Il ritorno dei Cranberries:
'Siamo diventati più saggi e maturi'

Il ritorno dei Cranberries: 'Siamo diventati più saggi e maturi'
Il successo può anche essere una brutta bestia. Almeno, così sembra pensarla Dolores O'Riordan, la cantante dei Cranberries, nonostante i milioni di copie vendute e l'ammirazione di legioni di fans in tutto il mondo. “Facciamo un bel lavoro, abbiamo una bella carriera: ma la vita non si riduce a questo, non bisogna farsi ossessionare. All'inizio ci siamo fatti prendere un po' troppo, cercavamo di piacere a tutti, di tenere fede alle attese”, spiega Dolores. Adesso però i Cranberries sono più consapevoli delle trappole del mondo dello spettacolo e conoscono meglio i propri mezzi espressivi. Il nuovo album “Wake up and smell the coffee”, in uscita il 12 ottobre, è frutto di questa raggiunta maturità: “Ad esempio, non avrei mai potuto scrivere “Never grow old” (il pezzo che apre il CD) a 18 o 19 anni. Il primo disco era composto quasi completamente di canzoni d'amore da teenager insicura con il cuore spezzato. I brani di oggi sono più profondi, più maturi e più saggi, non trattano solo di relazioni sentimentali”. Curiosamente il lavoro segna anche un ritorno al passato, visto che è prodotto da Stephen Street, responsabile dei suoni delle prime uscite della band (“Everybody else is doing it, so why can't we?” e “No need to argue”). “Ci sembrava il momento buono per collaborare ancora con Stephen”, afferma la cantante. “Il gruppo è insieme da dieci/undici anni, così abbiamo pensato di tornare al punto di partenza e vedere se le cose funzionassero ancora. Nel frattempo, siamo tutti cambiati: io e i ragazzi siamo più vecchi e lo stesso vale per Stephen, che ora ha molta più esperienza. Quindi è stato interessante ritrovarsi di nuovo insieme in studio”. Durante la lavorazione dell'album, Dolores ha partorito Molly, la sua seconda figlia, ma l'evento non le ha causato problemi particolari: “La seconda metà del disco è stata registrata mentre stavo allattando, e passavo direttamente dalle poppate al microfono dello studio. E' stata una bella esperienza”. L'idea di base delle registrazioni è stata quella di mantenere, per quanto possibile, un marcato 'live feel', per volere sia di Street che della band. “L'ultimo pezzo del disco, “Chocolate brown”, è stato registrato in modo del tutto nuovo per noi”, racconta Dolores. “La session era fissata per un venerdì, il giorno in cui di solito facciamo le parti strumentali. Quindi la sera prima sono andata al pub a bere, sicura che non avrei dovuto cantare il giorno dopo. Invece Stephen ci ha messo tutti in sala, ha piazzato qualche microfono e abbiamo registrato dal vivo. Io non volevo farlo, non pensavo di essere in grado di cantare con i postumi della bevuta: ma Stephen mi ha convinta, e il risultato è davvero fresco ed energico. Ci sono in giro tante superproduzioni, cantanti che non sanno cantare davvero ma puntano su un bel fisico e grandi tette: beh, quella è una canzone vera, non è costruita, non puoi cantarla se non sei capace. E' come una boccata di aria fresca”.
Il resoconto completo della chiacchierata con Dolores O'Riordan sarà on line lunedì prossimo nella sezione Interviste di Rockol.
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