contesto forse avrebbero un po’ cozzato tra di loro: da una parte i poser pettinati con il cravattino e la camicia, dall’altra i pop-punk con la cresta e i capelli verdi. Lo spazio offerto dal Carroponte ha reso, invece, tutto una grande gita fuori porta: prati, alberi (pochi) sotto i quali godere di un po’ di ombra, servizi più che accessibili, stand per bere e mangiare con proposte culinarie anche diverse dal solito, addetti alla sicurezza precisi e preparati, bancarelle e tante facce giovani e divertite.

I palchi sono stati allestiti uno vicino all’altro e alle ore 18.30 puntuali i La Dispute hanno dato il via alle danze. La band del Michigan, all’attivo da 2004 è formata da cinque giovani musicisti che sull’attacco della prima canzone cominciano a saltellare sul palco, scaldano gli animi dei primi fan accorsi alla buon'ora sotto le assi del Second Stage. La band trascina gli ascoltatori e coinvolge il pubblico con brani di repertorio e con canzoni più recenti tratte dal loro ultimo Ep “Conversations” pubblicato lo scorso aprile. Il breve live termina e il pubblico si sposta, ordinatamente quanto velocemente, sotto il Main Stage dove da lì a poco faranno capolino i Billy Talent. Il gruppo canadese, senza troppi fronzoli, prende posto e già dalla prima nota raccoglie gli applausi del pubblico. Che siano successi passati o canzoni più recenti come la nuovissima “Viking death march”, la folla canta e si dimena seguendo per filo e per segno tutte le sfumature della voce del leader del gruppo Ben Kowalewicz. La tripletta di singoli storici come “Devil on my shoulder”, “Fallen leaves” e “Red flag” chiude lo show dei Billy Talent che salutano e spariscono dietro le quinte tra gli applausi.

In molti rimangono sotto il Main Stage: da lì a poco saliranno gli Hives, e i fan arrivati per primi non vogliono concedere centimetri a nessuno. I più curiosi girano i tacchi e si dirigono, birra alla mano, da dove erano arrivati, ovvero dal Second Stage. Sul palco spuntano gli Hot Water Music: il loro è un live pieno e ben fatto, le canzoni, anche se non famosissime e conosciute da pochi (almeno a Sesto San Giovanni…), catturano fin da subito chiunque grazie a melodie pop-rock ben eseguite. Anche la band sul palco sembra funzionare: i due chitarristi e cantanti Chuck Ragan e Chris Wollard - che nel backstage abbiamo avuto il piacere di intervistare - sono precisi e professionali senza dimenticarsi di coinvolgere la platea.

Terminato il live degli Hot Water Music, alle 19.30 in punto gli Hives salgono sul Main Stage. Il pubblico esplode in un fragoroso applauso come se fino a quel momento fosse addormentato (avrebbe dovuto scaldarsi al Second Stage anziché stare pietrificato sotto le assi del palco centrale). Il concerto prende il largo grazie a brani come “Walk idiot walk”, “Main offender” e alla recente "Go right ahead”: “Quando salgo sul palco mi trasformo totalmente. E’ come se uno spirito si impossessasse di me facendomi fare cose assurde”, è con queste parole che poche settimane fa Howlin' Pelle Almqvist ha raccontato a Rockol di come cambia quando va in scena, e questa sera, al Rock In Idrho, il frontman degli Hives non si è per nulla smentito e ha calcato il palcoscenico come se sotto i riflettori ci fosse nato. Il live della band svedese si chiude in un’ora esatta, lasciando il gran finale ad una delle loro hit più famose, la gettonata "Tick tick boom”.

La palla ripassa al Second Stage, ma questa volta la folla è aumentata e non sta nella pelle pensando che tra poco, sul palco grande, quindi dall’altra parte, suoneranno gli Offspring. Le assi del secondo palco tremano quando a calcarle sono i Lagwagon band punk-rock originaria della California che ha pubblicato nel 2008 l’ultima raccolta di inediti, l’Ep “I think my older brother used to listen to Lagwagon”. Per il concerto la formazione capitanata da Joey Cape ha lasciato perdere le ultime canzoni e ha optato per brani più storici come, tra le altre, “Island of shame”, “Violins” e “Kids don’t like to share”. Finito il live la band lascia il palco tra gli applausi e le urla dei pochi rimasti sotto il Second Stage. La folla si è ufficialmente concentrata tutta sotto il palco grande, e tra poco sarà la volta di Dexter Holland e soci.
Passa una mezz’ora buona e gli Offspring irrompono sul Main Stage attaccando con “Gonna go far kid” per poi proseguire con una hit dopo l’altra: “Get a job”, “Want you bad”, “Pretty fly (for a white guy)” e “The kids are not all right” incendiano letteralmente la folla che balla, suda, salta e canta alzando le mani al cielo.

Il concerto degli Offspring si conclude con due pezzi di metà degli anni Novanta, “Head around you” e “Self esteem”. Il pubblico si ricompone ma è ancora tutto eccitato. La gente intorno ride e continua a mimare un dolce pogo che accompagna i più stanchi all’uscita. Non sono nemmeno le 24.00, il primo appuntamento del Rock In Idrho 2012 si è appena concluso: di gente forse poteva essercene di più, ma quelli che hanno varcato la soglia del Carroponte hanno di certo passato una serata indimenticabile sia per l’atmosfera sia per i bravi artisti che hanno giocato a ping pong con i fan da un palco all’altro.

(d.c.)

Rockol ha seguito Rock In Idrho in diretta (leggila qui)

 

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