Successo e qualche delusione per il megaconcerto di Washington D.C.

Successo e qualche delusione per il megaconcerto di Washington D.C.

Più di 46.

000 biglietti venduti e circa due milioni di dollari incassati: è il bilancio del concerto benefico “United we stand: what more can I give?”, tenutosi ieri al RFK Stadium di Washington D.C., meno di 24 ore dopo il megaevento del Madison Square Garden. Nonostante il successo e la notevole cifra raccolta in favore delle famiglie delle vittime degli attentati dell’11 settembre, la maratona musicale di otto ore guidata da Michael Jackson non è risultata all’altezza della kermesse newyorkese. Oltre alla delusione per la mancata partecipazione di personaggi di primo piano – Mick Jagger in primis (vedi news) - il pubblico del concerto ha sofferto di tempi di attesa troppo lunghi fra una performance e l’altra, ma non sono mancati i momenti coinvolgenti. I Backstreet Boys, in apertura, hanno subito giocato la carta del patriottismo con un’apprezzata versione dell’inno nazionale statunitense e l’orgoglio nazionale ha dominato l’intera manifestazione: Michael Jackson, apparso in buona forma, ha cantato su un piccolo podio sopra il pubblico avvolto in una bandiera a stelle e strisce, l’inossidabile James Brown ha scatenato i cori dell’audience con “God bless America” e Steven Tyler degli Aerosmith ha sfoggiato un cappotto con i colori del vessillo statunitense. Le sorprese sono arrivate da Pink, che ha ripreso “Me and Bobby McGee”, storico cavallo di battaglia di Janis Joplin e dal nostalgico duo Bette Midler – Carole King. Ovazioni anche per P. Diddy, che ha trascinato la folla da consumato performer con “We will rock you” e “Born in the U.S.A.”.

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